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20 Febbraio 2023

ASO e l’aggiornamento annuale

L’unica certezza l’obbligo di fare l’aggiornamento ma molti sono ancora i dubbi e le questioni da chiarire


Gli ASO che hanno conseguito l’attestato di qualifica ed i lavoratori esentati sono obbligati a frequentare degli eventi formativi di aggiornamento della durata di almeno 10 ore all'anno, anche non consecutive che possono essere frequentati in presenza o anche online come, per esempio, i corsi organizzati da EDRA.

Anche il nuovo DCPM che ha modificato il precedente sul profilo professionale ASO, ha confermato l’obbligo di aggiornamento ma sono ancora molti i dubbi sulla applicazione a cominciare da chi può organizzare gli eventi di aggiornamento, certificare l’avvenuta formazione, chi effettua i controlli e quali le sanzioni.  

Il testo del DPCM riporta genericamente l’obbligo di formazione per tutti gli ASO qualificati ma anche per quelli esentati dal conseguimento dell’attestato”, dice ad Odontoiatria33 Andrea Tuzio consulente normative per l’OMCeO di Roma e responsabile della scuola per ASO Alter Formazione. “Credo che sia utile ricordare che le 10 ore di formazione obbligatorie annuali non servono per essere abilitati alla professione di ASO, per quello sono necessarie le 700 ore di corso ed aver conseguito l’attestato dopo aver superato l’esame”.“Essendo la normativa di competenza regionale –continua- alcune Regioni, poche, hanno indicato chi può organizzare gli eventi formativi e rilasciare gli attestati ma nella maggior parte delle Regioni non viene specificato chi può organizzare gli eventi formativi e attraverso quali eventi e su quali temi l’ASO deve aggiornarsi”.  

E questa è proprio una delle criticità che le Associazioni di categoria pongono da tempo. “Salvo rare eccezioni chiunque può organizzare eventi per l’aggiornamento ASO”, ribadisce Rossella Abbondanza di IDEA, quanto aveva già espresso attraverso una nota qualche settimana fa’. 

Siamo convinti che la priorità sia oggi sollecitare il Ministero a meglio regolamentare l’aggiornamento indicando chiaramente chi possa organizzare i momenti formativi e certificare le ore svolte, quali siano le sanzioni e creare un sistema di verifica e certificazione per gli ASO garantendo pari trattamento e disponibilità dell’offerta formativa”. Sul tema della certificazione e controlli Tuzio ricorda come il DCPM non dia indicazioni se non ponendo l’obbligo ad aggiornarsi.

Ad oggi gli ASO devono raccogliere e conservare gli attestati che certificano l’aggiornamento svolto e renderli disponibili per eventuali controlli. Potrebbe anche capitare che il datore di lavoro richieda di verificare l’assolvimento dell’aggiornamento quando assume un nuovo ASO”. Su questo tema c’è poi dibattito, da una parte chi ritiene che essendo un obbligo, viene legato alla possibilità di esercitare con la qualifica di ASO -quindi, senza l’aggiornamento non si è più legittimati a lavorare- dall’altra invece chi ritiene che il mancato assolvimento dovrebbe comportare solo eventualmente una sanzione, che però ad oggi non è prevista. 

 E poi c’è la questione del pregresso sollevato dal SIASO.

Un’altra questione certamente non chiara, nel DCMP viene indicato da quando cominciare l’aggiornamento, l’anno successivo dal conseguimento dell’attestato, ma non come comportarsi se l’anno precedente non si è riusciti a seguire le ore di aggiornamento necessarie”, sottolinea Tuzio. 

“Ricordo che l'obbligo di aggiornamento annuale decorre dall'anno successivo a quello della data di acquisizione della qualifica/certificazione e deve essere concluso entro l'anno medesimo. Solo per chi era stato esentato dal conseguimento dell’attestato di qualifica, la prima annualità dovrà concludersi entro 12 mesi dall’entrata in vigore del DPCM 9 marzo 2022 (entro maggio 2023)” sostiene Tuzio.  


 
 

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