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30 Giugno 2008

Ipercondilia destra in un soggetto adulto

di A. Silvestri, L. Ferraris, V. Mazzoli


Per ipercondilia si intende un ipersviluppo monolaterale della testa e/o del collo del condilo con conseguente ipersviluppo verticale della lunghezza del ramo mandibolare. Descritta per la prima volta da Adams nel 1836, può manifestarsi tra i 10 e i 40 anni, ma si osserva con più frequenza tra 15 e 19 anni. Per Proffit et al., l’iperplasia condilare può verificarsi prima o durante il picco di crescita adolescenziale, ma di solito diventa manifesta solo dopo di esso, quando un lato della mandibola continua a crescere dopo che l’altro si è fermato del tutto; sebbene la crescita eccessiva tenda ad essere autolimitante, potrebbe continuare fino a generare una grave deformità, specialmente se la patologia è iniziata prima dell’adolescenza.
L’eziopatogenesi dell’ipercondilia non è ancora chiara. Molti Autori ritengono che più fattori, infiammatori, ormonali, traumatici, neoplastici (osteomi, condromi), siano in grado di modificare lo schema di crescita coordinata della mandibola provocandone l’ipersviluppo di una o più parti. Wang-Norderung e Ragab affermano che l’iperplasia possa essere attribuita ad alterazioni fetali o a disturbi genetici. Secondo Obwegeser e Makek, all’interno dello strato condilare fibrocarilagineo potrebbero agire due regolatori di crescita, uno responsabile della crescita longitudinale (fattore “L”), l’altro dell’aumento volumetrico mandibolare (fattore “M”); un’alterazione di questi due fattori può essere implicata nel causare una ipercondilia o un’altra forma di asimmetria facciale da ipersviluppo mandibolare monolaterale (Hemimandibular Elongation o Hemimandibular Hyperplasia).



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