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15 Novembre 2006

Un grande problema

di Roberto Cocchi


Preg. Direttore,
negli ultimi mesi sono comparsi su Dental Cadmos diversi lavori sul problema delle necrosi ossee da bifosfonati, con casistiche più o meno ampie.
Lo scorso 9 maggio 2006 presso il nostro Istituto (Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori, ndr) è stata realizzata una giornata di studio sull’argomento, cui hanno partecipato gruppi provenienti da diversi centri italiani ed esteri.
Purtroppo il direttore dell’Istituto di Farmacosorveglianza Italiano ha dovuto sottolineare che i casi di denuncia obbligatoria di lesione iatrogena da bifosfonati loro pervenuti erano ben poca cosa rispetto alle casistiche presentate nelle relazioni scientifiche.
Saremmo lieti se Lei vorrà segnalare, attraverso la rivista che dirige, la necessità di denunzia dei casi, non solamente per adempiere a un obbligo giuridico, ma perché sia possibile redigere un’ipotesi credibile di morbilità per questo tipo di lesioni, determinando la possibilità di valutare correttamente le terapie che vengono applicate. Il nostro gruppo di studio si mette ovviamente a disposizione di tutti i lettori della rivista da Lei diretta che avessero necessità di ottemperare all’obbligo succitato o necessitassero di aiuto per i trattamenti dei casi che dovessero giungere alla loro osservazione.
Ricordiamo che:
- dall’ottobre 2004 presso l’Unità Odontostomatologica del nostro Istituto sono stati sottoposti a visita di controllo i pazienti afferenti al protocollo di trattamento con bifosfonati per metastasi ossee diffuse, trattati presso il Day Hospital di terapia del dolore e cure palliative (dott. Ripamonti, dott. Campa, dott. Fagnoni);
- abbiamo effettuato in un anno e mezzo circa più di 1000 controlli su soggetti sottoposti, o che dovevano intraprendere, trattamenti con bifosfonati;
- sono stati visitati 280 pazienti, di cui 236 femmine e 44 maschi;
- sono stati riscontrati e diagnosticati 29 casi di ONJ, di cui 26 casi in donne e 3 in maschi (già denunciati);
- sono, a oggi, stati inseriti nel protocollo di follow-up semestrale 254 pazienti di cui 210 donne e 44 uomini infusi con bifosfonati e che attualmente non presentano lesioni ossee ai mascellari;
- il protocollo ha previsto l’esecuzione di bonifica dentale ove necessaria per i pazienti che dovevano essere sottoposti a trattamento (qualora non desiderassero affidarsi alle cure del dentista curante: in tal caso sono stati presi contatti telefonici col dentista curante per informarlo della problematica relativa all’ONJ);
- sono stati redatti, in collaborazione tra le due unità operative, articoli scientifici, successivamente pubblicati su riviste nazionali e internazionali (segnaliamo l’articolo pubblicato dalla rivista del vostro gruppo editoriale Italian Oral Surgery, vol. 4, n. 4 settembre 2005: “Necrosi ossee dei mascellari di origine iatrogena. Terapia con bifosfonati” di E. Cislaghi, M. Maniezzo, T. Campa, E. Fagnoni);
- in collaborazione con la Scuola di Medicina Palliativa è stato preparato presso l’INT un seminario divulgativo sulla situazione delle ONJ, con la partecipazione di équipe provenienti da diversi Istituti, aperto a medici e dentisti;
- dalle visite effettuate e dall’acquisizione dei dati emersi in letteratura sull’argomento, è scaturita la necessità di programmare un intervento mirato per i pazienti che afferiscono alla nostra struttura;
- durante la ricerca condotta è emerso che lesioni simili a quelle comparse nei nostri pazienti erano state storicamente descritte in quei soggetti che lavoravano presso aziende di produzione dei fiammiferi ed entravano in contatto con la lavorazione del fosforo bianco; in effetti nelle molecole dei bifosfonati è contenuto fosforo;
- come descritto anche da altri Autori, è chiaramente emersa anche nella giornata del 9 maggio 2006 la difficoltà di trattamento delle lesioni quando compaiono, per la marcata possibilità di recidiva e per la sovrainfezione batterica e talvolta mimetica che si instaura sulla necrosi avascolare dell’osso.
RingraziandoLa per la collaborazione, restiamo a disposizione per quanto dovesse occorrere. 
Prof. Enrico Cislaghi 
Dott. Massimo Maniezzo

Carissimi,
come stiamo dimostrando abbiamo cercato di dare ogni informazione, al riguardo, che potesse giovare a colleghi e a pazienti. Sottolineiamo ancora la assoluta necessità di dare “ai casi” la massima diffusione possibile. Solo in questo modo si può creare quel sottofondo statistico cui far riferimento in maniera scientificamente ineccepibile. Ancora una volta vi offriamo spazio per un “box” da pubblicare con tutti gli elementi utili alla diffusione di queste informazioni.



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