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16 Dicembre 2018

Non andare dal dentista è un problema di tempo, economico o culturale?

Norberto Maccagno

Il 21mo Rapporto PIT Salute di Cittadinanzattiva, presentato nei giorni scorsi, ha nuovamente evidenziato le difficoltà dei cittadini di accedere alle cure per costi ma anche per i lunghi tempi di attesa del pubblico.Difficoltà di sostenere i costi di accesso alle prestazioni sanitarievengono segnalati dal 14,6% dei pazienti rispetto al 13% del 2016 e stiamo parlato dell’intramoenia, ovvero le prestazioni a solvenza diretta rese all’interno delle strutture pubbliche. 

“L'equilibrio economico consolidato dal Servizio Sanitario Nazionale e le difficoltà che ci segnalano i cittadini indicano chiaramente che la traiettoria delle politiche sanitarie pubbliche deve essere quella di garantire maggiore accessibilità ai servizi sanitari, riducendo tempi di attesa e costi legati soprattutto a livelli di ticket ampiamente superiori al costo di alcune prestazioni svolte in regime privato”, ha commentato Tonino Aceti, coordinatore nazionale di Cittadinanzattiva. 

Considerando, poi, che il pubblico spesso latita nell’assistenza odontoiatrica, sottolineare le difficoltà di accedere alle cure odontoiatriche private per molti cittadini è ritornare su questioni più volte espresse ed evidenziate. 

Ovviamente quello economico è un aspetto determinante per potersi curare o non curare, anche se mi insegnate che la prevenzione, una corretta igiene orale, visite di controllo costanti, possono in odontoiatria con qualche centinaio di euro all’anno evitare danni importanti e quindi costi per la cura. 
Più volte è stato sottolineato come, nella convinzione di molti, siccome di “mal di denti non si muore”, la spesa per cure odontoiatriche possono venire dopo altre priorità e questo anche per chi problemi economici proprio non ne ha. 

Prendiamo il mondo dello spettacolo dove la priorità è l’apparire, il bello. Ecco che difficilmente si trovano attori, conduttori, cantanti con sorrisi diciamo “trascurati”, ma non perché è una questione di salute, spesso ci si cura solo per un fattore estetico. E nel caso ci troviamo di fronte a sorrisi non perfetti ci potrebbe essere una motivazione, magari non clinicamente convincente.

Come il caso del sorriso di Freddie Mercury, ampiamente citato nel bellissimo film Bohemian Rhapsody, nelle sale in questi giorni.Nell’incontro in cui il futuro cantante dei Queen si propone a Brian May e Roger Taylor, rispettivamente chitarrista e batterista del gruppo (quest’ultimo laureato in odontoiatria), i due lo deridono dicendogli: “ma dove vuoi andare con quei denti”.

Mercury, (ricorderete i sui incisivi sporgenti) spiega ai due di essere nato con quattro incisivi in più e che dunque più spazio nella sua bocca significava avere una maggiore estensione vocale. Una dimostrazione canora nel piazzale del parcheggio del locale dove i due si erano appena esibiti, li convinse a prenderlo nella band. Da quell’incontro nacquero i Queen. Una convinzione, quella del rischio di perdere l’estensione vocale, che il cantante dei Queen continuò a avere anche quando diventò famoso e ricco da potersi permette un intervento odontoiatrico che risolvesse il problema estetico, che non fece mai.

“Aveva paura che cambiando i denti sarebbe cambiato anche il suono della sua voce– ha raccontato Rudi Dolezal, produttore di diversi documentari sul cantante a Virgin Radio – quindi lui era molto più preoccupato della sua voce che del suo aspetto e questo dice davvero molto sul tipo di persona che era”. 

Un altro che non aveva certamente problemi a pagarsi il dentista per risolvere i problemi odontoiatrici era Sergio Marchionne, AD di FCA scomparso quest’anno. Nel 2017 il suo stipendio annuo è stato di 14 milioni di euro. Eppure in ogni intervista si notava la mancanza di un incisivo inferiore che aveva perso anni prima.
Nel libro di Paolo Bricco dal titolo "Marchionne lo straniero" (Rizzoli), si racconta che il manager non amava perdite di tempo e per questo non si fece mai sostituire il dente perso. 

Se anche in una persona colta e decisamente senza problemi economici -avrebbe potuto farsi realizzare uno studio odontoiatrico in casa per poi smantellarlo dopo la cura- vi è la convinzione che andare dal dentista è una perdita di tempo, allora molto lavoro deve essere ancora fatto per spiegare agli italiani il perché non è così.    

Photo Credit: Tgcom24 (Marchionne), theoldnow.it (Mercury)

 
 

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