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27 Gennaio 2020

Lo sguardo sui fondi: dal passato ai possibili scenari futuri

In un cinema milanese uscita pubblica dell’Associazione Nazionale Odontoiatri e Medici Convenzionati per fare il punto su criticità ed avanzare proposte


Confrontarsi ma anche denunciare le criticità del sistema dei fondi sanitari integrativi ed annunciare gli interventi possibili che saranno attivati è stato l’obiettivo di ANOMeC, la neonata associazione che riunisce medici ed odontoiatri convenzionati che ha organizzato giovedì 23 gennaio in un cinema milanese il convegno dal titolo “Costi di gestione dello studio e convenzioni sanitarie, due realtà incompatibili?” 

Fondi sanitari integrativi che vengono previsti all’interno della legge di riforma del SSN del 1992, la 502, ma che di fatto fino alla finanziaria 2008, con il Decreto attuativo dell’articolo 1, comma 198, firmato dall’ex ministro per la salute Livia Turco che diventano operativi. Il decreto individua gli ambiti delle prestazioni dei Fondi, degli Enti, delle Casse e delle Società di mutuo soccorso che forniscono prestazioni assistenziali integrative a quelle del Sistema Sanitario Nazionale indicando che almeno il 20% delle prestazioni erogate sia riferito a prestazioni socio-assistenziali per le persone non autosufficienti e per l'assistenza odontoiatrica.  

A sintetizzare la storia dei fondi è stato, durante le’vento, il direttore di Odontoiatria33, Norberto Maccagno, ricordando come sempre nello stesso anno, nonostante il cambio di Governo passato al Centro Destra, la norma sui fondi integrativi venne finanziata e di fatto attivata.Direttore di Odontoiatria33 che ricorda, anche, come l’allora Ministro al Welfare Maurizio Sacconi, durante un congresso organizzato da ANDI Veneto confermò l’intenzione del Governo di sostener ei fondi sanitari integrativi indicandoli come lo strumento che potesse sopperire alle carenze del SSN soprattutto in tema assistenza odontoiatrica. Peraltro normativa che nella sua applicazione attuale risulta ben diversa dalle intenzioni del legislatore nel 2008.

Ministro Sacconi che rispondendo agli odontoiatri preoccupati e critici li esorta ad organizzarsi al fine di essere pronti e competitivi su di un mercato che tenderà a crescere.Sotto lo stralcio dell’intervento del Ministro.




Odontoiatri, ha continuato Maccagno, che legittimamente scelsero di contrastare il modello dei fondi sanitari integrativi che stava nascendo, puntando sull’assistenza indiretta. Mentre i gestori dei fondi si organizzarono per crearsi le reti di studi contattando direttamente i singoli professionisti per attivare le convenzioni.

Ma sentendo oggi le parole del Ministro, sembra che tutta quella attività di vigilanza e tutela non sia stata attivata o non abbia raggiunto gli obiettivi, all’ora, auspicati, visto come il sistema si è evoluto e chi oggi cerca di tutelare.

Sempre il direttore di Odontoiatria33 ha ricordato, riportando alcuni dei dati presentati da ANDI durante l'utimo ExpodentalMeeting, che gli studi convenzionati sono circa il 27% degli esercenti e secondo i dati del Ministero della Salute i fondi attivi sono oltre 350 che hanno pagato nel 2016 (ultimo dato disponibile) per le spese odontoiatriche oltre 600 milioni di euro.   

Sui possibili scenari futuri, oltre all’incremento dei contratti di lavoro legati ai Fondi sanitari integrativi, Maccagno ha portato alcuni recenti articoli pubblicati sulla stampa economica che anticiperebbero la volontà di importanti gruppi finanziari, non solo di incrementare l’offerta dei fondi integrativi legati al welfare aziendale ma anche di organizzarsi per offrire a questi lavoratori polizze extra che aumentano le loro coperture sanitarie.  

Al prof. Paolo Monestiroli, docente di odontoiatria legale presso il San Raffele di Milano il compito di ricordare gli aspetti medico legali della professione e le responsabilità del clinico nel curare l’assistito anche se, ha sottolineato, “la convenzione prevede rimborsi poco remunerativi”.

E sulla necessità per lo studio odontoiatrico, sia di piccole dimensioni che più organizzato, di mantenere sotto controllo i propri costi di gestione, è intervenuto il prof. Antonio Pelliccia (docente di economia e organizzazione aziendale) con una interessante ed articolata lezione nella quale ha dimostrato, attraverso tabelle e numeri, come sia difficile ottenere non solo una buona redditività fornendo prestazioni a costi bassi, ma come sotto una certa soglia non sia possibile contenere i costi per poter ridurre le tariffe, salvo non decidere di lavorare in perdita. 

Ovviamente le criticità emerse in questi anni, e soprattutto in questi mesi, della gestione del confezionamento da parte dello studio odontoiatrico, ma anche dell'assistito, sono state al centro dell’analisi del Convegno.  

L’avvocato Paolo Maritinello, presidente della Fondazione Altroconsumo, ha elencato le tante problematiche segnalate dai loro inscritti in tema di fondi sanitari integrativi, e non solo per quanto riguarda l’odontoiatria. Segnalazioni che hanno portato l’Associazione dei consumatori ad attivare un tentativo di dialogo verso i gestori dei Fondi, non riuscito, fino ad arrivare a inoltrare una segnalazione all’Antitrust contro i gestori dei fondi. 

E sulla necessità di tutelare i cittadini dalle criticità che il sistema oggi pone è intervento anche il presidente della CAO provinciale di Milano Andrea Senna che oltre a ricordare come il ruolo dell’Ordine sia quello di tutelare i pazienti e non gli iscritti, ha ricordato l’iniziativa della OMCeO di Cuneo e della stessa OMCeO di Milano, che hanno deciso di rivolgersi alla magistratura denunciando presunti casi di esercizio abusivo della professione perpetrate dai gestori dei fondi che affiderebbero a personale di segreteria o comunque non esplicitamente dichiarato, il controllo delle prescrizioni mediche ma pure la loro contestazione. Peraltro, secondo i legali dell’OMCeO milanese, questo non sarebbe possibile. 

Ma come gli studi convenzionati possono tutelarsi nei confronti dei gestori dei fondi in caso di ritardo di pagamenti e di altre inadempienze contrattuali? 

Agendo per via legali, ha sottolineato l’avvocato Annalisa Premuroso, dell’ufficio legale ANOMeC. Se da una parte, ha detto, è facile ottenere i pagamenti in sospeso, dall’altra è praticamente automatico il recesso della convenzione. E su questo poco si può fare, ha detto l’avvocato, perchè il recesso unilaterale è previsto nei contratti di convenzione che gli studi hanno sottoscritto. Ancora più difficile per il singolo studio convenzionato, ha ricordato il legale, è contrastare da solo le nuove convenzioni che alcuni fondi stanno attivando e che discriminano gli stessi convenzionati creando una fascia premium a cui dirottare la maggior parte dei pazienti. Diverso se si agisce non come singolo ma come associazione, come gruppo.

E su questo, ha infomrato, ANOMeC sta pensando ad azioni legali collettive ed un ricorso all’Antitrust. 

Ed è sul punto della “lotta unitaria” su cui il Dott. Alberto Di Feo, coordinatore della Lombardia per ANOMeC, ha voluto insistere nel suo intervento di chiusura dell’evento. L’obiettivo dell’Associazione, ha detto, è quello fare massa critica, di coinvolgere la politica affinché gli odontoiatri siedano al tavolo della contrattazione delle convenzioni sanitarie, per lavorare al meglio nell'interesse dei pazienti, e affinché le tipologie dei contratti nazionali di sanità integrativa siano frutto del confronto tra assicurazioni e organizzazioni sindacali di categoria. Se gli odontoiatri, ha continuato, sono costretti ad operare con modalità e tariffe che mortificano le loro professionalità, fatalmente questa sofferenza coinvolgerà anche i pazienti che non potranno ricevere le cure che potrebbero, ma penalizzeranno anche i gestori dei fondi e tutto il sistema.

“Bisogna abbandonare le chiacchiere e passare ad una visione più oggettiva del problema”, ha detto invocando regole diverse e per scriverle.

L’appello di Di Feo è quello di coinvolgere tutti gli attori in causa ad un tavolo e riscriverle queste regole partendo da punti fermi come la libera scelta del paziente di decidere da quale dentista convenzionato rivolgersi, la possibilità di applicare tariffari individuali che rispettino le specificità territoriali e del singolo studio, la tutela della qualità delle prestazioni. 

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