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15 Ottobre 2015

Test medicina e odontoiatria, torna il rischio ricorsi. Conte (FNOMCeO): numero chiuso da non toccare


Sarebbero migliaia le denunce di irregolarità avvenute durante i test d'ingresso ai corsi di medicina e odontoiatria dell'8 settembre scorso. Tutte pronte a trasformarsi in ricorsi.
Il segretario FNOMCeO Luigi Conte (nella foto) vede "una precisa strategia di voler mettere in discussione un elemento positivo come il numero programmato che consente prospettive di lavoro a tutti gli immatricolati ai corsi di laurea e a chi entra nei corsi di specialità. In realtà è dimostrato che troppi medici fanno male alla salute dei cittadini e ho l'impressione che i reclami contro il test d'ammissione all'università si debbano solo al numero eccessivo, in Italia, di avvocati e di strutture che vivono di queste cose".

Anche quest'anno varie falle si sono aperte nel dispositivo concorsuale predisposto dal Ministero dell'Università come dimostrano le denunce catalogate da Consulcesi. Prima falla, l'anonimato: in alcuni casi, i ragazzi lamentano che dovevano attaccarsi da soli l'etichetta da un foglio all'altro e non c'erano in genere dispositivi atti a che altri non assistessero all'operazione e non vedessero il contrassegno. Seconda, il tempo a disposizione: da una parte, per alcuni l'esame è durato di più, avevano la penna in tasca mentre chi si presentava a mani vuote doveva renderla allo scadere del tempo chi aveva la penna di riserva se non restituiva subito il foglio fruiva di minuti preziosi.
In alcune facoltà il tempo ha invece giocato a sfavore di tutti: a Trieste il test sarebbe durato 15 minuti in meno e a Verona 8; per via di ritardi nell'inizio, i candidati sarebbero stati svantaggiati rispetto agli altri atenei. Terza falla, la presenza di supporti esterni: chi è arrivato in ritardo in certi casi non è passato sotto il metal detector e cellulari avrebbero squillato indisturbati a Bari e a Roma; a Salerno e in Umbria ci sarebbero stati vari candidati "vecchietti" e qualcuno si è posto l'interrogativo se il concorrente avesse mandato il parente più grande. In una sede un presidente di commissione avrebbe attaccato personalmente il codice a un candidato, in una terza ci sarebbero fogli con macchie d'inchiostro "sospette". Se tutti i "reclamanti" fossero riammessi ci sarebbero aggravi ingenti di costi per le casse pubbliche.

Per Conte "non solo non ci sono alternative al numero chiuso ma il rapporto costo-beneficio dell'attuale sistema è di gran lunga più conveniente. Il sistema francese in cui al primo anno entrano tutti e la selezione avviene prima del successivo sposterebbe i tempi dei ricorsi, ma non la quantità".
"Come Fnomceo -dice Conte - vogliamo garantire qualità alla formazione. I dati dicono che dacché esiste il numero programmato è migliorata la qualità dei laureati ed è diminuito l'indice di abbandono. D'altronde se facessimo entrare 20 mila candidati l'anno, fermo restando un fabbisogno di 7 mila unità, avremmo una quantità di medici disoccupati impossibilitati a tenere il passo con l'aggiornamento da cui il cittadino potrebbe aspettarsi poco o nulla. E' poi evidente che il calo di medici per via dei tanti prossimi pensionamenti sarà in parte mitigato dalla tecnologia che consente consulti a distanza e altre evoluzioni della medicina".

Conte ammette che con l'esordio della graduatoria unica una percentuale di famiglie può esser spinta a rinunciare. Già: da quest'anno, chi si classifica con un punteggio che non gli consente di iscriversi nel corso di laurea della sua città, a 19 anni deve andare a vivere fuori. "Lo abbiamo fatto in tanti, un'esperienza entusiasmante ma per qualcuno proibitiva. Però anche qui - dice Conte - si potrebbe venire incontro con piccole misure: un contributo dello stato per le famiglie meno abbienti, un accesso particolare dello studente a determinati finanziamenti, esenzione dai costi della mensa universitaria. I sistemi si trovano, ma per crescere, non per tornare indietro".

Mauro Miserendino per Doctor33

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