HOME - Gestione dello Studio
 
 
21 Febbraio 2023

Cedere il proprio studio: questi i 7 errori più frequenti

Quello più grande e pensare ad una discontinuità tra chi vende e chi subentra mentre deve essere un passaggio di consegne pensato e programmato nel tempo. I consigli di Moyra Girelli


In una professione che vede la maggioranza dei titolari di studio con più di 55 anni e gli over 65 oltre il 30%, è intuibile come nei prossimi anni molti titolari di studi tenteranno di cedere la propria attività. Ma se trovare chi possa rilevare un’azienda, un ristorante, un negozio non è cosa semplice, ancora più difficile è pensare di cedere uno studio odontoiatrico, dove il valore reale non è dato dall’attrezzature presenti, ma dal rapporto dentista paziente che si è cementato negli anni.

Se si pensa di vendere lo studio come si vende un’automobile o un alloggio credo si rimarrà molto delusi”, dice ad Odontoiatria33 Moyra Girelli (nella foto), formatrice, coach strategica, business designer, founder di aula41 e uno dei relatori del corso FAD ECM EDRA proprio sul passaggio generazionale.

Pensare di vendere è il primo errore che si può fare, anche se quello ovviamente è l’obiettivo”, dice Moyra Girelli. “Non si deve pensare alla cessione dello studio come un momento di discontinuità, esco io entra l’acquirente, la fine di un’era e inizio di una successiva. Affinché abbia successo e sia garanzia di sopravvivenza e prosperità per il proprio studio dentistico, invece, l’operazione deve essere vissuta come un vero e proprio passaggio generazionale, quindi pensato, programmato e vissuto come un momento di continuità, di integrazione tra tradizione e innovazione, di dialogo e sinergia intergenerazionale”.

Quindi il primo scoglio da superare, soprattutto per chi è stato abituato per oltre 40 anni ad essere “il titolare” è quello del rapporto con chi subentrerà.

Solo se tutte la parti coinvolti daranno il meglio di sé, coniugando storia ed esperienza a cambiamento e innovazione –dice l’esperta- lo studio sarà in grado di affrontare meglio l’incertezza del futuro e di adattarsi più rapidamente e più efficacemente alle turbolenze del mercato”.

Poi servirà”, continua Moyra Girelli, “rivedere il modello di business e l’organizzazione perché quello tradizionale, che pur ha funzionato per lunghi decenni, oggi magari non è più adatto a rispondere alle complesse e sempre mutevoli richieste dei pazienti. E non si tratta solo delle prestazioni odontoiatriche, sempre più specialistiche, occorre ragionare anche in termini organizzativi, di comunicazione e di strategia di sviluppo”.

Poi c’è il fattore tempo.Il “passaggio” non può essere immediato, consumarsi in pochi giorni e neppure in pochi mesi, soprattutto dal punto di vista del far diventare “di casa” agli occhi del paziente l’odontoiatra che vi sostituirà.

Il passaggio generazionale è un processo delicato e complesso, che necessita di almeno 3/5 anni per essere pianificato e realizzato con cura, in tutti i suoi aspetti operativi: definizione degli obiettivi, selezione e formazione dei successori, valutazione dello studio, scelta e realizzazione della forma di aggregazione più indicata, affiancamento e uscita del dentista senior”. Ma se non si ha a disposizione tutto questo tempo?“Si può partire analizzando la situazione attuale, si definiscono gli obiettivi e si costruiscono le strategie più funzionali allo scopo.

Del resto, se c’è un problema, c’è una soluzione”, tranquillizza Girelli, indicando 7 sette errori che i dentisti compiono, più o meno consapevolmente, quando arriva il momento di pianificare il passaggio generazionale:

1) Non preoccuparsi del fenomeno, quasi che non li riguardasse, cosa che li porta a occuparsene, in tutta fretta, alla soglia della pensione.

2) Pensare che sia un evento, che accade una sola volta nella vita, e che, come tale, non necessiti di adeguata pianificazione.

3) Ritenerlo un fatto naturale, che accadrà quando sarà il momento, in modo fisiologico e spontaneo, soprattutto se si hanno figli e figlie che hanno seguito le orme genitoriali.

4) Considerare il passaggio solo nei suoi aspetti economico-finanziari e societari, trascurando completamente il portato emotivo della transizione.

5) Avere la “sindrome di Dolly”, ovvero cercare nei successori, siano essi eredi naturali o collaboratrici e collaboratori, dei cloni di sé stessi, con la stessa identica visione e filosofia della professione, con gli stessi identici metodi, con lo stesso identico approccio alle cure, ai pazienti e al gruppo di lavoro. 

6) Credere che i giovani abbiano o debbano avere gli stessi valori dei dentisti senior, primo fra tutti l’abnegazione per il lavoro, senza tener conto che le generazioni si distinguono le une dalle altre proprio per differenti sistemi di valori, un DNA generazionale specifico per ogni generazione. 

7) Fare stonewalling, letteralmente costruire un muro di pietra intorno ai propri dati, protocolli e strategie di gestione, per proteggere tutto ciò che si è costruito, temendo che la condivisione e la trasparenza possano accelerare quel processo di cambiamento che tanto si teme.   

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Il prof. Pelliccia parla delle componenti che concorrono a dare un valore al proprio studio per la cessione e quali sono le considerazioni da fare prima di vendere o acquistare


Il Corso FAD ECM di EDRA si propone di fornire agli odontoiatri giovani e senior gli strumenti per affrontare la delicata fase della transizione


Difficile definire Tiziano Caprara (nella foto), odontoiatra di San Giovanni al Natisone (Ud), certamente è un dentista, un attento conoscitore della professione, autore di molti articoli...


Lo scorso sabato ho avuto l'onore di co-moderare con Norberto Maccagno, direttore di Odontoiatria33, la giornata di congresso ANDI Marche. Non era la prima esperienza, ma ogni volta si impara...


I "lavoratori" più giovani hanno circa 36 anni mentre i più anziani quasi 70. A fotografare mestieri e professioni italiani dal punto di vista anagrafico è stato il Sole24Ore che...


Sicurezza, efficienza e valore legale per documenti e consensi, uno strumento semplice da usare che può semplificare ed ottimizzare la gestione burocratica dello studio


Il presidente nazionale AIO sottolinea: la sicurezza negli studi non è un obbligo ma una responsabilità clinica


Tra le misure previste rientra l’adozione di procedure chiare e sicure per l’utilizzo e lo smaltimento di dispositivi medici taglienti e dei rifiuti contaminati


Mancano i decreti attuati ma circolano le bozze su come si dovrà richiedere. Sembrerebbe saltare il vincolo di acquisto per i soli prodotti UE


La leadership è parte integrante della pratica clinica. Scopri come influenza cure, team e benessere professionale, uno studio rivela il ruolo chiave nella pratica quotidiana ...


Nel cedere o chiudere uno studio professionale oltre agli gli aspetti fiscali (vedi il nostro approfondimento) si pongono anche una serie di aspetti pratici. È consigliabile, per la copertura dei...


Dopo anni di duro lavoro, giunti finalmente alla sospirata pensione, è arrivato il momento di cessare l'attività. Anche quest'ultima operazione richiede tuttavia estrema attenzione e...


Altri Articoli

Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi sul semestre aperto per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, confermando l’ordinanza del Tar Lazio e la legittimità del sistema ...


E’ il quesito che si pone il prof. Breschi nell’utimo editoriale su Dental Cadmos in cui sostiene che serve, per la professione, un equilibrio tra competenza clinica e...


Dal 14 al 16 maggio, a Rimini, l’appuntamento di riferimento per tutto il settore dentale: ricco programma scientifico e mostra merceologica. Ecco le modalità per iscriversi...


Immagine di repertorio

Particolare attenzione deve essere prestata ai casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti. Ecco le raccomandazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco


Per gli avocati Stefanelli e Castelli è un obbligo e non si può ignorare. Ecco di cosa si tratta e perché lo studio odontoiatrico deve attivarsi


Aggiornamento per igienisti dentali ed odontoiatri. Venerdì 15 maggio 2026 con la prof.ssa Gianna Nardi ed il dott. Giuseppe Chiodera


I sindacati odontoiatrici contro due emendamenti proposti a decreto riforma professioni sanitarie. ANTLO: gli emendamenti sono già stati giudicati inammissibili, volete impedire...


L’obiettivo è garantire agli studenti un accesso precoce e privilegiato a un network professionale consolidato


In occasione delle Giornata Mondiale dell’igiene delle mani, l’ISS cerca di sensibilizzare il personale sanitario. Ecco le indicazioni per il Team odontoiatrico


La lista guidata da Corrado Bondi presenta il programma e traccia la rotta per il futuro dell’Associazione. Obiettivo: dare risposte concrete a un settore in rapida evoluzione


Un emendamento vuole intervenire su attività che pur essendo parte del sistema salute, risultano ancora regolate da norme frammentarie e datate. Tra le riforme quella del percorso di studi che...


Audizione sul decreto di revisione del sistema degli incentivi: richiesta piena equiparazione e misure efficaci per sostenere transizione digitale, sostenibilità e aggregazioni...


I Giudici ribadiscono che il reato di esercizio abusivo non richiede la verifica della qualità della prestazione resa e il diploma di Laurea deve essere riconosciuto anche in Italia 


Un corso di laurea altamente professionalizzante con particolare attenzione alla pratica clinica. Scadenza iscrizioni il 13 maggio


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi