Iandolo (CAO): certamente nel rapporto con assicurazioni e fondi, grandi aziende e pubblica amministrazione ma sarà applicabile anche nelle collaborazioni con le Catene. Queste le responsabilità del direttore sanitario
La nota inviata ai presidenti provinciali CAO dalla CAO nazionale per illustrare gli articoli della Legge sull’equo compenso, ed il commento del presidente Raffaele Iandolo, è indubbiamente critica verso un provvedimento che interesserà una parte ridotta della professione.
“La nostra posizione nei confronti della Legge è chiara, la riteniamo un’occasione persa soprattutto nei confronti dei giovani odontoiatri, il vero anello debole delle collaborazioni, quelli che sarebbero dovuti essere tutelati più di altri”, dice ad Odontoiatria33 il presidente nazionale CAO Raffaele Iandolo.
Il provvedimento, norma i contratti tra professionisti (anche in forma associata o societaria) e imprese bancarie ed assicurative “nonché delle loro società controllate, delle loro mandatarie e delle imprese che nell'anno precedente al conferimento dell'incarico hanno occupato alle proprie dipendenze più di cinquanta lavoratori o hanno presentato ricavi annui superiori a 10 milioni di euro”. Le norme regolamentano anche i rapporti di collaborazione tra professionista e pubblica amministrazione e società partecipate.
Per gli odontoiatri certamente la norma interesserà i contratti stipulati per la collaborazione con assicurazioni e fondi integrativi. Ma la collaborazione con le grandi strutture odontoiatriche come i Poliambulatori e le Catene che hanno più sedi?
“A nostro modo di vedere e supportati dal parere dei legali FNOMCeO –continua il presidente Iandolo- saranno interessati anche i contratti di collaborazione stipulati con le Catene che fatturano più di 10 milioni di euro oppure occupano più di 50 dipendenti che dovranno prevedere retribuzioni in linea con i parametri che saranno indicati per legge per le singole prestazioni. E stando ai dati pubblici, le principali Catene odontoiatriche vi rientrano avendo più di 50 dipendenti oppure perchè fatturando più di 10 milioni di euro. Ovviamente è il Gruppo che deve essere considerato e non la singola struttura”, precisa Iandolo.
Sulla questione dei parametri sulle retribuzioni il presidente CAO ricorda che questi saranno stabiliti per decreto, su indicazione degli Ordini, e aggiornati con scadenza biennale.
“Negli anni passati alla FNOMCeO era stato richiesto di indicare dei parametri da utilizzare per i risarcimenti legati al contenzioso, venne stilata una bozza di mansionario e tariffario che non venne mai ufficializzato. Come CAO non abbiano nessun problema a elaborare delle indicazioni per stabilire la congruità del costo della prestazione fornita dal professionista”. Altro aspetto critico evidenziato dalla CAO nazionale è quello sulle sanzioni. “Da un lato apprezziamo che la norma coinvolga gli Ordini nel dare un parere di congruità sul pagamento, così come il fatto che sia il direttore sanitario il responsabile della verifica della corretta applicazione dell’equo compenso ai collaboratori, e nel caso non lo faccia potrà essere sanzionato dall’Ordine”, precisa Iandolo
.La criticità è invece sul sistema sanzionatorio che Iandolo definisce “blando nei confronti dei committenti inadempienti e severo nei riguardi dei professionisti tutt’altro che tutelati”.
“Qualora il professionista percepisca corrispettivi inferiori a tale soglia –spiega il presidente CAO- egli potrà attraverso un’azione giudiziale impugnare davanti al tribunale competente il contratto o la convenzione che regola i rapporti con il committente. Questo farà però scattare in automatico l’obbligo da parte dell’Ordine di comminare una sanzione disciplinare al professionista. Quindi il diritto di ricevere un compenso che rispetta i parametri indicati passa attraverso una autodenuncia che invece di sanzionare il committente inadempiente penalizza, attraverso un’inversione delle responsabilità, proprio il professionista sottopagato”.
“Auspichiamo –conclude Iandolo- che nella stesura dei vari decreti attuativi ed i provvedimenti che la norma prevede di realizzare per la sua piena applicazione, vengano chiariti alcuni passaggi permettendo di superare alcune delle criticità che sono già oggi emerse”.
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