Nonostante le battaglie sindacali che la CAO e le associazioni sindacali odontoiatriche hanno condotto contro il Ddl Concorrenza, il testo non ha recepito in toto le loro richieste, in particolare quelle sulle limitazioni alle società di capitale e l'esercizio dell'odontoiatria.
Anche dopo l'approvazione, la CAO non ha smesso di contrastare il provvedimento ed ha annunciato la volontà di chiedere l'incostituzionalità del Ddl Concorrenza, studiando il percorso più idoneo per poterla concretizzare.
"Sappiamo bene - dichiara ad Odontoiatria33 il presidente CAO Giuseppe Renzo - che gli eventuali rilievi di incostituzionalità devono seguire procedure ben precise e chiare e tra queste non è previsto un diritto di intervento della Federazione" .
"È opportuno ricordare i diversi inutili tentativi di fare modificare l'impianto del Ddl, mettendoci la faccia e non girando la testa da altra parte come fatto da altri, e il tentativo frustrato, operato da importanti e qualificati rappresentati istituzionali associativi , di richiesta d'intervento del Presidente della Repubblica a cui è stato chiesto di non firmare e rinviare l'impianto alle Camere. Qualcuno, è vero, ha affermato che si è trattato di un tentativo velleitario, ma a mio parere ogni iniziativa merita rispetto" .
La FNOMCeO, dunque, nelle scorse settimane ha affidato ad esperti costituzionalisti di chiara fama la valutazione del percorso.
"Le strade sono due - prosegue Renzo: attendere che il presupposto di incostituzionalità venga sollevato durante un giudizio tramite la richiesta del magistrato, oppure una azione diretta da parte di una o più Regioni".
E proprio per sollecitare questo il presidente Renzo ha inviato una lettera a tutti i presidenti delle Regioni e Provincie Autonome, sollevando il problema.
"Si intende porre l'attenzione delle SS.VV. evidenziando i molteplici riflessi negativi che incidono pesantemente sui professionisti con inevitabili malcontenti, incertezze, preoccupazioni, inadeguatezze anche di ordine sociale, atteso che la recente novella non ha debitamente ponderato quello che è il comune sentire generale delle categorie professionali e, principalmente, dei cittadini le cui aspettative di efficacia ed efficienza delle prestazioni intellettuali non appaiono in alcun modo soddisfatte", scrive il presidente Renzo.
Presidente CAO che ricorda come la Legge sulla Concorrenza appena approvata "tende, in concreto, a favorire il mercato dei profitti a vantaggio delle corporazioni economiche, senza alcuna diretta salvaguardia degli operatori sanitari e dei destinatari delle cure che dovranno accontentarsi o soccombere, con palese subordinazione all'aspetto economico anziché al contrapposto interesse primario alla tutela della salute".
Il presidente Renzo mette poi in evidenza ai presidenti delle Regioni come le disposizioni introdotte dalla Legge entrino "nell'ambito della competenza concorrente in materia di tutela della salute, che non lasciano spazio significativo all'autorità regionale".
"Il complesso delle disposizioni -continua la nota- interferirebbe con l'autonomia delle Regioni e con l'esercizio delle rispettive competenze legislative ed amministrative, ma anche con l'effettiva capacità del sistema sanitario di assicurare un adeguato livello di tutela del fondamentale diritto alla salute presidiato dall'art. 32 della Costituzione".
La conseguenza per il presidente CAO è quella che le norme che toccano l'odontoiatria "si traducono in una manifesta violazione dei principi costituzionali contenuti negli articoli 3, 32 e 117 sotto i profili dell'uguaglianza e della tutela della salute, che il Costituente ha invece inteso proteggere da iniziative non coerenti con l'interesse generale, da perseguire attraverso una corretta azione legislativa".
Per questi motivi la CAO "ritiene necessario prospettare" ai presidenti delle Regioni "la richiesta di promuovere la questione di costituzionalità, in quanto i già indicati commi dell'art. 1 della legge Concorrenza, ridonderebbero sulle competenze regionali, di cui agli artt. 117, 3 e 4 comma, 118 e 119 Cost., incidendo indebitamente sulle determinazioni regionali in materia di tutela della salute e di organizzazione dei sistemi sanitari, anche autonomamente considerate".
"Nessuno mi convincerà che questo sistema potrà sostituire in meglio la rete di assistenza libero professionale che responsabilmente garantisce da sempre la salute dei pazienti" dichiara ancora Renzo.
"Per questo portiamo avanti questa battaglia, e lo facciamo senza paura e "mettendoci la faccia". Sa quanti mi consigliano "Ma chi te lo fa fare? Ti addosseranno le responsabilità di altri!". E non parlo solo di amici e colleghi, ma anche di opinion leader, di rappresentanti della politica e delle istituzioni".
"Ma io continuo a credere che un ruolo di rappresentanza vada esercitato con responsabilità e rigore, e non possa essere confuso e barattato con il vuoto. Mai e dico mai sentirete il presidente Renzo dire sottovoce, voltandosi dall'altra parte: facciamo melina e pensiamo a scegliere un buon ristorante. Perché se a rimetterci è la salute dei cittadini non possiamo voltarci dall'altra parte, anche, anzi soprattutto, quando questo converrebbe a logiche politiche o personali del vivi e lascia vivere o, peggio, di scambi di favori".
Nor.Mac.
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