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16 Marzo 2020

Varato il decreto “Cura Italia” con gli interventi per professionisti ed imprese

Mentre chiudiamo il giornale non è ancora disponibile il testo ufficiale. Ecco i provvedimenti annunciati. Per molti di questi è difficile capire le reali ricadute sul settore odontoiatrico

Norbert Maccagno

Nel pomeriggio il Governo ha approvato il decreto “Cura Italia” con le misure per fare fonte all’emergenza coronavirus anche sul fronte imprese e lavoro.

Mentre chiudiamo il giornale (ore 19,30 del 16 marzo 2020), il testo non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e quindi non siamo in grado ci capire la vera portata che tutti i provvedimenti avranno nel settore dentale. Da domani sicuramente potremo essere più precisi. 

Di seguito una sintesi di quanto annunciato in conferenza stampa dal Primo Ministro Giuseppe Conte, ed i ministri Roberto Gualtieri (MEF) e Nunzia Catalfo (Lavoro) o dalla stampa.


Rinviate le scadenze

E’ forse l’unico che interessa il settore di cui si può avere la certezza, visto che era stato annunciato già venerdì dal MEF. Il provvedimento prevede che tutti gli adempimenti fiscali e contributivi in scadenza oggi 16 marzo siano sospesi, per imprese, lavoratori autonomi e professionisti sotto i 2 milioni di fatturato il pagamento è rinviato al 31 maggio. Successivamente si potrà saldare il pregresso in unica soluzione o in 5 rate.Insieme ai pagamenti sono rinviati al 30 giugno anche tutti gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti e dall’effettuazione delle ritenute alla fonte (comprese addizionali comunali e regionali), che ricadono nel periodo che va dall’8 marzo al 31 maggio 2020, con alcune eccezioni che non dovrebbero toccare le scadenze che interessano gli operatori del settore. Dovrebbero anche essere sospesi i pagamenti delle rate dei mutui prima casa per chi è in difficoltà; possibilità estesa anche agli autonomi, senza necessità di presentare l’Isee. Non è chiaro se questa norma vale anche per chi ha, invece, attivato un finanziamento.


Ammortizzatori sociali 

Dovrebbe essere estesa la cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori di imprese private, anche quelle con meno di 5 dipendenti. La CIG in deroga coprirà fino a 9 settimane di integrazione salariale, con pagamenti diretti a carico dell’INPS. 

Sul tema Cassa integrazione segnaliamo una utile indicazione di AIO che potrà servire per provare che realmente lo studio ha chiuso. 


Premio 100 euro a chi lavora in sede

Il decreto prevede un premio di 100 euro per il mese di marzo (quindi circa tre euro al giorno) per i lavoratori dipendenti, che hanno lavorato in sede. Il premio spetterà a chi guadagna non più di 40 mila euro l’anno ed è esentasse. Contributo che verrà rapportato ai giorni di lavoro in sede e verrà erogato dal datore di lavoro possibilmente nella busta paga di aprile o, al massimo, entro il conguaglio di fine anno. Anche in questo caso si dovrà attende di leggere il testo pubblicato in GU. Da capire se riguarda i soli lavoratori che potevano scegliere lo smart working, o se tutti i lavoratori. Nel primo caso le Aso sarebbero escluse. 


Credito d’imposta affitti per lavoratori autonomi

Altra norma che necessita un approfondimento quella che prevedrebbe un credito d’imposta del 60% dell’importo dell’affitto di marzo “per negozi e botteghe”, così indicano le anticipazioni di stampa aggiungendo, però, che sarebbe destinato “a lavoratori autonomi e professionisti che svolgono la propria attività in affitto”.


Indennità una tantum per gli autonomi

E’ quella dove c’è sicuramente più confusione. La certezza è quella che per i lavoratori autonomi (anche professionisti e collaboratori) dovrebbe essere prevista una indennità economica una tantum che dovrebbe essere pari a 600 euro. Non sono state però fornite indicazioni più dettagliate su chi ne potrà usufruire.

Nelle bozze che circolavano domenica 15 marzo, sembrerebbe venissero indicati come beneficiari i soli lavoratori autonomi iscritti all’INPS o alla gestione separata INPS (quindi per il settore, odontotecnici ed igienisti dentali). Indicando che l’assegno sarebbe stato corrisposto proprio dall’Ente previdenziale.

Da fonti vicine ad ENPAM, è stato riferito ad Odontoiatria33 che sarebbero state richieste al Governo modifiche al testo perché il bonus venisse esteso anche a tutti gli iscritti delle casse previdenziali private.

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