Le nuove tecnologie e la professione odontotecnica: un focus a 360° tra clinica e rivendicazioni sindacali nell’evento ANTLO organizzato a Vicenza
Un settore in mutamento per via dei cambianti in atto e per questo si devono sostenere le imprese odontotecniche. In questo momento di trasformazione occorrono nuove risposte e nuove soluzioni preservando, però, la specifica della professione. A dirlo è stata la presidente di Confcommercio Professioni Anna Rita Fioroni nell’indirizzo di saluto con il quale si è aperta la due giorni del “1° Evento Nuove Tecnologie – innovazione e condivisione” organizzate da ANTLO a Vicenza lo scorso fine settimana. Due giorni di approfondimento e studio sulle nuove tecnologie in ambito protesico, con relazioni, workshop e mostra merceologica.
Cambiamento che passa indubbiamente dall’evoluzione che la professione ha dal punto di vista della fabbricazione di dispositivi protesici, ma anche come le norme la regolano o regoleranno.
Per questo il presidente nazionale ANTLO Mauro Marin, ha voluto organizzare una tavola rotonda dal titolo “Digitale opportunità per il futuro o fine della professione odontotecnica”.
Un titolo certamente provocatorio che, però, tocca il sentore che oggi gli odontotecnici vivono: da una parte le opportunità che le nuove tecnologie offrono alla produzione, dall’atro i rischi che le stesse nuove tecnologie comporteranno e la necessità di regole nuove o per certi versi la necessità che vengano fatte rispettare quelle già esistenti. Come hanno spiegato i partecipanti: oltre al presidente ANTLO Mauro Marin, quello SNO/CNA Luigi Cleri, il presidente Gennaro Mordenti di Confartigianato odontotecnici e quello dei CIOD Luigi Benvegnu. A portare la visione “laica” il presidente UNIDI Gianna Pamich.
Una tavola rotonda che ha ritrovato la volontà di unitarietà di intenti delle 4 Associazioni presenti, unitarietà che era stata ribadita qualche mese fa attraverso un comunicato stampa.
Molti i temi toccati a cominciare, ovviamente, dalla quasi “centenaria” questione del profilo professionale legato ad una norma del 1928 che l’avvento delle nuove tecnologie sembra porre, oggi, ulteriori punti di riflessione, soprattutto sulla formazione e di conseguenza anche sull’aera professionale di appartenenza: ingegneristica/tecnologica o sanitaria. Poi ci sono i problemi strutturali che da sempre interessano il comparto (principalmente la micro dimensione dei laboratori italiani), oggi acuiti dagli investimenti per l’adeguamento tecnologico del laboratorio, come ha indicato Simone Gala di Key-Stone attraverso i dati di una ricerca che ha fotografato il settore odontotecnico dal punto di vista delle nuove tecnologie digitali. E quelli che toccano molte imprese, difficoltà di ricevere i pagamenti, la concorrenza che con il digitale oggi arriva non solo facilmente da competitor interinazionali ma anche dagli stessi studi odontoiatrici che realizzano in proprio i dispositivi medici (peraltro i dati portati da Key-Stone ridimensionano molto il fenomeno) e dai service che sempre più spesso sono in mano alle aziende che producono impianti o attrezzature Cad-Cam.
E dallo scenario emerso durante la tavola rotonda, oggi per l’odontotecnico la battaglia politica verso un nuovo profilo e la sua area professionale di appartenenza, forse, può anche passare in secondo piano rispetto alla vera battaglia che potrà garantire la sopravvivenza della professione: quella sulle competenze.
Altro aspetto forse poco approfondito nel dibattito è anche quello della formazione. Se è vero che il nuovo Regolamento europeo sui dispositivi medici, in vigore dal prossimo anno, indica chiaramente chi è il fabbricante e quali sono i suoi doveri, è anche vero che a seconda di come queste regole verranno fatte rispettare, si potrà garantire la sopravvivenza o meno degli odontotecnici.
Ma al termine della discussione, tra i temi rimasti aperti, c’è quello forse più pratico: la lotta contro il rischio di estinzione gli odontotecnici dovranno farla da soli o deve interessare tutto il comparto odontoiatrico, odontoiatri in primis?
Nel video sotto l’intervento del presidente di Confcommercio Professioni Anna Rita Fioroni.
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