Le principali società scientifiche odontoiatriche in questi giorni stanno presentando le domande al Ministero per essere accreditate per elaborare le linee guida specifiche per i settori di riferimento. Con il prof. Giuseppe Marzo (nella foto), Segretario scientifico SIOI e Componente del Gruppo tecnico sull'Odontoiatria, abbiamo cercato di capire non solo il ruolo delle Società scientifiche con il Ddl Gelli ma come si sta comportando una delle Società scientifiche italiane più rappresentative per numero di iscritti che non ha sottoscritto l'accordo di autoregolamentazione proposto dalla CAO.
Prof. Marzo, il decreto ministeriale con cui sono state definite le regole per poter accreditare una società scientifica per la realizzazione delle Linee guida la cui osservanza consentirà di ottenere i benefici dati dalla legge Gelli sulla responsabilità, esclude di fatto quelle odontoiatriche. Ora il Ministero ha chiarito che in questa prima fase non terrà conto del limite del numero iscritti. Una decisione positiva?
In questa prima fase è una misura speciale in deroga al Decreto 2 agosto utile per consentire di selezionare Società scientifiche di vario ambito specialistico in regola comunque con tutti gli altri requisiti richiesti.
Grazie a questa decisione tutte le società scientifiche che presenteranno domanda saranno accreditate?
No, credo che comunque verrà effettuata una valutazione degli altri requisiti richiesti e, penso, che sarebbe necessaria anche una valutazione dell'importanza di quella Società nel contesto specifico della Disciplina.
Perché è importante avere linee guida pertinenti per ogni branca dell'odontoiatria?
Le linee guida costituiscono un punto di riferimento importante per garantire livelli minimi di buona pratica odontoiatrica. Rappresentano, altresì, un riferimento nell'ambito dell'odontoiatria legale. In questi anni sono state prodotte diverse linee guida basate sull'evidenza scientifica su argomenti specifici di odontostomatologia così come è stata portata a compimento la revisione delle "Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia", già pubblicate nella prima edizione del 2014. Tale documento viene utilizzato dagli "addetti ai lavori" per tutte quelle situazioni cliniche per le quali non esistono documenti specifici basati sulla sola evidenza scientifica. E' doveroso, a tal proposito, specificare che il documento sopra citato, pur non redatto secondo il "Manuale metodologico del PNLG", contiene indicazioni basate e sull'evidenza scientifica e sul consenso tra esperti.
Lei è componente del Gruppo Tecnico dell'Odontoiatria, non poteva essere questo organismo istituito dal Ministro a produrre Linee guida del settore odontoiatrico, come già ha fatto in questi anni?
Sicuramente il Gruppo Tecnico sull'Odontoiatria sta svolgendo un lavoro importante prendendo in considerazione tutto ciò che ha a che fare con l'odontoiatria nazionale a 360°. All'interno del GTO sono presenti tutte le componenti dell'odontoiatria e, quindi, quale contesto migliore per mettere a punto documenti di questo genere. Tra le altre cose, tra i compiti istituzionali del Gruppo è già stato previsto il compito di elaborare documenti di indirizzo, e nel decreto di costituzione si fa esplicito riferimento alle Linee guida.
Diversi, infatti, sono stati i documenti di linee guida pubblicati dal Gruppo ed avallati dal Consiglio Superiore di sanità.
Personalmente, come Presidente della Società Italiana di Odontoiatria Infantile, ho partecipato alla revisione del documento "Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva".
Pertanto, si può dire che il GTO è un modello all'avanguardia per come svolge l'attività e per la produzione di specifici documenti di indirizzo così come per la specifica attività consultiva nei riguardi del Ministero della salute. Infatti, una tale metodica di lavoro potrebbe essere di esempio per tutte le altre discipline di area medica.
Le società scientifiche coordinate dalla CAO hanno recentemente approvato una sorta di autoregolamentazione per creare un elenco di società scientifiche del settore. Il Ministero non poteva considerare le regole date demandando alla CAO la tenuta dell'elenco ed il coordinamento?
Penso che tutte le iniziative che portino proposte debbano essere sempre viste con spirito positivo come quella sostenuta dalla CAO in collaborazione con il CIC.
Però, se non erro, sono state coinvolte le Società scientifiche aderenti al CIC; ma al CIC, tuttavia, non appartengono tutte quelle odontoiatriche. Quindi, la cosa va rivista, al fine di dare la più ampia e scientifica partecipazione propositiva.
A me sembra che l'intendimento del Ministero sia chiaro, che le decisioni siano state già prese e che quindi le Società scientifiche debbano seguire le indicazioni già espresse.
La posizione del Ministero è chiaramente emersa nel momento in cui il GTO non ha dato approvazione al documento al quale si riferisce e, quindi, la CAO non può essere destinataria di una funzione che la legge riserva ad altre istituzioni
Del resto il DM 2 agosto lo dice chiaramente all'art. 1 comma 2: "le società scientifiche e le associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie presentano al Ministero della Salute - Direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del servizio sanitario nazionale - l'istanza di iscrizione all'elenco".
Noi come SIOI abbiamo fatto così e mi risulta che anche altre Società scientifiche si siano comportate allo stesso modo.
Proprio in questi giorni ho letto che anche le Società scientifiche aderenti al CIC e, come dice lei, coordinate dalla CAO, hanno deciso di presentare la domanda per l'inserimento nell'elenco all'unico organo preposto e cioè il Ministero.
Norberto Maccagno
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