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13 Dicembre 2016

Amalgama dentale: la UE accoglie le richieste dei dentisti, si allontana il rischio divieto. Landi (CED), soddisfatti del risultato ottenuto


L'allarme per il settore dentale era arrivato con la pubblicazione della bozza del nuovo regolamento da parte del Parlamento europeo, che modificava quanto deciso in Commissione Ambiente. Regolamento che mira ad eliminare le attuali lacune nella legislazione UE al fine di garantire il perfetto allineamento del diritto dell'Unione alla Convenzione di Minamata sul mercurio, consentendone la ratifica e l'attuazione da parte dell'UE e degli Stati membri.

Secondo quanto anche Odontoaitria33 aveva riportato per l'amalgama dentale sarebbe stato consentito l'uso solo in forma incapsulata, come già previsto dall'ordinamento italiano, ma solo fino al 2020 quando lo storico materiale da otturazione avrebbe dovuto sparire dal commercio. Inoltre dal primo gennaio 2019 tutti gli studi odontoiatrici europei (anche quelli che non utilizzano, o rimuovono l'amalgama) sarebbero stati obbligati a dotarsi di separatori in grado di trattenere e raccogliere residui di amalgama contenenti mercurio e garantire un alto livello di raccolta. Proposta sostenuta dai parlamentari Europei del Movimento 5 Stelle che si stanno battendo per la messa al bando del materiale.

Contro questa posizione si era schierato il CED (l'associazione che rappresenta i dentisti europei) che aveva invitato le singole associazioni aderenti a "pressare" i locali ministeri competenti al fine di indirizzarli verso le posizioni sostenute dagli odontoiatri per fare cambiare idea alla UE.

ANDI aveva scritto al Ministro Lorenzin evidenziando che "la messa al bando dell'amalgama dentale innescherebbe sul paziente l'assonanza amalgama uguale pericolo che lo porterebbe a chiedere la rimozione delle otturazioni effettuate con quel materiale". Se la comunità scientifica ha ampiamente dimostrato come la presenza di amalgama dentale nel cavo orale non sia pericolosa, ricorda l'Associazione la Ministro, "al contrario la sua rimozione mette a rischio gli operatori ma anche l'ambiente". Peraltro, ricorda ANDI, la normativa contro il mercurio punta a limitarne proprio lo smaltimento nell'ambiente.

Ministero che, sempre secondo quanto pubblicato sul sito ANDI, durante l'ultima riunione del Gruppo Tecnico sull'Odontoiatria presso il Ministero della Salute "la dott.ssa Maria Grazia Leone ha dato garanzie in merito al fatto che il Ministero della Salute sosterrà a livello europeo le posizioni e le richieste formulate da ANDI. In particolare il Ministero sosterrà la possibilità di continuare ad utilizzare l'amalgama ad uso dentale in capsule predosate almeno fino al 2022 (a parte le limitazioni già oggi previste) e l'introduzione dell'obbligo del separatore di amalgama da adottare entro il 2021 ma solo per gli operatori che utilizzano o rimuovono l'amalgama".

Un pressing che sembra aver dato i sui frutti visto che martedì scoro il Parlamento Europeo ha modificato la proposta consentendo ai dentisti europei continuare ad utilizzare l'amalgama (anche se l'utilizo di questo material eper le ricostruzioni è già ampiamente diminuito) e, solo nel 2020, la Commissione europea riesaminerà la fattibilità dell'eliminazione del mercurio per gli interventi in odontoiatria, preferibilmente entro il 2030.

"Il Council of European Dentist accoglie con soddisfazione l'accordo raggiunto da Commissione, Parlamento e Consiglio sul mercurio con particolare riferimento alle decisioni riguardanti il futuro utilizzo dell'amalgama", commenta ad Odontoaitria33 il presidente CED Marco Landi (nella foto). "Con un paziente lavoro di informazione, in sintonia con il ruolo di consulenti della Commissione Europea che svolgiamo con competenza dal 1961, i dentisti europei hanno ribadito più volte il proprio supporto ad un esercizio professionale responsabile e rispettoso sia delle esigenze di salute orale e generale dei cittadini europei, sia della difesa dell'ambiente. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di poter utilizzare l'amalgama come materiale ancora indispensabile in molte situazioni cliniche e all'interno di sistemi sanitari che devono poter continuare ad essere sostenibili e accessibili alla maggior parte della popolazione, specialmente quella con maggiori necessità di cure conservative. Nel contempo abbiamo sempre sottolineato che era necessario controllare l'impatto ambientale sostenendo l'introduzione dei separatori d'amalgama in modo sistematico, così come l'utilizzo di amalgama predosata e incapsulata. Le nostre posizioni sono state sempre validamente supportate dalla comunità scientifica e, come tali, rispettate a livello politico, soprattutto per quanto riguarda l'assenza di evidenza sulla assoluta sicurezza dei materiali alternativi all'amalgama."

Secondo l'attuale proposta:

• Non ci sarà nessun divieto sull'utilizzo dell'amalgama dentale ma uno studio di fattibilità su di un possibile divieto che potrebbe diventare realtà nel 2030.

• Dal primo luglio 2018 scatteranno i divieti di utilizzo verso le popolazioni a rischio (l'Italia aveva già legiferato sul tema), tranne che per esigenze mediche a discrezione del clinico.

• Nel luglio 2019 i vari paesi dovranno stilare dei piani nazionali sull'ipotesi dell'eliminazione graduale dell'amalgama dentale.

• Dal 2019 i soli studi che trattano l'amalgama dovranno dottarsi di separatori di amalgama di ultima generazione.

• I dentisti saranno responsabili della gestione dei rifiuti di amalgama che dovranno essere smaltiti da aziende certificate.

Intanto il Movimento 5 Stelle continua la sua battaglia a sostengo della messa al bando dell'amalgama dentale. Nelle scorse settimane l'europarlamentare penta stellato Piernicola Pedicini (medico, esperto in fisica medica e membro della Commissione ambiente UE) ha attivato una petizione on-line attraverso la quale chiede la mobilitazione contro l'uso del mercurio in odontoiatria. Ad oggi sono oltre 21 mila le firme raccolte.

Norberto Maccagno

 
 

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