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10 Marzo 2025

Emendamento su pubblicità sanitaria: le reazioni di AIO e ANDI

Soddisfazione per entrambe le Associazioni. AIO propone un tavolo con l’AGCOM per condividere conoscenze per un’attuazione equilibrata e favorevole sia ai cittadini sia agli studi


AIo ANDI

E’ ancora in fase di discussione ma la notizia che la Commissione Affari Sociali ha dato il parere favorevole ad un emendamento che da piena attuazione a quanto previsto dalla norma Boldi in tema di pubblicità formalizzando il compito affidato all’AGCOM di verifica e sanzione contro le pubblicità sanitarie scorrette, è già stata accolta positivamente anche dalle Associazioni sindacali degli odontoiatri.

Venerdì abbiamo registrato il commento istituzionale della CAO nazionale, attraverso il suo presidente Andrea Senna (si veda il nostro approfondimento). Anche AIO ed ANDI hanno sottolineato, sui propri siti internet, l’importanza del provvedimento e l’auspicio perché si possa vederlo approvato a breve e senza modifiche.  

Si tratta di un provvedimento da tempo atteso e da noi fortemente sostenuto per completare il percorso di regolamentazione della pubblicità sanitaria avviato nel 2018 con l’approvazione dell’emendamento presentato dall’Onorevole Rossana Boldi ed approvato nella legge finanziaria 2019”, commenta sul sito dell’Associazione il presidente ANDI Carlo Ghirlanda. “Ringrazio i Senatori Romeo, Murelli, Minasi, Silvestro e Ternullo per la loro iniziativa parlamentare e per il successo conseguito con l’approvazione dell’emendamento”. 

Anche AIO esprime soddisfazione e ringrazia i parlamentari. Secondo il segretario sindacale AIO Danilo Savini, “si tratta di una norma che fa chiarezza e che non va accolta come ‘indebita’ restrizione ma anzi è assolutamente auspicabile ed è ampiamente attesa dai Soci. Ricordo che metà dei nostri dirigenti ogni anno ci rappresenta il danno provocato dai messaggi di una concorrenza spregiudicata, che non segue i nostri principi improntati a preservare i rapporti fiduciari con i singoli pazienti”. Segretario AIO che evidenza come “la novità non è tanto la previsione di una sanzione quanto il fatto che tale sanzione viene incamerata dall’organo vigilante. Quest’ultimo non più l’AGCM, l’Antitrust: ora è l’Agenzia delle Comunicazioni-AGCom che, incamerando le risorse economiche, avrà in mano i mezzi per agire in maniera proattiva e punire le situazioni illecite. Associazione Italiana Odontoiatri intende farsi promotrice di un tavolo con l’Autorità stessa per condividere le conoscenze reciproche al fine di ottenere un’attuazione equilibrata e favorevole sia ai cittadini-pazienti sia ad una corretta concorrenza”. 

Questo il testo dell’emendamento al decreto “Prestazioni sanitarie” approvato i Commissione e riportato dal sito ANDI

Art. 13-bis: 

1) L’inosservanza delle disposizioni per il contrasto della pubblicità sanitaria ingannevole, di cui al comma 525 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 e ss.mm.ii., comporta a carico del soggetto interessato o committente, sia questo una struttura sanitaria privata di cura o un soggetto iscritto agli Albi degli Ordini delle Professioni Sanitarie, nonché a carico del proprietario del mezzo o del sito internet di diffusione o di destinazione, con l’esclusione di campagne di prevenzione informative con qualsiasi mezzo diffuse, l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689 di importo pari al 10 per cento del valore della campagna promozionale e, in ogni caso, non inferiore, per ogni violazione, a euro 10.000.

2) L’Autorità competente alla contestazione e all’irrogazione delle sanzioni di cui al presente articolo è l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che vi provvede ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689, e del comma 536 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, indipendentemente dal mezzo con cui la pubblicità di cui al comma 1 è effettuata. 

3) I proventi delle sanzioni amministrative per le violazioni di cui al comma 1, compresi quelli derivanti da pagamento in misura ridotta ai sensi dell’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689, sono versati ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio statale e riassegnati all’AGCOM per sostenere le spese di ampliamento delle competenze previste nel comma 536 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145.»   



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