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26 Luglio 2021

OSAS: numeri, conseguenze, trattamento e prevenzione

Report INAIL su Obstructive Sleep Apnea Syndrome. “Fattore di rischio per incidenti stradali e sul lavoro e causa di ridotta performance lavorativa, deve essere considerata malattia cronica”


L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione Contro gli Infortuni sul Lavoro ha pubblicato un report con i più recenti dati sulla patologia ed il punto clinico su patologia, cause, prevenzione e cure. OSAS, ricorda INAIL comporta “gravi implicazioni economiche e sociali” in quanto spesso è sotto-diagnosticata ed il lavoratore non sa di esserne affetto. 


I numeri 

L’OSAS si verifica in tutte le fasce d’età e in entrambi i sessi, anche se è più comune negli uomini,  in età compresa tra i 40 e gli 80 anni, con un picco intorno ai 50 - 55 anni. Dati recenti stimano in Italia una prevalenza pari a 12.329.614 persone affette da OSAS moderata-grave (27% della popolazione adulta) con un rapporto uomo/donna di  3:1, e una prevalenza complessiva di oltre 24 milioni di persone di età compresa tra 15 - 74 anni con OSAS lieve e medio-grave (54% della popolazione adulta). Si stima che solo il 4% dei pazienti affetti da sindrome moderata-grave viene diagnosticata e solo il 2% trattata.  Altro aspetto di criticità riportato nel report INAIL è il fatto che anche in caso di diagnosi “i  dati mostrano che l’accettazione e l’aderenza al trattamento, nonostante i progressi tecnologici, è generalmente bassa, variando dal 30% al 60%”. 

Oltre agli aspetti di salute e di qualità della vita, nel report INAIL ricordati gli aspetti economici che la patologia comporta sulla persona e sulla società.
“L’OSAS –si legge nel report- ha un impatto economico significativo sui sistemi sanitari pubblici e deve essere considerata e gestita come una condizione cronica”. L’On. Rossana Boldi aveva presentato un progetto in tal senso. 

La sindrome, ricorda INAIL è gravata da costi “costi diretti o sanitari (diagnosi, cura della malattia e delle comorbilità associate e ricoveri ospedalieri) e da costi indiretti o sociali dovuti a riduzione della produttività lavorativa e invalidità permanente per incidenti stradali o sul lavoro”.  I pazienti con disturbi del sonno risultano meno produttivi a causa della fatica cronica e dell’eccessiva sonnolenza diurna e hanno un livello più alto di assenteismo.  

Negli Stati Uniti è stato stimato un costo annuo per ogni paziente senza diagnosi di 5.500 dollari (costi diretti e indiretti). Tale costo, sottolinea INAIL, “scende a meno della metà se viene  fatta diagnosi”. 

Tra i trattamenti non chirurgici efficaci indicati nel report INAIL, l’applicazione ed uso di dispositivi ortodontici di avanzamento mandibolare. 

A questo link il report completo.


Sull'argomento potrebbe interessarti anche: 

Sleep Medicine in Dentistry Journal, la rivista EDRA rivista specializzata sulla sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno. 

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