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07 Novembre 2007

Professionalità e competenza per l'assistente di studio

di Norberto Maccagno


Per il contratto nazionale di lavoro si chiamano Aso: assistenti alla poltrona dello studio odontoiatrico.
Sono loro ad accogliere il paziente, a farlo sentire a proprio agio, ad “accudirlo” e tranquillizzarlo prima che il dentista cominci a curarlo. A loro spetta poi il compito di organizzare la segreteria, di tenere in ordine strumentario e studio. Si tratta di un compito importante ancora in cerca di un riconoscimento professionale. È proprio per raggiungere questo obiettivo, che da anni si batte l’Aiasol’Associazione nazionale assistenti studio odontoiatrico.
Abbiamo incontrato la sua presidente, Annamaria Girardi, che dal 1994 guida l’associazione.

Perché l’assistente dovrebbe iscriversi all’Aiaso?
La nostra associazione offre una serie di servizi che riteniamo utili. Oltre alla consulenza sindacale gratuita, offrimao molti servizi legati alla formazione culturale e all’uso delle nuove tecnologie. 
L’associata “tipo” è un’assistente che lavora da tempo, ha appreso ed approfondito le pratiche del mestiere appassionandosi a esse. Solitamente ci si iscrive all’Aiaso quando si percepisce l’importanza dell’unione, del confronto con altre colleghe sulle varie problematiche affrontate giornalmente in studio. Per iscriversi è sufficiente visitare il sito www.aiaso.it e compilare la scheda di iscrizione all’associazione che sarà poi approvata dal direttivo.

L’Aso è una figura importante all’internodello studio dentistico. Quali sono i suoi compiti e quali le caratteristiche che possono distinguere una buona assistente?
L’Assistente alla poltrona è una persona con molta passione, sensibilità per il lavoro e di conseguenza educata. Deve saper essere cortese capendo le esigenze dei pazienti. Ovviamente deve avere una notevole coscienza professionale. I compiti dell’Aso sono principalmente concentrati nella gestione e organizzazione della segreteria, nell’assistenza del professionista nelle varie discipline odontoiatriche (chirurgia implantare, ortodonzia, conservativa, endodonzia...) con specifici ruoli secondo le esigenze e le specializzazioni del datore di lavoro.
Fondamentali sono i suoi compiti nella disinfezione delle sale operative e di sterilizzazione di tutto lo strumentario.

Una norma del ministero del Lavoro individua però nelle regioni l’istituzione che deve provvedere a organizzare corsi formativi per Aso. Quali sono le regioni che hanno deliberato in merito e come si sono mosse?
Questo è vero ma non vi è in realtà un obbligo e non esiste un percorso formativo comune e condiviso. E poi c’è il problema del tipo di formazione proposta.
Indubbiamente il modello di riferimento è quello attivato oggi dalla Provincia autonoma di Trento che ha istituito un corso professionale di quattro anni al termine dei quali viene rilasciato un diploma di scuola professionale.

Oggi l’Aso non è una figura professionale riconosciuta; la vostra associazione si batte per questo. Che cosa chiedete?
Il riconoscimento giuridico della figura professionale di Aso, quindi, la possibilità di poter esercitare il nostro lavoro quotidiano con tranquillità, anche dal punto di vista legale, viste le importanti deleghe che ci ritroviamo a gestire.
Un riconoscimento giuridico che comunque dovrà arrivare dopo un percorso formativo, non certo universitario, ma in ambito della formazione professionale.
Importante sarà ottenere anche una riqualificazione per coloro che già da tempo lavorano. Un riconoscimento non certo “generalizzato” ma che tenga conto della professionalità acquisita, della formazione già svolta.

GdO 2007; 15

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