HOME - Approfondimenti
 
 
08 Marzo 2017

Sanvenero (CAO) chiede un regime speciale per il mercato dei servizi sanitari. E sulla pubblicità dice: Il messaggio deve essere preventivamente autorizzato


Nel far entrare i servizi sanitari nella tipologia "mercato" (scelta che riteniamo sbagliata alla radice, non essendo mai accettabile che il "bene salute" possa essere assimilato ad un qualsiasi altro "bene" né che sul "bene salute" si possa fare commercio), non si è tenuto conto della particolarità degli stessi e, quindi, ai servizi sanitari vengono applicate le stesse regole del commercio dei telefonini o dei capi di abbigliamento.

Se l'obiettivo dei servizi sanitari è quello di rendere reale e possibile l'affermazione di principio dell'art. 32 della Costituzione (La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività.....), allora i sistemi di controllo del mercato si dimostrano inadeguati all'obbiettivo. Le regole ci sarebbero, sono i sistemi di controllo che sono inadeguati.

La pubblicità, tutti dicono, è l'anima del commercio e le regole sulla pubblicità sono chiare, condivise e condivisibili: la pubblicità deve essere funzionale all'oggetto, veritiera e corretta, non deve violare il segreto professionale e non deve essere equivoca, ingannevole o denigratoria.

Nonostante la chiarezza delle regole, l'ambito particolare (i servizi sanitari) di applicazione delle stesse rende il controllore, l'AGCM, inadeguato all'obiettivo; infatti giurisprudenza (Suprema Corte di Cassazione) impone di valutare la "veridicità, correttezza, non equivocità o ingannevolezza" alla luce della veridicità sul piano scientifico di quanto propagandato nella pubblicità: di tutta evidenza l'incapacità "intrinseca" dell'AGCM a valutare le "affermazioni scientifiche" in campo sanitario.

Ciò ha portato a diversi "paradossi", ad esempio un sanitario che propagandava di aver scoperto una nuova cura per patologie tumorali e per la falsità dei suoi comportamenti veniva radiato dall'Ordine nel maggio 2002, mentre il provvedimento, che proibiva la pubblicità di tale "metodica", veniva emanato nel novembre 2010.

Ma i pazienti tratti in inganno dal maggio 2002 al novembre 2010? Chi ha tutelato il "loro diritto fondamentale" della salute?

Inoltre bisogna ben tener presente che quando un "consumatore" si rivolge al "mercato dei servizi sanitari" non soddisfa un desiderio, ma fa fronte ad una necessità: quella di ristabilire la propria salute o, se del caso, di salvaguardare la sua stessa vita; e che nel campo "dei servizi sanitari" si raggiunge il livello massimo di «asimmetria dell'informazione» tra il prestatore dei servizi e il beneficiario della prestazione (secondo l'espressione utilizzata dalla Commissione Europea nella relazione sulla concorrenza nei servizi professionali). Ciò significa che il prestatore dispone, nel proprio settore di attività, di un livello di competenza nettamente superiore a quello del beneficiario, sicché quest'ultimo non è in grado di valutare effettivamente la qualità del servizio che acquista.

Questi due semplici aspetti già da soli dovrebbero portare a considerare indispensabile "un regime speciale" per il "mercato dei servizi sanitari"!

Allora noi proponiamo, se l'obiettivo di tutelare la salute dei cittadini è, realmente, prioritario rispetto all'interesse economico di qualcuno, di "fare sistema" integrando e mettendo sotto la direzione delle massime Autorità sanitarie (il Sindaco, a livello comunale, e il Ministro della Salute, a livello centrale) tutte le competenze esistenti; e quindi prevedere, per il "mercato dei servizi sanitari" un regime speciale per il quale qualunque soggetto intenda fare "pubblicità in materia sanitaria" debba presentare domanda, almeno 30 giorni prima, alle Autorità sanitarie sopra indicate che, nel termine perentorio di 30 giorni (acquisito il parere dell'Ordine dei medici provinciale, per i Sindaci e della Federazione nazionale degli ordini dei medici, per il Ministero della Salute) devono rispondere motivando la loro, eventuale, negazione al consenso ad effettuare quella specifica pubblicità.

Sandro Sanvenero, Segretario FNOMCeO - CAO

Articoli correlati

Giudicata poco professionale se troppo promozionale ma utile se offre informazioni anche sui costi. I dati da un sondaggio di Odontoiatria33


“Aiutateci a bloccare i messaggi ingannevoli”, lo chiede Iandolo ad AGCOM e FIEG ribadendo la volontà di segnalare all’Autority gli Editori che pubblicano messaggi non conformi alle norme 


Fiorile: viene ribadito quanto da sempre sosteniamo, la pubblicità sanitaria può essere solo informativa e vigilata dall’Ordine


Commissario europeo al mercato interno Breton: la legge italiana non viola la concorrenza ma protegge i cittadini. Rossi e Senna (OMCeO Milano): Una presa di posizione attesa,...


Iandolo: stiamo valutando se chiedere sanzioni per le società che raccolgono per i giornali pubblicità non corrette, attiveremo campagne informative sulle regole e sui rischi...


Altri Articoli

Uno studio inglese indaga sulle priorità dei pazienti in tema di otturazione, il prof. Gagliani trae alcune interessanti considerazioni sul ruolo del dentista 

di Massimo Gagliani


La settimana appena conclusa ci ricorda quale sarà il tema che ci accompagnerà nei prossimi anni, quello della necessità o meno di regolamentare l’utilizzo delle tecnologie in ambito...

di Norberto Maccagno


Novità normative in tema di autorizzazioni sanitarie, tra cui la piena legittimazione delle Società tra Professionisti (StP) e ulteriori semplificazioni burocratiche


Ne ha parlato AIOP in una tavola rotonda durante il 41° Congresso Internazionale facendo anche il punto sui progetti AIOP Young e AIOP Educational


L’obiettivo aprire un tavolo di confronto con i cittadini su odontoiatria pubblica, odontoiatria sociale e tutela della salute 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Ricostruzione implantologia a distanza attraverso il paziente virtuale

 
 
 
 
chiudi