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16 Aprile 2020

L’acconto IRPEF ai tempi del Coronavirus, potrà essere anche “previsionale”

L’Agenzia delle Entrate conferma che in caso di un previsto calo di fatturato, l’acconto potrà essere versato sulla "presunzione" di reddito e se poi risulterà superiore non ci saranno sanzioni


L’emergenza Coronavirus porta nuove regole anche in tema di dichiarazione dei redditi ed in particolare dell’anticipo sul reddito 2020. A chiarire come comportarsi per professionisti ed imprese impossibilitati a lavorare o che prevedono cali di fatturati nell’anno in corso, è una circolare dell’Agenzia delle Entrate (la n. 9 del 13 aprile 2020). 

“Coloro che, per l’anno in corso, presumono di avere un risultato economico inferiore rispetto all’anno precedente possono ricorrere al metodo previsionale”, indica le Entrate Entrate. Il sistema è semplice, non potendo determinare l’acconto sulla base del fatturato del 2019 (come solitamente avviene), sarà possibile indicare una “previsione” di reddito sul quale versare l’acconto.

Ma se poi il redito sarà superiore rispetto a quanto previsto?

Le Entrate ricordano che “la norma stabilisce, solo per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, la non applicazione di sanzioni e interessi in caso di insufficiente versamento delle somme dovute se l’importo versato non è inferiore all’ottanta per cento della somma che risulterebbe dovuta a titolo di acconto sulla base della dichiarazione relativa al periodo di imposta in corso (in sostanza, in caso di scostamento dell’importo versato a titolo di acconto, rispetto a quello dovuto sulla base delle risultanze della dichiarazione dei redditi e dell’IRAP, entro il margine del 20 per cento)”.

Stesso principio si applica anche:

  • all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP dovuta dai contribuenti che si avvalgono di forme di determinazione del reddito con criteri forfetari; 
  • alla cedolare secca sul canone di locazione, all’imposta dovuta sul valore degli immobili situati all’estero (IVIE) o sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE). 

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