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05 Aprile 2022

Capire il design del proprio modello di business per meglio gestire lo studio

Partire da un foglio bianco per comporre il proprio Dental Business Model. Ecco come si può fare e perché è utile farlo


Molti dentisti alla domanda quale sia il proprio modello di business rispondono: curare i pazienti. Ovviamente, ma in che modo, con quale organizzazione, quale il sistema adottato?
Perché il modello di business non è il fine, ma il sistema adottato che permette di curare il paziente e creare profitto. È l’insieme di processi e strategie che consente allo studio di funzionare creando e dando valore ai propri pazienti. 

Spesso il modello di business degli studi si è composto nel tempo più attraverso la casualità che per una programmazione voluta”, spiega ad Odontoiatria33 Moyra Girelli, founder di aula 41 che con Massimo Depedri e Enzo Giovinazzo saranno protagonisti sabato 9 aprile a Sarezzano (AL) di una masterclass sul Dental Business Design, organizzata da ANDI Alessandria ed Asti. 

Andremo a stimolare i partecipanti nel definire qual è il proprio modello di business, la propria organizzazione e poi cercheremo di analizzare punti di forza, criticità e possibili evoluzioni”, spiega Moyra Girelli. 

In oltre dieci anni di consulenza a fianco dei dentisti –continua - ci siamo resi conto che i modelli di gestione tradizionali di uno studio dentistico, che hanno sempre funzionato bene, oggi non sono più sufficientemente adeguati. Molti dentisti, a causa di un contesto sempre più complesso e articolato, faticano a realizzare la soddisfazione economica di un tempo. Questo perché il mercato in cui si opera ha subito e sta subendo profonde trasformazioni. Stanno cambiando le regole del gioco. Si stanno affermando nuovi equilibri. Oggi lasciare immutata la gestione dello studio non è più un’opzione percorribile”.

Il Business Design è un approccio all'innovazione incentrato sulle persone. Applica i principi e le pratiche del Design Thinking per aiutare le organizzazioni a creare, comunicare, distribuire e catturare valore.

Detto con parole semplici: stimola a descrivere “l’architettura” del proprio lavoro per poterla analizzare, per poter intervenire sulle criticità ed innovare per migliorare gestione e quindi la reddittività.

Durante gli incontri -spiega Girelli- chiediamo ai dentisti e al Team odontoiatrico di descrivere su di una pagina il ‘design’ (inteso come progetto) del proprio modello di business. Lo facciamo fornendo una traccia composta in 9 elementi costitutivi che comprendono le quattro principali aree di business: i pazienti, l’offerta di prodotti o servizi, le infrastrutture e la solidità finanziaria. Le quattro aree rispondono a 4 precise domande: Per chi svolgo la mia attività? Cosa offro ai miei pazienti? Come sono organizzato? Perché lo faccio?“

Lo studio odontoiatrico, anche il più piccolo, è una impresa, un'attività economica professionalmente organizzata”, dice Massimo Depedri, consulente economico finanziario e fiscale, esperto in controllo di gestione. 

Fare strategia non significa arrovellarsi il cervello in chissà quali strani architetture, ma partire dalla mappatura del modello di business del proprio studio, individuare i punti di forza e le criticità, le opportunità e i rischi, misurare l’efficienza e il valore offerto e osservare il funzionamento in modo sistemico. Analisi fondamentale anche quando le cose stanno funzionano”.

Il principale pericolo per un’organizzazione -continua- è rimanere vittima del proprio successo, non riuscendo ad adattarsi ai mutamenti del mercato e accorgersene quando è troppo tardi”.

Capire il “design” del proprio business, spiegano da aula41, consente anche di poter programmare. “Quanti studi si sono fermati a studiare la tipologia dei propri pazienti, quali prestazioni richiedono prevalentemente? Questo è determinate anche per capire gli investimenti da fare ma anche eventuali possibili strategie organizzative da adottare”.

Analizzando il proprio modello di business magari si noterà che la pazientala è prevalentemente anziana, che non si riesce ad intercettare tutto il nucleo familiare perché, magari, non abbiamo un consulente ortodontico”. 


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