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06 Giugno 2008

Le tecniche radiologiche più innovative

di Monica Oldani


Non v’è dubbio che la digitalizzazione delle immagini sia la vera novità nel campo della diagnostica odontoiatrica di base. “Questo però comporta, o comporterebbe - come dice Paolo Mezzanotte, da oltre vent’anni anni dedicato alla radiologia odontoiatrica e maxillo-facciale - una vera rivoluzione culturale nell’approccio all’imaging da parte dell’utilizzatore, e sopratutto da parte dell’odontoiatra, che oggi è sprovvisto di una vera iniziazione al problema dell’interpretazione dell’imaging digitale, con le relative rilevanti novità e, soprattutto, i relativi, e altrettanto rilevanti, artefatti possibili.
Sono stato tra i primi a utilizzare la digitalizzazione nelle apparecchiature radiografiche dei panoramici dentari, e posso assicurare che molto spesso i miei interventi sono tesi a mettere in guardia i dentisti sulle possibili conseguenze di elaborazioni avventate che fanno ‘apparire e scomparire’ strutture che possono sviare dalla corretta diagnosi.”
La percentuale di dentisti che chiede ancora le panoramiche tradizionali (o analogiche) è ferma nella vasta casistica del dottor Mezzanotte a meno del 10 per cento: “Ciononostante - precisa - anche se si fornisce una maggiore (pur se molto contenuta) dose di radiazioni al paziente, non si può biasimare questa scelta “in sicurezza” - posto che non tutti i centri che offrono panoramiche digitali (soprattutto quelle “dirette Ccd” a miglior definizione) sono a conoscenza dei possibili artefatti al punto da ridurli pressoché a zero, utilizzando correttamente il software applicativo caso per caso - e ripeto caso per caso!”
Comunque, secondo Mezzanotte, la vera rivoluzione è l’avvento sempre più massiccio della TC nella routine del chirurgo maxillo-facciale; non soltanto nel campo dell’implantologia, ma anche nella ricerca dei rapporti tra il terzo molare e il nervo mandibolare o dei rapporti spaziali tra denti inclusi nella ricerca dettagliata delle anomalie di accrescimento.
“Su questo capitolo della ricerca in giovani soggetti - sottolinea Mezzanotte -, che è sempre più pressante a mano a mano che l’immaginario collettivo ha percepito che fin da giovani e giovanissimi bisogna provvedere al benessere della masticazione - mi sia consentito di aprire un polemico e costruttivo risvolto metodologico: nell’esecuzione delle indagini TC indispensabili si è fatto finora largo uso di apparecchiature tradizionali, alle quali veniva eventualmente applicato un software dedicato - per l’implantologia il mitico Denta scan, che oggi per antonomasia significa ricerca di dimensioni con rapporto certo 1:1 e visione con una finestra di densità dedicata all’osso. Orbene, le TC anche di ultima generazione, le tanto nominate “spirali multislice” a decine di detettori con riduzione drastica dei tempi di acquisizione lavorano con standard di esposizione che non si dis-costano molto dai 120 milliAmpère (mA).
Cosa vuol dire questo?
Vuol dire che l’esposizione del paziente alle radiazioni - per semplificare - appare di un certo valore, non enorme ma sempre più alta nei confronti della vera nuova applicazione moderna di TC a uso odontostomatologico dedicato: la TC volumetrica o cone beam, che, a parità di indicazioni e volume irradiato, lavora mediamente tra i 5 e i 10 mA, riducendo globalmente di 7-20 volte le radiazioni somministrate al paziente rispetto alle TC tradizionali o spirali (come descriveva uno studio del professor S.D. Bianchi già nel “lontano” 2002). Se questo dato non accende la riflessione, io ripeto sempre: provate a correre per un chilometro oppure per sette o per venti e poi ditemi qual è la differenza!”
Si capisce subito che l’applicazione su giovani pazienti, nella lunga storia di irradiazione a cui saranno fatalmente sottoposti, acquista valenza importante: “Se pensiamo che anche la legge recita che le indagini vanno ‘ottimizzate’, non si capisce perchè all’imponente sforzo delle case produttrici dei migliori prodotti in questo campo (dalla pionieristica e tutta italiana QR di Verona fino a DL Medica e Imaging Sciences, per citare solo alcune delle mie conoscenze tra le più stimate case di produzione - ma sono ormai forse decine le case produttrici che si sono buttate in questa realizzazione, fiutando un business che mai come in questo caso appare doverosamente in progresso), non si capisce perché anche la legge o il buon senso non cerchino di indirizzare le indagini su giovani pazienti verso centri che si avvalgono di queste attrezzature a basso impatto di irradiazione con risultati iconografici comparabili con quelli delle TC che applicano il Denta scan.  Infatti, queste TC volumetriche si applicano a tutti i campi dell’odontoiatria e sono attrezzate all’esportazione delle immagini per i più sofisticati programmi connessi alla pianificazione degli interventi.”
“Mi ha fatto molto piacere leggere nel Giornale dell’Odontoiatra dello scorso 15 aprile - conclude il dottor Mezzanotte - l’intervista al dottor Cristiano Tomasi, nella quale per la prima volta ho visto chiari segni di apprezzamento e soprattutto di fattivo interesse da parte di un odontoiatra verso la metodica cone beam, che accoppia basse radiazioni ad alta definizione e facilità di utilizzo. Forse, il limite per ora invalicabile di questa nuova scelta è una legislazione non definita sui diritti/doveri alla risposta del radiologo nelle indagini più complesse e il prezzo alto, considerato che questa apparecchiatura TC deve essere utilizzata per scopi del tutto specialistici e quindi da strutture con un alto indice di utilizzo; ma soprattutto penso che il problema principale sia la generica ignoranza del problema e dell’esistenza di queste opportunità.”

GdO 2008; 8

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