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24 Marzo 2021

Odontoiatri senza specialità nel servizio pubblico: in arrivo una soluzione

Il nuovo ACN potrebbe aver trovato una formula che garantisce la possibilità di erogare le cure, i diritti acquisiti, gli odontoiatri con specialità ma anche chi non ha la specialità


Dovrebbe arrivare martedì 30 marzo 2021 la firma del nuovo Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con gli specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi) ambulatoriali ai sensi dell’art. 8 del d.lgs. n. 502 del 1992 e successive modificazioni. 

Accordo che sostituisce quello firmato nel 2019 che aveva scatenato polemiche soprattutto per la rigida applicazione della norma sull’obbligo di diploma di specialità (odontoiatri inclusi), come aveva spiegato ad Odontoiatria33 Pio Attanasi referente per l'area odontoiatrica del Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana (SUMAI).  

Secondo la bozza di accordo inviato ai sindacati referenti (SUMAI, FEDERAZIONE CISL MEDICI, FESPA, UIL FPL) che Odontoiatria33 ha potuto leggere, sulla questione laureati in odontoiatria che vogliono partecipare ai concorsi pubblici per specialisti ambulatoriali odontoiatri, sembra sia stato trovato un compromesso, in particolare mirato ad evitare il rischio che con il pensionamento degli attuali specialisti odontoiatri, non si riescano a trovare sostituti per garantire l’erogazione delle prestazioni, “tenendo conto dell’esiguo numero di medici ed odontoiatri in possesso del titolo di specializzazione”, viene spiegato nell’ACN. 

Secondo la bozza di Accordo, rimarrebbe necessario anche per gli odontoiatri il diploma di specializzazione per l’assegnazione di incarichi di specialista odontoiatra, “nel caso in cui sia stata accertata l’indisponibilità di specialisti iscritti nella graduatoria regionale o in possesso dei requisiti” -la laurea specialistica della classe corrispondente- “è consentita l’assegnazione di incarichi di specialista odontoiatra a tempo indeterminato e determinato ai laureati in odontoiatria e protesi dentaria e ai laureati in medicina e chirurgia, iscritti all’albo degli odontoiatri che abbiano svolto almeno tre anni di attivitàconvenzionale ai sensi del presente Accordo.

Nel caso di indisponibilità di questi soggetti “le Aziende possono assegnare gli incarichi disponibili ai laureati in odontoiatria e protesi dentaria e ai laureati in medicina e chirurgia, iscritti all’albo degli odontoiatri”. Viene anche specificato che “gli aspiranti sono in ogni caso graduati secondo l’anzianità di incarico di odontoiatra a tempo determinato, incarico provvisorio o affidamento di sostituzione ai sensi del presente Accordo; in caso di pari anzianità prevale la minore età, l’anzianità di laurea e infine il voto di laurea”. 

Se l’ACN dovesse essere firmato senza modifiche, dovrebbe rendersi necessario riaprire i termini di presentazione delle domande per entrare in graduatoria nel 2022, scaduti a gennaio, essendo cambiate le regole. 

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