L'odontoiatria, al pari di altri campi della medicina e di altre professioni, è profondamente influenzata dalla rivoluzione tecnologia. Una rivoluzione strutturale ma anche (e soprattutto) di mentalità che condiziona e condizionerà le opportunità terapeutiche a disposizione del dentista per i propri pazienti. Come per tutti i cambiamenti capire e conoscere le possibili innovazioni è il primo passo per intervenire.
Su questi argomenti ne abbiamo parlato con il dott. Roberto Spreafico (nella foto), presidente della Digital Dental Academy, a poche settimane dal II International Meeting di Parma (l'8 marzo scade il termine per iscriversi ad una tariffa agevolata).
Dott. Spreafico, quale futuro si devono aspettare i dentisti e gli odontotecnici italiani?
Difficile fare delle previsione sul futuro digitale del settore odontoiatrico italiano.
Certamente, al di la dei cambiamenti di natura sociale e culturale che hanno determinato una profonda mutazione del rapporto odontoiatra-paziente, l'avvento di nuove tecnologie potrà, in varia misura, cambiare la professione dell'odontoiatra. I costi per accedere alle nuove tecnologie non saranno mai più sostenibili da studi monoprofessionali, se non in ristrettissimi casi, e quindi anche le interazioni tra colleghi per l'organizzazione del lavoro saranno sempre più articolate.
Un futuro digitale che spaventa alcuni, forse non pronti al cambiamento del proprio modo di curare o di realizzare dispositivi protesici. Come rassicurarli?
Chi negli anni ottanta si ostinava a scrivere a mano e a consegnare il proprio scritto alla dattilografa oggi si limita a collezionare penne stilografiche; tra dieci anni, forse meno, chi vorrà proseguire a fare "come si faceva una volta" dovrà arrendersi e, forse, cambiare mestiere. Rassicurare chi non vuole cambiare è impossibile; è possibile invece, ed è l'intento della Digital Dental Academy che mi onoro di guidare come Presidente, accompagnare i neofiti e gli scettici in questo meraviglioso viaggio, mettendo in guardia dalle immancabili false promesse e rendendo solide le basi delle attuali conoscenze in questo ambito.
Ma l'odontoiatria andrà verso una evoluzione "solo" digitale. Quanto imparato ed utilizzato fino ad oggi sarà da buttare?
Esistono dei principi di base dell'odontoiatria che sono ineludibili; i sistemi CAD-CAM non fanno diagnosi, non impostano piani di terapia, non prescrivono farmaci e non raccomandano stili di vita. Nelle preparazioni protesiche il limite, ovvero il confine tra fine preparazione e tessuto dentale residuo, veniva tracciato con una matita a punta fine su un modello in gesso; oggi, questa frontiera viene disegnata su un monitor di computer con il "mouse". Come diceva la grande Susan Sontag, i soggetti sono sempre gli stessi, cambia solo il modo di ritrarli.
Quali sono le soluzioni che a secondo lei hanno, oggi, rivoluzionato il modo di riabilitare i pazienti?
Le soluzioni sono molteplici, in vari campi dell'odontoiatria: le rivoluzioni sono spesso silenziose, come lo è stata quella che, dagli anni duemila, ha portato alla ribalta l'adesione ai tessuti duri delle ricostruzioni dirette e dei manufatti protesici.
L'odontoiatria sta spostando il proprio orizzonte, la filosofia della sostituzione sta lasciando il posto alla filosofia della reintegrazione. In questo le tecnologie digitali saranno di grande aiuto. Oggi sempre più pazienti conservano i loro denti che vanno incontro a forti processi di usura, reintegrare il tessuto perso è l'obiettivo del piano terapeutico. Sino a poco tempo fa la sostituzione protesica degli elementi usurati era la regola.
Le nuove tecnologie possono contrastare anche la crisi offrendo ai pazienti cure di qualità a costi ridotti?
Questo è poco ma è sicuro; ho una certa esperienza con le tecniche di ricostruttiva "chair-side", ovvero alla poltrona. Un paziente ha un problema, deve eseguire un intarsio, una corona, una protesi su impianto singolo, tanto per fare degli esempi quotidiani.
Arriva in studio, riceve le cure necessarie, legge 15-20 minuti una rivista e, dopo la cementazione del manufatto, torna al lavoro. Due ore di tempo perso invece di due giornate di lavoro. E' un esempio banale ma che deve far riflettere. La qualità è elevata, riproducibile e, come richiesto, a costi più contenuti a patto di avere un volume di lavoro sufficiente. Fare queste scelte da soli diventa quindi molto oneroso, farlo in gruppo la chiave per un futuro diverso, sia per noi che per i pazienti.
E per il futuro su cosa si sta concentrando la ricerca?
Gli spettri di ricerca in tal senso sono talmente ampi che mi viene una frase provocatoria; venite a Parma a fine marzo e lo saprete.
Ok, allora parliamo del vostro Congresso. Quali sono i punti di forza a chi è rivolto?
Il Congresso di quest'anno si onora di ospitare autori di fama mondiale, tra cui gli ospiti stranieri: Jorg Strub, Andreas Bindl e Louis Hardan. Tra gli italiani abbiamo avuto la fortuna di avere tra noi nomi prestigiosi come il Presidente del Collegio dei Docenti di Odontoiatria Prof Enrico Gherlone, il Dr Fedrico Boni, il Dr Alessandro Agnini, il Prof Tiziano Testori e la D.ssa Giovanna Perotti, il Dr Fabio Gorni, il Prof Luca Levrini e ultimo, ma non meno importante, il Dr Lorenzo Vanini. La parte odontotecnica sarà seguita da Nicola Gondoni, da Fabrizio Molinelli e da Alessandro Tentardini. Nell'innovativa sezione "Lunch & Learn" saranno presenti anche: il Dr Andrea Ricci e il Dr Tommaso Castroflorio. Completeranno il panel due dei soci fondatori di DDA, il Dr Massimo Nuvina e il Prof Massimo Gagliani.
Il convegno ha l'ambizione di essere trasversale, poichè interessa odontoiatri e odontotecnici, mai come ora uniti nella ricerca della qualità in odontoiatria attraverso l'impiego sinergico delle nuove tecnologie.
E' anche trasversale nell'unire giovani e meno giovani, i primi più adeguati - in quanto nativi digitali - a recepire queste tecnologie, i secondi più avvezzi a misurarne pregi e difetti.
Un appuntamento che abbraccia più branche dell'odontoiatria e dell'odontotecnica, unendo giovani e "meno giovani" che vogliano scoprire e approfondire tutti i segreti del digitale in odontoiatria.
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