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26 Marzo 2010

La qualità al centro del dibattito


L’implantologia è sempre più spesso al centro di corsi e congressi. L’alto livello dell’atto chirurgico sarà il nucleo tematico del prossimo congresso dell’Aisi. Ne parliamo con Pier Luigi Floris, presidente nazionale dell’Accademia italiana di odontostomatologia implantoprotesica (Aisi) ed esperto di implantologia. Ha curato l’Atlante di implantoprotesi con la collaborazione, fra gli altri, di Enrico Gherlone e Giampiero Cordioli, pubblicato recentemente.

Presidente, l’implantologia rappresenta sempre più una specialità cardine dell’odontoiatria: ci offra un suo commento in merito.
Occorre considerare che è la branca dell’odontostomatologia che è stata maggiormente studiata e dove sono state acquisite metodiche e dispositivi assolutamente innovativi, miniinvasivi e per questo relativamente atraumatici, impensabili fino a qualche tempo fa per la maggior parte degli odontoiatri.

Quando parla di metodiche a che cosa si riferisce?
Per esempio all’implantologia transmucosa, con la quale si possono infiggere gli impianti senza ricorrere ai lembi chirurgici. Non solo, anche ai rialzi di seno mascellare transcrestale, che hanno successi sovrapponibili a quelli degli interventi tradizionali, e senza i postumi operatori temporaneamente invalidanti e fastidiosi.

Qual è lo stato dell’arte per quanto riguarda le atrofie ossee?
Innanzitutto occorre verificare di che entità sono, lo stato di salute generale dei pazienti, le loro motivazioni e l’età. Se il paziente è in buona salute e motivato, si può ricorrere alla ricostruzione dei mascellari con osso di banca, assolutamente sicuro e ormai di uso comune. In questo modo si può evitare il trauma chirurgico del prelievo autologo dell’osso, l’anestesia totale e tutto ciò che ne consegue, a volte con complicanze assai serie. Penso ai prelievi dalla calvaria, che recentemente hanno causato gravi conseguenze.

Ci sono tecniche alternative?
I mini-impianti, anche a carico immediato: spesso la diminuzione della massa ossea lascia un osso residuo di buona qualità, che può essere utilizzato per il carico immediato. Non vanno dimenticati poi gli impianti di estensione, che danno buoni risultati.

Dal 22 al 24 aprile si terrà a Bologna il congresso Aisi che quest’anno sarà dedicato all’implantologia di qualità. Che cosa si intende?
Al congresso si confronteranno implantologi di varie nazionalità e di fama internazionale. Parleremo della qualità nell’atto chirurgico, delle tecniche e delle metodiche cui ho accennato in precedenza, con particolare attenzione all’equazione successo/mini invasività, obiettivi che possono essere ottenuti con una buona protesi.

C’è l’impressione che quest’ultimo sia un argomento trattato solo marginalmente nell’ambito implantologico.
È vero, e aggiungo che è uno dei due fattori del successo di qualità, dopo la chirurgia. Basti pensare alla complessità della gnatologia. Da anni sostengo che ogni bocca ha una sua storia protesica, sia dal punto di vista funzionale sia da quello estetico.

Certo non è sempre semplice ottenere risultati eccellenti.
Se si provvede a una buona preparazione prima della riabilitazione, si possono evitare tante complicanze che a volte portano a risultati non soddisfacenti. Per questo, in ogni congresso, l’Aisi organizza anche corsi pre-congressuali di approfondimento. Quest’anno, per esempio, avremo un corso di Radiologia pre e post-implantare, uno di Chirurgia miniinvasiva con l’uso del piezosurgery, uno sul Rialzo di seno mascellare transcrestale e uso di mini-impianti e un seminario a conclusione del master di Implantoprotesi e Gnatologia, che si sta concludendo proprio in questo periodo. Nell’ambito congressuale, poi, ci sarà un corso per odontoiatri e odontotecnici sulla protesi implantare, e uno per le assistenti dentali sul mantenimento e la salute degli impianti nel tempo. Niente deve essere affidato al caso, ma tutto deve essere analizzato nei vari aspetti.

Quali sono i futuri programmi dell’Aisi?
È partito il Progetto implantologia sociale, rivolto agli over sessanta e alle fasce disagiate. I soci Aisi che vogliono partecipare a questa iniziativa saranno inseriti nel nostro sito; i pazienti potranno rivolgersi all’odontoiatra più vicino, che farà loro una visita gratuita e darà dei consigli per avere una protesi soddisfacente, con metodiche di tipo overdenture, che permetteranno di contenere le spese. Si tratta di un progetto fortemente voluto dal Consiglio direttivo Aisi. Riteniamo che incidere sulla qualità della masticazione e dell’estetica migliori anche la qualità della vita; d’altra parte è un nostro dovere andare incontro anche a chi ha più difficoltà. In questo modo l’implantologia non sarà più appannaggio di una ristretta élite. Solo così potrà essere davvero “di qualità”. Come intendete promuovere questo progetto? Attraverso gli eventi dedicati ai colleghi; è nostra intenzione convocare una tavola rotonda, coinvolgendo le istituzioni, i rappresentanti delle associazioni e gli organi di informazione, in modo da raggiungere una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale.

GdO 2010; 3

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