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05 Luglio 2021

Sospensione sanitario non vaccinato: partono i primi ricorsi

Intanto il presidente della CAO di La Spezia pone un quesito alla FNOMCeO per conoscere se, nel caso un sanitario sospeso proponesse ricorso e lo vincesse, la CAO ed il suo presidente siano mallevati dalla richiesta danni

Nor. Mac.

Sarebbero circa 1800 i sanitari che hanno presentato ricorso ai tribunali amministrativi di Genova, Milano, Brescia, Bologna e Parma contro l’obbligo vaccinale. Il primo ad esprimersi (sulla richiesta di sospensiva dell’obbligo) dovrebbe essere il Tar di Genova il 7 luglio.

A guidare i ricorrenti l’avvocato genovese Daniele Granara che al quotiamo La Stampa spiega: “L'Italia è l'unico Paese europeo a prevedere l'obbligo vaccinale per la Sars-CoV-2 per determinate categorie. Il ricorso si fonda sulla illegittimità costituzionale, sotto plurimi profili, di diritto interno ed europeo. Qui si rivendica la libertà di scelta della cura e la libertà della ricerca scientifica sancite dalla Costituzione”.

Sulla questione interviene, oggi, anche il Ministro della Salute Roberto Speranza durante la visita all’spedale di Merate in provincia di Lecco sottolineando che “La vaccinazione è obbligatoria per chi opera nei luoghi della salute” e che “dobbiamo lavorare perché quella norma venga pienamente rispettata”.  

Intanto, secondo le notizie date da alcuni quotidiani, alcune ASL avrebbero inviato le prime lettere ai propri sanitari dipendenti non vaccinati con le prime “sospensioni” dal lavoro.   Proprio sul tema sospensione, dopo la circolare inviata dalla FNOMCeO che “guida” i presidenti delle Commissioni Albo Medici ed Odontoiatri su come comportarsi per la sospensione degli iscritti, sorgono alcuni dubbi sulle responsabilità dei vari presidenti.  

Come noto la circolare FNOMCeO indica che il presidente di Commissione Albo, medica o odontoiatrica, ricevuta l’informativa dell’ASL con il nominativo dell’iscritto che si è rifiutato di sottoportisi a vaccinazione, dovrà “prenderne atto” e sospenderlo.   Ma se l’iscritto sospeso decide di presentare ricorso (la circolare della FNOMCeO indica il TAR come l’istituto a cui rivolgersi) e se il giudice ritiene che la sospensione sia illecita, a chi farebbe eventualmente causa per richiedere il risarcimento dei danni provocati dal non aver potuto lavorare nel periodo in cui è stato sospeso?  

A chiederlo alla FNOMCeO è il presidente della CAO di La Spezia Sandro Sanvenero.  

Presidente Sanvenero che “ritiene certo l’instaurarsi del contezioso (non è pensabile che l’iscritto sospeso non ricorra in Tribunale), sul cui esito vi è l’alea non potendo non osservare quanto espresso da varie fonti legali cioè che l’obbligo vaccinale imposto ai sanitari si porta dietro alcuni dubbi sulla sua liceità sia in termini di rispetto della privacy” (lo stesso Sanvenero aveva posto il quesito al Garante della Privacy) ma anche dei diritti dell’iscritto libero professionista che non può, a differenza del dipendente dell’ASL, essere destinato ad altre mansioni. Inoltre, fa notare Sanvenero, la norma prevede restrizioni per i soli sanitari dipendenti che hanno contatto diretto con i pazienti mentre prevede la sospensione dall’Ordine per i liberi professionisti, al di là che abbiano o meno contatto diretto con il cittadino.  

Se quindi il Tribunale darà ragione all’iscritto che propone ricorso, l’iscritto potrà citare per danni chi l’ha sospeso ingiustamente, ovvero il presidente di Commissione, anche se ha agito come mero esecutore della decisione adottata dall’ASL, che in realtà si è limitata a certificare la non vaccinazione”, commenta Sanvenero.

In questo caso, chiede Sanvenero attraverso una nota dettaglia alla FNOMCeO, la copertura assicurativa che tutela il presidente di Commissione nell’esercizio del suo mandato “copre” anche questo caso “manlevando tonalmente a qualsiasi titolo (anche di spese legali), dovesse gravare sulla Commissione di Albo e sul suo Presidente a seguito di richieste di risarcimento provenienti da soggetti aventi titolo”?  

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