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16 Maggio 2019

Autorizzazione sanitaria in Puglia, la differenza la fa la tipologia di prestazione erogata. Il commento del Governatore Emiliano e del presidente CAO Nisio


Mi dicono che è la migliore delibera sulle autorizzazioni sanitarie fatta in Italia che da una parte tutela il paziente ma dall’altra non complica la vita allo studio odontoiatrico. A dirlo è il Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo al settimo Congresso Odontoiatrico Mediterraneo Memorial Vittorio Nisio, e presentando l’attuazione della Legge regionale sulle autorizzazioni sanitarie e “l’individuazione delle prestazioni erogabili negli studi e negli ambulatori odontoiatrici e definizione dei requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici”.   

“Un lavoro che come CAO abbiamo svolto nello spirito del nostro ruolo sussidiario verso le istituzioni, in questo caso la Regione Puglia”, ha detto il presidente CAO Bari Alessandro Nisio evidenziando come “quando ci si confronta si riesce ad ottenere normative che riescono a garantire la sicurezza per il paziente senza penalizzare le strutture che erogano le prestazioni”. “Il lavoro –continua il presidente Nisio- sì e concentrato soprattutto sull’individuazione delle prestazioni che determinato una minore o maggiore invasività”. Quindi non più un enunciato di principi da interpretare ma un elenco di prestazioni “da aggiornare nel tempo e secondo l’evoluzione clinica della professione”, hanno specificato il Governatore Emiliano ed il presidente Nisio. Il regolamento regionale definisce tre tipologie di strutture dove si può esercitare l’odontoiatria: 

  • Livello base: studi medici, odontoiatrici e di altre professioni sanitarie non soggetti ad autorizzazione all’esercizio, in cui possono essere erogate esclusivamente le prestazioni di chirurgia, ovvero le procedure diagnostiche e terapeutiche a minore invasività che normalmente non comportano rischio per la sicurezza del paziente. In relazione agli studi del livello base attrezzati per erogare attività di tipo chirurgico, sono prescritte caratteristiche essenziali di tipo strutturale, organizzativo e tecnologico funzionali all’erogazione delle prestazioni previste. Per queste strutture basta un nullaosta alla Azienda Sanitaria di riferimento.


  • Livello intermedio: studi medici, odontoiatrici e di altre professioni sanitarie, ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente. L’autorizzazione all’esercizio, per questa fattispecie, è correlata alla natura delle prestazioni che vengono erogate, in quanto caratterizzate da rischio per il paziente, purché tali studi siano in possesso degli idonei requisiti per garantirne la sicurezza, in considerazione del grado di invasività delle procedure che vengono erogate. Queste strutture necessitano di autorizzazione sanitaria. 


  • Livello elevato/ambito ospedaliero o PTA: strutture che erogano prestazioni di specialistica ambulatoriale odontoiatrica, dotate delle caratteristiche dell’ambulatorio “protetto” al fine di assicurare la sicurezza dei pazienti con più elevati livelli di complessità clinica, come sopra specificato, per le quali è richiesta l’autorizzazione alla realizzazione comunale e l’autorizzazione all’esercizio di competenza regionale. Queste strutture necessitano di autorizzazione sanitaria ed adeguamenti strutturali specifici.    


Criteri per la distinzione tra prestazioni a minore e maggiore invasività 


Sono da considerare a minore invasivitàle procedure diagnostiche e terapeutiche invasive che soddisfano tutti questi criteri: non apertura chirurgica delle sierose; rischio statisticamente trascurabile di complicazioni infettive; rischio statisticamente trascurabile di complicanze immediate; previsione di non significativo dolore post-procedura. Sono a maggiore invasività tutte le procedure diagnostiche e terapeutiche che richiedano la presenza di più medici della stessa o di diversa disciplina e/o per le quali non ricorrono i criteri indicati per quelli di minore invasività. Ma il regolamento elenca anche le tipologie di prestazioni organizzate tra quelle a minore o maggiore invasività. 


Prestazioni odontoiatriche a minore invasività

  • Prestazioni odontoiatriche a minore invasività
  • Conservativa
  • Endodonzia
  • Estrazioni dentarie
  • GnatologiaIgiene e profilassi cavo orale
  • Implantologia esclusi gli impianti zigomatici
  • Interventi che non comportano il grande rialzo del seno mascellare
  • Interventi che comportano asportazione di neoformazioni dei tessuti duri e molli dei mascellari di natura non neoplastica
  • Interventi sul mascellare inferiore che non prevedano trasposizione del nervo alveolare inferiore
  • Odontoiatria infantile
  • Ortodonzia fissa e mobileParodontologia
  • Protesi fisse e mobili
  • Sbiancamento dentale
  • Trattamenti di medicina estetica limitati alla zona delle labbra correlati ad un protocollo di cura odontoiatrica completa proposto al paziente


Prestazioni odontoiatriche a maggiore invasività

  • Implantologia zigomatica 
  • Grande rialzo del seno mascellare
  • Trasposizione del nervo alveolare inferiore
  • Neoformazioni di natura non neoplastica superiore ai 3 cm
  • Neoformazioni di natura neoplastica 

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