Prendere l’aereo può essere talvolta un’esperienza “dolorosa”: le variazioni della pressione barometrica infatti possono causare dolori intensi non solo alle orecchie, ma anche ai denti. Sapere allora riconoscere le complicazioni orali dovute all’alta quota e alla pressurizzazione può essere utile per l’odontoiatra non solo quando visita un paziente che lavora sugli aeromobili, ma anche per capire i sintomi altrimenti inspiegabili di un passeggero reduce per esempio da un volo intercontinentale. Per aiutare gli odontoiatri riguardo a un tema raramente affrontato nei testi e nelle Università il GdO ha letto, e vi espone, un recente articolo in proposito apparso sul British Dental Journal.
I barotraumi
“I disturbi dovuti alle modificazioni della pressione prendono il nome di barotraumi, termine che sta a indicare lesioni provocate dal mancato equilibrio fra la pressione dell’aria contenuta in una cavità corporea e la pressione dell'ambiente circostante” spiega Yehuda Zadik, autore dell’articolo e responsabile del Centro per la promozione della salute e medicina preventiva delle Forze armate israeliane con sede a Gerusalemme, in Israele. “In pratica quando la pressione esterna aumenta l’aria contenuta nelle cavità corporee offre una resistenza minore, mentre al contrario quando la pressione esterna diminuisce l'aria contenuta nelle cavità del corpo tende a espandersi “spingendo” sui tessuti nella quale è contenuta, ed eventualmente danneggiandoli”.
Le medesime modificazioni della pressione esterna che nel caso della cavità del timpano causano dolore all’orecchio, possono provocare in alcuni casi anche un intenso mal di denti. “Questo tipo di dolore prende il nome di barodontalgia, può essere accompagnato da vertigini e, nel caso del personale che lavora sugli aeromobili, può essere così intenso da impedire temporaneamente lo svolgimento dei propri compiti” descrive Zadik. “Pur sapendo che la causa della barodontalgia sono le variazioni della pressione esterna, esistono solo ipotesi riguardo al processo che porta alla percezione del dolore: alcuni ritengono che il dolore si provocato da un’ischemia causata da una preesistente infiammazione, altri da un’ischemia dovuta all’aumento della pressione intrapulpare, altri ancora dall’espansione del gas intrapulpare prodotto dagli enzimi nel tessuto infiammato. Gli esperti concordano comunque riguardo al fatto che alla base di queste modificazioni vi è una condizione predisponenente, e che questa può essere costituita da alcune patologie odontoiatriche anche molto comuni: carie, presenza di tasche parodontali, denti impattati, pulpite, necrosi della polpa dentaria, parodontite apicale e cisti da ritenzione mucosa”. Zadik tranquillizza i lettori aggiungendo che la barodontalgia non è un disturbo molto comune e, per fornire un’idea della sua frequenza, spiega che i pochi studi recenti sull’argomento hanno rilevato almeno un episodio di barodontalgia nel 2%-8% del personale di volo.
Il lavoro dell’odontoiatra
Il dolore, però, non è l’unico inconveniente che il volo può causare. “Le variazioni della pressione possono destabilizzare alcuni materiali restaurativi come il cemento a base di fosfato di zinco e, in misura molto minore, di vetro-ionomero” prosegue Zadik; “le micro-particelle d’aria contenute nei materiali possono infatti risentire delle modificazioni della pressione esterna e finire con l’avere una minore resistenza. Se non è necessaria una valutazione dei materiali per i semplici passeggeri, l’odontoiatra che abbia in cura un paziente che lavora sugli aeromobili deve invece sapere che alcuni di essi possono fornire una minore resistenza mentre i materiali a base di resine si sono dimostrati i più affidabili”.
La cura del personale di volo richiede una speciale attenzione da parte dell’odontoiatra. “Purtroppo non esistono ancora linee guida specifiche che diano indicazioni ai professionisti per la cura di questi pazienti, ma nonostante ciò alcune semplici informazioni possono essere fornite: è bene sapere, per esempio, che nel caso di estrazioni dentali è doveroso consigliare al personale di volo di rimanere a terra per 24-72 ore per evitare che le variazioni della pressione possano rimuovere il coagulo della ferita e causare sanguinamento” conclude l’esperto. “Poiché sappiamo che i barotraumi possono causare incapacità lavorativa, e possono dunque essere pericolosi per chi lavora sugli aerei e deve garantire la sicurezza dei passeggeri, ne consegue che essi meritino un’attenta azione preventiva da parte dell’odontoiatra. E dal momento che molti disturbi odontoiatrici possono essere alla base del dolore, l’odontoiatra che abbia in cura membri del personale di volo dovrebbe eseguire frequenti visite di controllo e richiedere regolarmente radiografie panoramiche che possano rivelare patologie ancora invisibili o asintomatiche”.
“Aviation dentistry: current concepts and practice”
Br Dent J 2009;206(1):11-6.
GdO 2009; 7
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