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17 Aprile 2015

Direttiva ferite da taglio, non serve la sorveglianza sanitaria se l'analisi del rischio non ha evidenziato pericoli. Ecco come prevenire


Entrata in vigore il 25 marzo 2014, il D. Lgs. 19/02/2014 n. 19 -Prevenzione delle ferite da taglio e punta- ha subito creato allarme negli studi odontoiatrici e medici in merito alla vigilanza sanitaria.

Ricordando che gli studi odontoiatrici, come le altre strutture sanitarie, devono evitare rischi dovuti all'utilizzo di strumenti taglienti e pungenti ed effettuare la valutazione dei rischi, se questa indica l'assenza di rischio, come si deve comportate il titolare dello studio? E' obbligatoria o non obbligatoria?

Sulla questione sia AIO che ANDI si erano espresse sulla non obbligatorietà di adozione della sorveglianza sanitaria e ANDI, la CAO Nazionale e la FNOMCeO avevano chiesto al Ministero della Salute chiarimenti in merito.

Il Ministero si era espresso precisando che, "nel caso in cui l'attività sanitaria venga prestata nel proprio studio medico o odontoiatrico dal singolo professionista abilitato, con prevalenza del suo apporto professionale ed intellettuale rispetto ad una disponibilità di beni strumentati, in assenza di complessità organizzative proprie di una struttura o di un servizio sanitario, tale luogo di lavoro, per definizione, risulta essere escluso dal campo di applicazione del titolo X-bis", quindi nessuna sorveglianza sanitaria, ma neppure analisi del rischio.

Nel caso, continua la nota ministeriale, "in cui negli studi medici ed odontoiatrici, con le caratteristiche sopra richiamate sia presente anche un collaboratore, la necessità o meno della effettuazione della sorveglianza sanitaria, quale misura di tutela della salute e della sicurezza del lavoratore non può che derivare dagli esiti delta valutazione dei rischi", già prevista dal D.lgs. 81/08.

Ma come si deve comportare lo studio odontoiatrico per ridurre ed eliminare i rischi?

Per garantire la salute dei propri collaboratori, indica la norma, il dentista titolare di studio ha l'obbligo di formare il personale sanitario e dotarlo di risorse idonee per operare in condizioni di sicurezza; riorganizzare le condizioni di lavoro ed adottare le tecnologie più adatte e meno rischiose; assicurare adeguate misure di sensibilizzazione attraverso un'azione comune di coinvolgimento dei lavoratori e attuare iniziative di prevenzione, sensibilizzazione, informazione  e  formazione  e monitoraggio per valutare il grado di incidenza delle ferite da taglio o da punta  nei luoghi di lavoro.

Sull'argomento leggi anche:

13 Marzo 2014: Direttiva ferite da taglio, cosa prevede e come devono comportarsi gli studi odontoiatrici

23 Gennaio 2015: Butta la spazzatura e si punge con un ago, si indaga sugli studi dentistici della zona. Ecco cosa prevede la normativa sullo smaltimento

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