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14 Dicembre 2017

DentistInApp, a colpi di smartphone contro i falsi dentisti. Dalla CAO nasce la App per denunciare i finti dentisti e controllare se il proprio è abilitato


C'è una nuova arma, ultra tascabile e facilissima da utilizzare, per tutelare la salute degli italiani e combattere la piaga dell'abusivismo in odontoiatria. DentistInApp consente di scoprire con il proprio smartphone se ci si sta affidando a un professionista abilitato o se si è finiti nelle mani di uno dei 15 mila imbroglioni senza scrupoli che, secondo le stime della Commissione Albo Odontoiatri, si aggirano per il Paese.

Realizzata dalla CAO nazionale su impulso del presidente Giuseppe Renzo, la app è stata presentata oggi a Roma alla stampa presso la sede della FNOMCeO e può essere già scaricata gratuitamente dagli store Android e Apple (su questa piattaforma tra alcune ore, chiariscono da FNOMCeO).

La funzione principale? Digitando in una delle sue schermate il nome del dentista o presunto tale, si può verificare in una manciata di secondi se è davvero specializzato e iscritto all'Albo professionale, operazione per la quale, fino a ieri, bisognava invece rivolgersi personalmente all'Ordine o andare nella sezione dedicata del sito FNOMCeO.

Se la app non trova il nominativo nell'Albo, il cittadino può limitarsi a cercare un dentista vero o anche, come è auspicabile, dare una mano perchè quello falso venga smascherato e punito. Basta un altro un paio di click per segnalare l'abusivo all'Ordine, che può così attivarsi per colpirlo con le armi, purtroppo piuttosto spuntate, ha ricordato il presidente Renzo, previste dalle norme attuali. La segnalazione via app è anonima.

"I cittadini - ha sottolineato il presidente Renzo - ora possono informarsi, conoscere e, dove c'è la necessità, anche denunciare l'esercizio abusivo della professione. Non vuol dire fare i poliziotti, ma difendere il diritto alla salute. Come istituzione ordinistica siamo obbligati a fornire supporto perchè questa opportunità si traduca in realtà". Secondo la presidente della FNOMCeO Roberta Chersevani, "la app ci aiuterà a stanare chi adesca persone spesso inconsapevoli dei rischi che corrono e che certo, ad esempio, non si farebbero mai operare da uno che non è un medico. È una lotta per la salute, ma anche per la dignità del Paese".

Accanto al motore di ricerca anti abusivi, DentistInApp ha una sezione meramente informativa, con notizie di attualità e di servizio dal mondo dell'odontoiatria, e un'altra, in via di costruzione, dedicata alla prevenzione. C'è poi l'area destinata ai professionisti, che previa registrazione possono accedere allo stesso sistema di verifica e segnalazione, ma anche a notizie selezionate dalla CAO e a un forum con le attività delle Commissioni dove interagire con i colleghi.

La CAO vorrebbe raggiungere con DentistInApp almeno il 25% dei dentisti e, soprattutto, mezzo milione di cittadini, chiamati a informarsi e ad attivarsi in prima persona contro l'abusivismo.

"Quello della comunicazione, che si accompagna alla formazione, è un processo ormai assolutamente irreversibile" dice Giuseppe Renzo a Ondontoiatria33.it. "Il cittadino deve essere consapevole dei dettami di sicurezza, igienicità e qualità cha accompagnano la prestazione odontoiatrica, sapere che questo è un suo diritto e non può essere svenduto sull'altare del risparmio".

La parola d'ordine è "consapevolezza". "L'esercizio abusivo viene contrabbandato come qualcosa che 'fanno tutti', si arriva a pensare che basti uno studio attrezzato per fare il dentista. Tocca a noi - insiste Renzo - informare il cittadino dei rischi reali e gravi che corre nell'affidarsi a questi personaggi, dobbiamo dargli la capacità di distinguere. Non si tratta, come forse si faceva in passato, di tutelare la corporazione, ma di creare e favorire un rapporto diretto tra medico e paziente nel nome della salute".

Allo stesso orizzonte tendono iniziative come il portale www.caoce.it, online da qualche mese con le sue rubriche dedicate a cittadini e professionisti. Oggi è stata lanciata anche la seconda edizione del Premio Good Writing, destinato ai giornalisti che diffondono "un'informazione sana in tema di medicina ed in particolare di odontoiatria" e presentato il corso per giornalisti "La salute orale - il ruolo dei media per una cultura della prevenzione", che CAO ed European Association on Consumer Information organizzeranno il prossimo 9 febbraio a Roma.

Elvio Pasca

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