Un fatto di cronaca consente di approfondire sul tema. I pareri dell’avvocato Giungato e del presidente CAO Guarnieri
E’ notizia di qualche settimana fa della decisione della Corte di Appello di Catanzaro che ha dichiarato non doversi procedere nei confronti del dentista per intervenuta prescrizione.
Condannato in primo grado dal Tribunale di Cosenza, il dentista si è visto dichiarare estinto il reato di concorso nell’esercizio abusivo della professione dalla Corte d’Appello, che ha dichiarato non doversi procedere in ordine al reato per intervenuta prescrizione. Il professionista era stato condannato in primo grado per aver agevolato e consentito l’esercizio della professione odontoiatrica da parte di un odontotecnico, con condanna anche al risarcimento dei danni in favore dell’Ordine dei Medici chirurghi e degli odontoiatri di Cosenza costituitosi parte civile.
Dopo la condanna in primo grado contro la sentenza il professionista aveva proposto appello, che si è concluso con la prescrizione del reato.
Nel procedimento si era costituito parte civile l’OMCeO di Cosenza, su richiesta della CAO di Cosenza, che aveva anche aperto nei confronti dell’iscritto un procedimento disciplinare, subito sospeso in attesa della conclusione dell’iter giudiziario.
La Corte d’Appello di Catanzaro ha, nei giorni scorsi, dichiarato estinto il reato, confermando le statuizioni civili in favore dell’Ordine nonché il suo diritto a vedersi rimborsare le spese di giudizio.
“Se la sentenza della Corte di Appello di Catanzaro chiude verosimilmente il caso dal punto di vista penale, essendo alquanto improbabile che l’odontoiatra promuova ricorso per cassazioneper ottenere un’assoluzione nel merito, la vicenda resta aperta per le statuizioni civili - e quindi per il recupero delle somme liquidate a titolo di risarcimento e di spese di lite - e per i profili deontologici ”, spiega ad Odontoiatria33 l’avvocato Maria Maddalena Giungato (nella foto).
“Gli effetti della costituzione di parte civile non vengono minimamente inficiati dalla prescrizione, perché questa deriva unicamente dalla mancata conclusione del processo penale nei tempi previsti dalla legge e non già da un accertamento di innocenza dell’imputato” continua l’avvocato Giungato. “Il valore culturale ed ideologico della costituzione di parte civile permane, quindi, inalterato e anche l’effetto risarcitorio. ovvero l’obbligo di pagamento del danno riconosciuto in favore dell’Ordine oltre che il diritto alla refusione delle spese di costituzione di parte civile del primo e del secondo grado di giudizio”.
Stesso discorso per il procedimento disciplinare che riprende il suo iter, precisa l’Avvocato Giungato, per la valutazione deontologica dei fatti. In particolare, conclude l’avvocato, “con la chiusura del procedimento penale per prescrizione l’Ordine prosegue il procedimento disciplinare precedentemente sospeso in attesa della definizione del giudizio in sede penale”.
Il presidente CAO di Cosenza Giuseppe Guarnieri aggiunge: “L’Ordine, com’è consuetudine in questi casi, si è costituito parte civile nel procedimento che ha visto l’odontotecnico, già nelle fasi iniziali, avvalersi della possibilità del patteggiamento. La CAO, per opportunità, aveva sospeso il procedimento disciplinare in attesa di quello penale. Ora attenderemo le motivazioni della sentenza anche se, all’esito del dispositivo comunicatoci dal nostro legale avv. Giungato, il procedimento disciplinare ha già ripreso il suo iter. Sarà compito della CAO valutare gli atti e prendere le decisioni del caso”.
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