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30 Giugno 2015

ENPAM, per la prima volta un laureato in odontoiatria nel CdA. Intervista al presidente Prada: i dentisti potranno maggiormente incidere sul futuro previdenziale ed assistenziale


"L'impegno, la forza, la serietà del costante lavoro di ANDI hanno trovato un giusto riconoscimento nei passaggi elettorali appena trascorsi, si tratta ora di continuare sulla strada di migliorare e garantire i giusti diritti sia nell'ambito pensionistico che in quello dell'assistenza ai medici e odontoiatri liberi professionisti. ANDI ed il suo Presidente in prima persona giocheranno un ruolo determinante in queste partite e vigileranno e proporranno tutti gli strumenti utili a raggiungere le garanzie per un futuro sicuro a questa ed alle prossime generazioni di dentisti".

A dirlo è il presidente ANDI Gianfranco Prada all'indomani della sua elezione nel Consiglio di Amministrazione dell'ENPAM, come rappresentante sindacale degli odontoiatri, e dopo aver raccolto, come ANDI, un successo elettorale su tutti i fronti, essendo riuscito a fare eleggere i propri associati nelle diverse rappresentanze dell'Ente (Assemblea Nazionale, Consulta Quota B, Osservatori dei Giovani e dei Pensionati).

Presidente Prada i dentisti rappresenteranno la libera professione in ENPAM

In pratica sarà così. D'altronde tra le tante professioni in ambito medico, quella dei dentisti è di fatto una delle poche rimasta ad essere quasi esclusivamente esercitata in regime libero professionale; anche se nella Quota "B" non siamo la più numerosa come numero di iscritti.

Un successo reso possibile grazie al nuovo statuto?

Certamente la disponibilità del presidente Oliveti, l'impegno del vicepresidente-vicario Giampiero Malagnino, del presidente CAO Giuseppe Renzo e mio hanno consentito l'approvazione di uno Statuto che garantisce la presenza negli organismi direttivi della professione odontoiatrica. Il successo elettorale deriva comunque dall'unità dimostrata dalla componente odontoiatrica, e dall'impegno di ANDI e dalla credibilità che ANDI ha acquisito tra i sindacati medici e le istituzioni. Certamente il nuovo statuto ha creato un terreno fertile affinché i dentisti potessero contare di più ma non dimentichiamoci il grande e continuo lavoro di ANDI.
La scelta è stata, come sempre, quella di sederci ai tavoli con volontà costruttiva ed idee chiare, invece di stare alla finestra e criticare solamente. Un atteggiamento, anche in termini di governance complessiva, non solo apprezzato dagli altri sindacati, ed in particolare dall'amico Giacomo Milillo segretario nazionale FIMMG, ma che ci ha permesso di portare all'interno dello statuto quegli strumenti necessari affinché i dentisti italiani potessero dire la loro sulle decisioni del proprio Ente previdenziale.

Tre dentisti in Consiglio di Amministrazione, un successo storico. Poi lei è il primo laureato in odontoiatria ad entrare nel CdA.

Certamente, soprattutto perché a votarci sono stati anche i medici presidenti di Ordine che hanno capito la valenza della nostra rappresentanza. Poi se consideriamo che Giampiero Malagnino era il Vicepresidente Vicario uscente e che Giuseppe Renzo è l'attuale presidente CAO, quindi in rappresentanza della parte ordinistica della professione, con la mia elezione si è di fatto voluto inserire in CdA il rappresentante del secondo sindacato medico italiano e del più importante sindacato degli odontoiatri. Per onorare questo incarico mi batterò per rappresentare tutti i dentisti liberi professionisti italiani, sia in attività che pensionati.
Fa bene a sottolineare che dopo 35 anni dall'istituzione della laurea in odontoiatria un laureato in odontoiatria entra in CdA e questo anche pensando alle tante battaglie che noi odontoiatri abbiamo fatto per poterci iscrivere ad ENPAM.

Può indicare uno dei primi interventi che porterà in CdA per sostenere le istanze dei dentisti liberi professionisti?

Le cito un passaggio concreto: so che in agenda è prevista la costituzione del Fondo Sanitario Integrativo ENPAM , sarà importante che nello Statuto del Fondo siano previste anche le prestazioni odontoiatriche erogate dai dentisti liberi professionisti, senza necessità di accreditamento dello studio professionale, fatto che limiterebbe moltissimo la passibilità di adesione dei nostri Iscritti.

 
 

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