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05 Giugno 2018

I rischi del turismo odontoiatrico, c’è anche un sospetto caso di morte

Pollifrone evidenza a Il Messaggero i rischi ed informa di un caso di decesso sospetto


Nel 2013 il parroco di un paesino in provincia di Rovigo era morto a seguito delle infezioni contratte, così riportava la stampa locale, dopo un intervento implantologico effettuato in Croazia. Ora un nuovo caso si presenta alle cronache.

Ad informare della denuncia presentata dai familiari di un uomo morto in un albergo in Croazia dopo che nella giornata precedente si era sottoposto all’estrazione di 10-12 denti per sostituirli con impianti dentali è Brunello Pollifrone (nella foto), presidente CAO Roma e segretario nazionale CAO, intervistato dal quotidiano Il Messaggero domenica 3 giugno. 

“C'è stata presentata una denuncia dai familiari di un uomo di 55 anni morto nella notte, in Croazia, dopo l'estrazione di 10/12 denti”, ha dichiarato al quotidiano il presidente Pollifrone. “Era solo in albergo. Abbiamo trasmesso la documentazione in Procura”. Non è certo che il decesso sia collegato, sottolinea il presiedete CAO “ma non si possono fare così tante estrazioni senza monitorare il paziente, senza prepararlo preventivamente dal punto di vista clinico anche con l’uso di farmaci”. 

Pollifrone che ricorda ad Odontoiatria33 come il rischio delle cure all’estero sia quello del non rispetto dei templi clinici necessari, questo per fare soggiornare il meno possibile i pazienti o richiamarli più volte costringendoli ad ulteriori viaggi. “E questo è un problema”, ricorda il presidente CAO aggiungendo che “manca un controllo sulle strutture sui professionisti che vi lavorano, sul rispetto delle norme igieniche”.

“E poi c’è il problema della pubblicità che queste strutture fanno sul territorio italiano, messaggi ambigui contro i quali l’Ordine non può intervenire”, dice Pollifrone ricordando anche la raccolta firme contro la pubblicità sanitaria attivata da Gilberto Triestino. 

“Il risparmio è uno dei fattori principali che spinge le persone ad andare all’estero”, ha ricordato Pollifrone a Il Messaggeroprecisando: “ma bisogna domandarsi perché dei prezzi così bassi. Solo una parte e non così rilevante dipende dalle spese più basse per affitti, tasse, contributi –ha continuato-. Il resto spesso è determinato da scarsa qualità. Non è un caso che, stando a recenti sondaggi, il 50% dei pazienti che hanno fatto interventi all'estero dice che non lo rifarebbe”.

 
 

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