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19 Gennaio 2015

Nuove tecnologie, come migliorano la comunicazione tra studio e laboratorio. I consigli dell'esperto USA


La corretta comunicazione tra studio e laboratorio odontotecnico è da sempre un cardine del successo in protesi.  
Ricordo di aver letto oltre 20 anni or sono un articolo di Augusto Biaggi che sosteneva l'importanza di organizzare un paio di volte l'anno una "cena" con i due Team di lavoro (studio e laboratorio) per  stemperare le inevitabili tensioni che nascono nella pratica lavorativa quotidiana in modo che il dialogo tra medico e tecnico sia sempre sereno.

In questi giorni David Rice, odontoiatra americano ed editorialista di Dentistry IQ, affronta l'argomento evidenziando come le nuove tecnologie CAD CAM possono aiutare in tal senso.
"Come dentisti -scrive Rice- detestiamo richiamare il paziente appena congedato per una imperfezione nell'impronta o nella preparazione di un dente, ci fa sentire non dei fuori classe del calcio che segnano goal ma dei gregari che hanno sbagliato un passaggio. La giornata lavorativa spesso è congestionata da impegni ed i tempi sono ristretti. Sappiamo che si poteva fare di meglio, ci manca però il tempo e l'impronta viene inviata in laboratorio ugualmente. Il tecnico, dal canto suo fa tutto il possibile per compensare una imperfezione del dentista, a volte non ama o non osa prendere il telefono per contrastare il nostro forte amor proprio e dirci che abbiamo sbagliato un passaggio".

Perché il risultato sia impeccabile, continua Rice, ovviamente dobbiamo partire da una diagnosi corretta che tiene conto delle aspettative estetiche del paziente, dell'occlusione, della situazione parodontale. 
Al momento clou del rilievo delle impronte, il dental team fornirà al laboratorio una impronta perfetta nel materiale più idoneo, le cere occlusali con l'arco facciale, le fotografie digitali, il rilievo del colore, la dettagliata prescrizione del dispositivo protesico su misura.

Il laboratorio presa visione di tutto comunicherà nel minor tempo possibile ogni altra richiesta di informazione.   

Le nuove tecnologie digitali, oggi, si inseriscono nella comunicazione studio- laboratorio e portano vantaggi per entrambi gli attori oltre che al paziente.  
Gli spettrofotometri utilizzati per il rilievo del colore sono oggi molto affidabili e ci semplificano  il lavoro. 
L'impronta con lo scanner ottico intraorale, se realizzata con un buon isolamento del campo,  ci risolve il problema delle bolle.
La  visione del moncone ingrandito sul monitor ci aiuta ad evidenziare le zone che necessitano di ripreparazione. Qualche ritocco con la fresa e la nuova scansione  (= impronta ottica) richiede pochi istanti perché riguarderà soltanto questa zona. 
Se in nostro occhio non basta, l'immagine può essere condivisa con il  laboratorio. 
Il tecnico dotato di software CAD verifica che gli spazi siano  idonei  con  il paziente ancora seduto in  poltrona.   

A cura di: Davis Cussotto, odontoiatra libero professionista Twitter @DavisCussotto

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