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28 Maggio 2008

Le iniziative in corso di Andi onlus

di Norberto Maccagno


Marco Landi, libero professionista a Lodi, ha alle sue spalle un’importante esperienza ordinistica sia a livello provinciale sia nazionale ed è componente della delegazione italiana al Ced (Council of European Dentists). Da quando, nel maggio del 2006, è stato chiamato a guidare la Fondazione Andi in veste di presidente, sono stati numerosi i progetti attivati e le iniziative concretizzate. L’ultima, cronologicamente, è stata la firma della accordo per promuovere la salute orale nelle carceri siciliane. Con il presidente Landi abbiamo voluto ripercorrere la breve, ma intensa, attività della Fondazione.

Dottor Landi, perché nasce la Fondazione Andi Onlus?
La Fondazione Andi nasce nel 2005 su iniziativa di Andi e in particolare del suo presidente, Roberto Callioni, che voleva creare un organismo che potesse istituzionalizzare la vocazione al volontariato e le tante iniziative rese vive in questo senso dai dentisti italiani.
Prima nel suo genere all’interno del mondo odontoiatrico, la Fondazione ha come fine principale quello di realizzare iniziative del più alto interesse sociale mediante l’esecuzione di interventi volti alla prevenzione e alla cooperazione medica e odontoiatrica in Italia e all’estero in situazioni di particolare disagio ed emergenza; favorire e finanziare attività di ricerca, formazione e assistenza verso particolari problematiche in ambito odontoiatrico.
Quali sono le attività avviate in questi anni?
Nell’edizione dell’Expodental del 2005 abbiamo organizzato un evento sulla cooperazione e il volontariato odontoiatrico nel mondo con l’obiettivo di censire le varie associazioni che operano in questo settore e di creare una rete che potesse condividere le varie esperienze. Nel 2006 è nato il progetto “Malattie rare - displasia ectodermica”. Un progetto complesso, sviluppato su più fronti. Il primo è quello dell’assistenza: abbiamo creato una rete di volontari distribuiti sul territorio per poter assistere coloro che, spesso bambini, sono affetti da questa malattia genetica. I volontari sono stati formati attraverso eventi scientifici e un quaderno, pubblicato dalla Fondazione, sul problema.
Oltre all’assistenza, abbiamo cercato di censire i pazienti e creare un registro. Ci siamo fatti carico di creare una rete d’informazioni per mettere in contatto famiglie, centri di riferimento e professionisti; oltre a portare l’attenzione sul problema sia verso le varie branche della medicina (la displasia ectodermica spesso non è diagnosticata correttamente) sia verso le istituzioni (tanti sono gli intoppi burocratici che i familiari devono superare).
Tra le altre iniziative attivate vorrei ricordare la collaborazione nell’ambito dell’Oral Cancer Day di Andi, attraverso lo screening effettuato in collaborazione con l’Università di Cagliari verso gli ospiti della comunità di San Patrignano che, utilizzando un test salivare per individuare la presenza del Papilloma virus, ha permesso di avviare un’importante ricerca sul rapporto tra la presenza del virus e le lesioni cancerose e precancerose del cavo orale. Sempre con San Patrignano e con la collaborazione del dipartimento regionale Andi Emilia Romagna, abbiamo implementato la presenza di dentisti volontari nel Centro medico della comunità, dando sollievo alle numerose urgenze che quotidianamente si presentano.
Tra le iniziative anche il progetto Guatemala. Ce ne può parlare?
L’obiettivo del progetto, “La strada del sorriso”, è quello di garantire il diritto alla salute orale della popolazione che abita la zona del municipio di San Raymundo, a 45 km dalla capitale Guatemala City. Una zona particolarmente povera dove la gente spesso vive senza acqua, elettricità, servizi igienici; dove medici e scuole sono un lusso per pochi.
Dal punto di vista odontoiatrico l’82 per cento dei bambini di 6 anni ha denti cariati con evidenti problemi, visto che poterli curare è difficile. Il progetto prevede la realizzazione di un ambulatorio di odontoiatria, dove medici italiani possano svolgere attività di cura e promozione dell’igiene dentale, di un’attività didattica di educazione all’igiene dentale diretta e indiretta. Cercheremo il riconoscimento ufficiale dell’ambulatorio odontoiatrico come struttura in zona rurale e la stipula di un contratto con l’Università di Guatemala City affinché gli studenti di odontoiatria eseguano il tirocinio prelaurea nella struttura.
Come Fondazione abbiamo già stanziato un fondo di 15mila euro necessari per acquistare le apparecchiature minime per installare uno studio odontoiatrico e per acquistare del materiale odontoiatrico di consumo. In questi primi mesi di attività, grazie ai dentisti volontari sono stati visitati e curati già oltre 200 bambini. Cerchiamo dentisti che vogliano darci una mano: gli interessati possono trovare le informazioni sul sito della Fondazione (www.fondazioneandi.org).
Scopo di questa intervista era però parlare del progetto carceri...
La situazione della salute orale all’interno degli istituti di pena non è una cosa da sottovalutare, sia dal punto di vista clinico sia sociale. In questi ambienti diventa problematico anche solo un gesto semplice come quello di lavarsi i denti. Abbiamo accolto le richieste di collaborazione dell’amministrazione penitenziaria della regione Sicilia e con loro abbiamo messo a punto il progetto che prevede l’attivazione di un programma di prevenzione delle malattie del cavo orale e delle malattie infettive all’interno degli istituti penitenziari, sensibilizzando i detenuti all’acquisizione di corrette tecniche di igiene orale e di prevenzione; per esempio, un problema è lo scambio degli spazzolini da denti. Attraverso questo progetto pilota vogliamo promuovere la cultura della solidarietà e della prevenzione delle malattie dentali informando e formando anche il personale di custodia, gli educatori e i funzionari dell’amministrazione penitenziaria.
I detenuti saranno sensibilizzati a corrette pratiche di igiene orale. A ognuno verrà fornito un kit di igiene orale contenente spazzolino e dentifricio, in considerazione delle difficoltà riferite dall’amministrazione penitenziaria per una capillare diffusione di questi basilari presidi. Una volta verificata l’efficacia di questo programma, siamo pronti a estendere il progetto pilota in altre regioni.
Come tante associazioni, anche voi siete in cerca di sostenitori e finanziatori?
Senza i fondi si può fare poco. L’Andi ci sostiene ma le esigenze sono molte. Pensi già solo all’assistenza protesica dei bambini affetti da displasia ectodermica. Un grosso contributo sia economico che nella fornitura di materiale, ci arriva da aziende del settore, in particolare Glaxo Smith Kline Consumer Healthcare che sostiene il progetto malattie rare e quello di prevenzione nelle carceri, ma anche Pierrel, Tecnoss, Trediemme, Neoss Italia, Mediafilm. Poi ci sono le donazioni da parte dei privati sia tramite il concorrente postale che attraverso il nostro sito internet.
Come Onlus possiamo beneficiare della possibilità di ricevere le donazioni dei contribuenti attraverso il 5 per mille. È un piccolo sforzo che non costa nulla, ma permetterebbe a noi di ricevere consistenti finanziamenti se adottato da molti dentisti e da coloro che gravitano attorno alla loro attività (igienisti, assistenti, odontotecnici). Per aderire basta inserire nella propria dichiarazione dei redditi il nostro  codice fiscale: 08571151003.

GdO 2008; 7

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