Nelle scorse settimane MIUR, Ministero della Salute, Regioni, FNOMCeO, CAO e rappresentanti di Ordini ed Albi delle professioni sanitarie si sono riuniti per dare una risposta alla domanda che ogni anno si pone: quanti dovranno essere i futuri professionisti della salute, dentisti compresi?
A portare le previsioni della professione odontoiatrica Sandro Sanvenero (nella foto) segretario Commissione Albo degli Odontoiatri. Un lavoro di mediazione quello della Commissione chiamata ad indicare il numero degli iscritti ai corsi di laurea 2017- 2018. Per le Regioni il numero di nuovi dentisti da formare necessario per coprire la domanda futura in vista dei pensionamenti degli attuali professionisti è di 1200 unità che possono essere ridotte a 1.039 considerando gli italiani che si laureano all'estero. Di parere diverso la CAO che ha chiesto l'attivazione di 800 posti.
"Nel calcolo della programmazione dei fabbisogni - spiega ad Odontoiatria33 Sanvenero- si è tenuto conto del modello previsionale elaborato nel corso della Joint Action europea che si è conclusa lo scorso anno. Si tratta di un modello estremamente articolato di cui, tuttavia, alcune variabili non sono state ancora completamente definite e, quindi, negli anni futuri continuerà ad essere ulteriormente affinato per diventare sempre più preciso ed attinente ai fabbisogni sanitari dei cittadini".
Il numero di posti che secondo la CAO sia corretto anche per garantire ai cittadini il soddisfacimento del loro fabbisogno sanitario odontoiatrico nasce dalla analisi delle varie banche dati esistenti che indicano il numero di odontoiatri attualmente in attività . (ENPAM, CoGeAPS, FNOMCeO, Agenzia delle Entrate), stimando, attualizzando e proiettando nel futuro, la domanda del fabbisogno sanitario odontoiatrico anche alla luce del trend demografico, epidemiologico ed economico del paese.
Da considerare, ricorda Sanvenero, anche la capacità formativa delle università per poter determinare la formazione di professionisti di qualità. "E' un elemento estremamente articolato che si basa su uomini (corpo docente e non) e mezzi (aule, riuniti, manichini ecc.) che richiedono grandi investimenti, sia di tipo umano che economico".
Altro dato da tenere in considerazione è costituito dal numero di studenti italiani frequentatori di corsi di laurea in paesi comunitari.
Ponderati tutti questi elementi, compreso ovviamente lo squilibrio attuale tra domanda e offerta nonché il numero dei pensionamenti che si verranno a determinare nei prossimi 15 anni, la proposta della CAO si basa su di una media ponderata che permette di indicare il numero di accessi ad odontoiatria per i prossimi anni in modo da garantire al sistema universitario italiano, dice il Segretario CAO, "di poter formare professionisti di qualità in numero sufficiente anche quando l'attuale pletora si sarà riassorbita per motivi anagrafici dei professionisti".
"Sulla base di tutti questi elementi -conclude Sanvenero- il numero di posti da attivare su scala nazionale proposti dalla CAO è di 800 il numero. Con tale numero il rapporto tra bisogni sanitari dei cittadini ed offerta di professionisti raggiungerà l'equilibrio e si manterrà stabile al 2035".
Norberto Maccagno
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