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09 Marzo 2017

La qualità per il bene del paziente e nostro. Un obiettivo da perseguire anche in momenti di crisi, "la ricetta" di Domenico Massironi


Parlare di qualità oggi significa indagare il lato umano e professionale del nostro lavoro di dentisti, aspetti legati tra loro da un nodo inscindibile .

Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un cambiamento socio-economico che ha interessato e stravolto quello che è stato per anni l'approccio odontoiatrico al paziente.

Questo "nuovo" modo di relazionarsi, frutto di una sorta di adattamento a cui la tanto citata crisi economica ci ha condotti, se in un primo momento ci ha colti impreparati e "perdenti", dall'altro ha permesso che andassimo alla ricerca di stimoli per continuare a garantire l'eccellenza.

La nascita di cliniche "low cost" a cui si associa un livello operativo tendenzialmente mediocre, in quanto il vero risparmio nella terapie attinge a piene mani al tempo a disposizione per eseguirle, ha fatto leva su difficoltà economiche contingenti ed effettive all'interno dei nuclei familiari, risultando per molti una soluzione di cui fruire riducendo i sacrifici.

La professione del dentista, tuttavia, rimane una scienza medica legata ai valori del bonus pater familiae, ancorata cioè ad un atteggiamento di spessore clinico ed emotivo.

E' ben nota nella storia la paura che la figura del dentista ha sempre suscitato e proprio nel rispetto di queste fragilità umane dobbiamo formulare terapie riconducibili ad un operato rigoroso ed al tempo stesso che tenga conto delle reali necessità del paziente.

Molto si è parlato e si continua a farlo di mini-invasività: questa non vuol solo dire preparare i denti nel rispetto biologico dei tessuti, goal apprezzabile e necessario direi, ma anche formulare piani di trattamento efficaci e congrui "ad personam", considerando la prognosi un elemento di continuità fondamentale: mantenere nel tempo il risultato ottenuto in modo predicibile è infatti un dovere a cui la professione ci chiama.

In questo panorama etico e assolutamente condivisibile si è assistito contemporaneamente alla crescita e sviluppo delle tecnologie digitali in ambito odontoiatrico e odontotecnico che hanno creato una vera e propria rivoluzione gestionale e professionale. Esse, d'altra parte, sono figlie dei tempi e li hanno cavalcati velocemente cercando di rendere l'operatività al passo con quelli che sono oggi i loro vantaggi, come l'uso dello scanner intraorale per diminuire al paziente il disagio nel prendere le impronte ed i sistemi CAD/CAM nella realizzazione di manufatti ad altissima valenza estetica.

Se da un lato essere aggiornati e competenti sull'evidence based dentistry rappresenta ancora un percorso obbligato nella terapia, dall'altro non è più strettamente sufficiente a contenere costi operativi e gestionali sostenibili e che appartengono sia alla categoria dell'odontoiatra che a quella dell'odontotecnico. Per questo motivo si sono resi necessari investimenti e aggiornamenti in ogni settore della gestione dello studio odontoiatrico e del laboratorio portando tecnologie semplificative che molto spesso si sono dimostrate anche poco qualitative ed adeguate alle particolari difficoltà che la sfera orale ci propone.

In questa rivoluzione tecnologica si è assistito sempre di più ad una perdita di interazione e di legame tra le due categorie, dentista-odontotecnico, da sempre impegnate nella risoluzione di queste difficoltà. Infatti moltissime delle soluzioni digitali e delle macchine innovative necessitano sì di un corrispettivo supporto odontotecnico ma che esula un pò dal fattore umano ed entra di più nello specifico delle compatibilità dei sistemi di acquisizione e di gestione ponendo in grande difficoltà la categoria degli odontotecnici stessi che spesso non hanno la forza economica di soddisfare i piani di investimento che queste tecnologie innovative richiedono.

Problema questo che sta divenendo sempre maggiore e che ha come effetto la scomparsa dei laboratori artigianali di grande professionalità per lasciare spazio alla realtà di laboratori indirizzati e gestiti con management industriali che non tengono conto della complessità nel produrre manufatti protesici non solo con requisiti estetici ma soprattutto funzionali e di precisione.

Questo isolamento di competenze e di professionalità nelle tecnologie in primis e nel supporto dello human factor come effetto secondario, ha portato nello specifico ad eliminare, se non ridurre in modo drastico, l'intervento dell'odontotecnico nelle procedure, preferendo una gestione Chair Side con sistema di realizzazione dei manufatti direttamente in studio senza ricorrere a complicate o meglio oggi ritenute ormai complesse procedure semi artigianali.

In questo approccio si è tentati a pensare alle terapie più dal punto di vista manageriale e di bilancio che alla qualità necessaria e imprescindibile del nostro lavoro, in quanto responsabili della sfera interpersonale e di relazione.

In questa semplificazione socio-culturale tendente al profitto come primo goal possiamo identificare il secondo e principale effetto di questo aspetto ossia l'accentramento in grossi centri di terapia qualitativamente scarsi e poco adatti a soddisfare le crescenti e sempre maggiori richiese dei nostri pazienti.

Per tale motivo riteniamo importante e assolutamente necessario riprendere a piene mani l'approccio della qualità come requisito fondamentale nella diagnosi e nella prognosi in quanto solo così potremo essere adeguati agli standard che molto spesso la realtà virtuale ci mostra come possibile e assolutamente auspicabile ma che diventano realizzabili sono in un contesto di eccellenza.

In questa ottica dobbiamo riprendere ad occuparci del paziente in modo globale e vedere ogni paziente il contesto in cui vive, ascoltare le sue richieste e condurlo con i mezzi di conoscenza che abbiamo al trattamento terapeutico migliore per la sua bocca, dobbiamo educarlo al ripristino di una buona funzione a cui poi farà seguito l'estetica.

Essa è infatti solo appendice "gloriosa" di un percorso terapeutico funzionale, di accuratezza e d precisione, di protezione e cura della salute generale dell'ambiente in cui è chiamato ad operare, allo scopo di ottenere una riabilitazione che considera la salute il bene primario della cura.

Il rapporto tra dentista e paziente, come quello che accade nelle altre branche della medicina, nasce dalla fiducia ed in nome di questo nobile sentimento dobbiamo portare le nostre mani, la testa ed il cuore a convergere.

Insomma pensare al bene del paziente prima del nostro. Tutto il resto arriverà, anche in tempo di crisi.

Domenico Massironi: Medico chirurgo, specialista in Odontostomatologia. Autore di diversi libri dedicati alla precisione e all'estetica dentale, tiene corsi e conferenze in tutto il mondo dove presenta il suo metodo di lavoro. Active member EAED (Accademia Europea di Estetica Dentale); Active member AMED (Società Americana di Microscopia); Diplomate ICOI (Società Americana di Implantologia)

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