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24 Gennaio 2014

Odontoiatria al digitale, ne parliamo con il dott. Cesare Robello. Un futuro molto prossimo che rivoluzionerà il settore, ma non lo stravolgerà


Cesare Robello, uno dei "motori" dell'Associazione Amici di Brugg, un passato da Presidente dell'Accademia Italiana di Conservativa è una figura prestigiosa nel panorama della Restaurativa Internazionale. E' anche membro della American Academy of Restorative Dentistry  e Past President della RVT Academy. Con il dott. Robello avevamo già affrontato il tema della evoluzione digitale dell'odotoiatria. Ora vogliamo approfondire con un riferimento particolare alla nascitura DIgital Dental Academy (DDA) della quale e' Socio fondatore.

Cosa significa DDA?

Digital Dental Academy. Denominazione forte e, per certi versi, pretenziosa. Nelle nostre menti l'obiettivo, infatti, sarebbe quello di creare una situazione dove vengono presentate le molteplici possibilità che il digitale offre alla nostra professione e, contestualmente, offrire la possibilità di provarle insieme in modo da contribuire tutti a un loro corretto utilizzo. In un mondo in continua e rapida evoluzione, riuscire a tenersi aggiornati è un'impresa.

Quali sono i temi di cui si occupa la Academy?

Il digitale ormai è entrato prepotentemente in tutte le specialità dell'odontoiatria: i campi della diagnostica e della comunicazione sono già esplorati, si stanno evolvendo quelli legati all'operatività, restaurativa e chirurgica. Ma quello che più interessa penso sia la trasformazione delle modalità di applicazione; poco tempo fa dovevamo scattare le immagini della bocca del paziente e, dopo una serie di passaggi, visualizzarle su un computer, magari in un locale attiguo a quello operativo, oggi, con uno smartphone, possiamo dialogare direttamente alla poltrona.

L'Academy organizzerà a marzo il suo primo convegno, quali sono i temi?

A Parma il 28 e 29 marzo partiremo con la restaurativa, ovvero mostrando le opportunità che esistono per eseguire un restauro indiretto in un'unica seduta. La comunicazione sarà un ulteriore argomento dove il digitale - di grande ausilio nella diagnosi e nella stesura di un piano di trattamento interdisciplinare- rappresenterà un veicolo eccezionale per trasferire le nostre proposte al paziente, all'odontotecnico e, nel caso servisse, ai colleghi.

Pensa che l'evoluzione digitale possa essere adottata da tutti i professionisti o si incontreranno molte resistenze?

Come tutte le innovazioni, per giunta costose, sicuramente troverà una difficoltà iniziale. La mia convinzione però è che nel giro di pochi anni la diffusione sarà massima. Al punto da pensare, paradossalmente, che la nascitura Digital Dental Academy diventi inutile: non esiste infatti l'Accademia della turbina o dello specchietto. Per arrivare a questo comunque ci vorrà ancora un po' di tempo. Pensate però alla diffusione rapidissima degli smart-phone e alle capacità che questi telefonini hanno.

In alcuni aspetti, come quelli della diagnostica, i  costi sembrano essere proibitivi per uno studio monoprofessionale; quali le soluzioni?

Avere un apparecchio per Cone-Beam CT in studio sicuramente sarebbe molto utile. E' difficile che uno studio mono-professionale possa permetterselo. In più c'è da considerare che questi apparecchi hanno un'evoluzione molto rapida, tanto da rendere obsolete macchine di pochi anni fa; infatti,  lascio al servizio di radiologia cui mi rivolgo la gravosa incombenza di sostituire le macchine con quelle più aggiornate.

Come sta cambiando il rapporto con l'Odontotecnico visti i vantaggi del digitale nelle ricostruzioni protesiche?

Il rapporto deve continuare ad essere di massima collaborazione. Oggi intarsi o elementi singoli (faccette e corone) si possono eseguire con le metodiche "chair-side" (alla poltrona) e quindi forniremo meno lavoro agli odontotecnici. Tuttavia questo apre un nuovo capitolo per sviluppare un sistema di qualità, digitale, che dovrebbe portare ad un abbassamento dei costi per il paziente e ad un auspicabile aumento del numero degli elementi protesici eseguibili. Nei casi medi e complessi, a mio avviso, la figura dell'odontotecnico è insostituibile soprattutto per le conoscenze specifiche in questo ambito. Non bisogna poi trascurare, in generale, l'elemento tempo: noi non possiamo fare bene due mestieri contemporaneamente.

Dipinga uno scenario per l'odontoiatria dei prossimi cinque anni?

La mia speranza è che sia noi, odontoiatria navigati, sia, soprattutto, i giovani possiamo ancora avere entusiasmo e stimoli per aggiornarci e mirare a una odontoiatria di qualità. Personalmente, il digitale mi ha dato degli entusiasmi forti che sono stati di stimolo per la mia vita professionale.
Nei prossimi 5 anni ritengo che bisognerà semplificare i piani di trattamento e, magari, grazie proprio anche alle nuove tecnologie, riuscire a mantenere la qualità diminuendo i costi.
Al di là delle domande che mi avete rivolto, mi preme insistere su un punto: il digitale è solo un mezzo, uno strumento manovrato comunque dall'uomo. Al posto di una spatola avremo tra le mani un mouse. Certi passaggi clinici, o di laboratorio, saranno comunque basilari  per il conseguimento di un prodotto di un certo livello. Spetterà sempre al clinico, nel momento della cementazione, per esempio, valutare se il prodotto e' valido e quindi idoneo ad essere consegnato: questo a prescindere dal  flusso di lavoro,  sia stato di tipo tradizionale o basato sul sistematiche CAD-CAM.
Un esempio su tutti: comprare un sistema molto costoso ed eseguire una preparazione scadente, per poi cementare un intarsio con tecniche adesive senza l'uso della diga di gomma, per come la penso io, non è e non sarà mai accettabile.

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