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28 Novembre 2013

Parodontiti e perimplantiti: due facce della stessa medaglia? Possono considerarsi simili?


Il proliferare delle indicazioni implantari in casi di elementi dentali giudicati non più recuperabili spinge tutti noi a riflessioni ampie sulle scelte terapeutiche da adottare in questi frangenti.

In aggiunta, le sempre maggiori evidenze cliniche, spesso sottaciute da una stampa scientifica parziale, di un consistente aumento delle perimplantiti ha indotto il brillante gruppo di Goteborg capitanato da Oliver Carcuac e coordinato da Tord Berglundh ad investigare sulla tipologia di progressione della patologia parodontale quando questa si sviluppi intorno ad un elemento dentale o a un impianto.

Le evidenze sono state, ancora una volta, diametralmente opposte a quanto ci si aspettava.
Intorno agli impianti la perdita di osso era significativamente maggiore rispetto a quanto si era osservato negli elementi dentali; inoltre, la perdita era tanto maggiore quanto la superficie dell'impianto era trattata con mezzi per rendere la sua superficie adeguata a favorire l'attecchimento del tessuto osseo.

Conclusioni: i trattamenti delle superfici implantari non sembrano essere ideali nel caso in cui si instaurino delle infezioni perimplantari e tali infezioni paiono molto più aggressive se paragonate a quelle che si verificano negli elementi dentali.

Un salto indietro di oltre vent'anni? Vedremo dove atterreremo....

A cura di: prof. Massimo Gagliani, Direttore Scientifico Odontoiatria33

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