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10 Maggio 2019

La fotografia dei controlli del NAS nel 2019, sotto la lente anche chi utilizza i PrP. Ecco cosa dice la normativa

Nor. Mac.

607 studi professionali medici ed odontoiatrici, ambulatori e poliambulatori “visitati”che hanno determinato l’accertamento di irregolarità in 172 strutture (pari al 28% degli obiettivi controllati).

E’ questa la fotografia scattata dal NAS sui controlli effettuati sul territorio nazionale in questi primi mesi del 2019, stando a quanto divulgato sul sito del Ministero della Salute. Complessivamente, si legge nel report, sono state contestate 341 violazioni penali ed amministrative, deferendo all’Autorità Giudiziaria 222 medici e professionisti nel settore sanitario, mentre ulteriori 77 sono stati sanzionati per infrazioni amministrative, per un ammontare di 193 mila euro.

Gli interventi dei NAS hanno altresì determinato il sequestro di 1.915 confezioni di medicinali scaduti di validità o defustellati e svariate apparecchiature e dispositivi medici non regolari, per un valore stimato in oltre 103 mila euro.Infine, a causa di gravi e palesi irregolarità igieniche e strutturali, spesso associate all’assenza autorizzativa ed abilitativa dello studio oggetto di accertamento, sono stati eseguiti provvedimenti di chiusura o sospensione dell’attività nei confronti di 52 strutture sanitarie, il cui valore economico ammonta a oltre 16 milioni di euro.  L’attenzione dei Carabinieri dei NAS ha riguardato tutti gli aspetti che toccano il comparto salute, con particolare riferimento all’idoneità delle strutture (autorizzazioni, requisiti igienico-strutturali), il possesso di titoli abilitativi in relazione alle diverse specializzazioni, la sicurezza nei luoghi di lavoro (adeguatezza dei sistemi antincendio, corretta applicazione della normativa sul fumo), la corretta custodia e somministrazione dei medicinali, senza escludere il regolare funzionamento delle apparecchiature medico-diagnostiche e lo smaltimento dei rifiuti sanitari.  

In particolare la nota del NAS indica come i dati abbiano“evidenziato situazioni di irregolarità causate principalmente dall’esercizio abusivo della professione sanitaria, in particolare odontoiatrica, dalla detenzione di farmaci scaduti di validità e dall’erogazione di prestazioni mediche di svariate branche specialistiche in strutture prive di autorizzazione e in locali con carenze igienico-strutturali ed impiantistiche”.   


La questione PrP 

La nota del NAS pone particolare attenzione su “l’indebita erogazione di prestazioni di medicina estetica denominate “PRP” (plasma ricco di piastrine), riscontrate presso alcune cliniche private, poliambulatori e anche studi medici odontoiatrici, finalizzate a processi di rigenerazione cellulare con fattori di crescita piastrinici a scopo dermatologico e di ricostruzione maxillo-facciale.
“Nel corso delle ispezioni –si legge- è stato accertato che tale procedura viene attuata illegalmente e senza autorizzazioni mediante il prelievo di sangue dai pazienti per essere reinfuso agli stessi una volta lavorato e concentrato per mezzo di apparecchiature convenzionalmente denominate “centrifughe del sangue”.  


La normativa sugli emocomponenti e l’odontoiatria 

Sul tema nel 2015 il Decreto del Ministero della Salute"Disposizione relative ai requisiti di qualità e sicurezza di sangue e degli emocomponenti", chiarisce che anche i laureati in Odontoiatria possono svolgere attività che riguardano gli emocomponenti per uso non trasfusionale, per le attività cliniche di competenza. In una nota inviata nel novembre 2016 la FNOMCeO ricordava che nell'allegato 10 del decreto concernente "Emocomponenti per uso non trasfusionale" al punto 3 si sancisce: "Per le attività che riguardano gli emocomponenti per uso non trasfusionale, si applicano le seguenti modalità: la richiesta deve essere effettuata da un medico o, solo per le attività cliniche di competenza, da un odontoiatra".

Viene poi stabilito, continua la nota FNOMCeO che "l'applicazione di emocomponenti in ambito odontoiatrico può essere effettuata da un odontoiatra solo per le attività cliniche di competenze".

Decreto ministeriale che sottolinea, anche, l’obbligo per lo studio odontoiatrico la facoltà per le Regioni di attivare una convenzione con un Centro Trasfusionale, (sembrerebbe che questo sia stato previsto solo in Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto) indicando le modalità per l’identificazione degli operatori responsabili della preparazione e applicazione terapeutica e pagando una tassa.    

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