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31 Agosto 2020

Dentisti spagnoli in campo per ''scovare'' positivi da COVID-19

Potranno prescrivere i tamponi per i casi sospetti. Il Consejo General de Dentistas pubblica protocollo con i criteri e i casi in cui il dentista può prescrivere legalmente il test

Lorena Origo

Dall’inizio della pandemia, il Consejo General de Dentistas spagnolo ha sempre offerto il suo sostegno alle autorità sanitarie per collaborare, in vari modi, al suo controllo.

I dentisti, per diverse ragioni, sono particolarmente coinvolti in questa crisi sanitaria: la professione odontoiatrica è attualmente considerata una delle più a rischio d'infezione, per la sua vicinanza al paziente e per lo svolgimento di attività che generano aerosol.

Tenendo conto dell’evoluzione della pandemia, con un forte aumento di pazienti asintomatici o con sintomi molto più lievi, è necessario attuare ulteriori strategie. Tra queste, il Consejo ha presentato un protocollo che elenca i criteri e i casi in cui il dentista può prescrivere legalmente la PCR, atto di estrema rilevanza in questa fase della pandemia per diversi motivi:

  • esiste un'ampia rete di odontoiatri (40.000) e cliniche odontoiatriche (23.000) diffusa su tutto il territorio nazionale;
  • la popolazione visitata ogni anno dal dentista è di circa 23-25 ​​milioni di pazienti;
  • i dentisti, essendo una popolazione sanitaria ad alto rischio di contagio (vicinanza ai pazienti e aerolizzazione), sono altamente sensibilizzati al COVID-19;
  • i dentisti hanno molta familiarità con altri tipi di infezioni virali e batteriche a causa del loro campo di lavoro (HIV, epatite ecc.);
  • l’alta prevalenza di disturbi del gusto (ageusia e ipogeusia) e dell’olfatto (anosmia) nei pazienti COVID-19 possono essere diagnosticati dal dentista;
  • molti pazienti odontoiatrici non vedono il proprio medico da molto tempo, rendendo il dentista soggetto sanitario di prima linea.

Pertanto, attraverso il triage telefonico dei pazienti che richiedono un appuntamento, il dentista prescriverà una PCR o un’altra tecnica diagnostica molecolare che ritiene appropriata per qualsiasi caso sospetto.

Con caso sospetto si intende qualsiasi persona con un quadro clinico di infezione respiratoria acuta a insorgenza improvvisa di qualsiasi gravità che includa, tra gli altri sintomi, febbre, tosse o sensazione di fiato corto. Anche altri sintomi come odinofagia, anosmia, ageusia, dolori muscolari, diarrea, dolore toracico o mal di testa possono essere considerati sintomi di sospetta infezione da SARS-CoV-2.

Coinvolti nella procedura anche i casi probabili: persone con grave infezione respiratoria acuta con sintomi clinici e radiologici compatibili con COVID-19 e risultati PCR negativi o casi sospetti con PCR inconcludente e, ovviamente, tutti i casi confermati con infezione attiva (persona che soddisfa i criteri clinici di un caso sospetto e ha una PCR positiva; persona che soddisfa i criteri clinici di un caso sospetto, con una PCR negativa e un risultato positivo per IgM da test sierologico e non da test rapido; persona asintomatica con PCR positiva con IgG negativa o non eseguita), e con infezione risolta (persona asintomatica con sierologia IgG positiva indipendentemente dal risultato della PCR) e i casi esclusi (casi sospetti con PCR negativa e IgM negativa, se questo test è stato eseguito, in cui non vi è alto sospetto clinico).

Il dott. Óscar Castro Reino, presidente del Consejo General de Dentistas, ha dichiarato che “il fatto che i dentisti possano prescrivere legalmente la CRP nei tempi attuali in cui stanno emergendo focolai importanti, rappresenta un aiuto considerevole per il Sistema Sanitario Nazionale”.

Il Ministero della Salute ha ringraziato il Consiglio per l’interesse dimostrato e per l’importante lavoro svolto dai professionisti della salute orale che hanno collaborato con le équipe di Primary Care nella cura e nel monitoraggio della popolazione affetta da COVID-19.

Queste azioni sono state riconosciute anche dal sindacato professionale, il cui presidente, Victoria Ortega Benito, ha sottolineato “il lancio costante di protocolli specifici e piani di azione strategici affinché i professionisti si sentano il più sicuri possibile nello svolgimento del proprio lavoro”.


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