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02 Ottobre 2014

La rivoluzione digitale della professione dal punto di vista del prof. Carlo (Tamà) Guastamcchia


Ricevo, gradito, l'invito a commentare l'articolo di Norberto Maccagno, dal titolo "Nuove tecnologie nel dentale: una rivoluzione inevitabile (e necessaria) e non solo dal punto di vista dell'informazione".

Premessa: va chiarito che la pratica odontoiatrica, nel moderno senso clinico "olistico", non è rappresentata, con privilegio gerarchico, dalla sola manualità (chir-urgia, secondo l'etimo) ma dalla comunicazione; pertanto, analizzando l'espressione "non solo dal punto di vista dell'informazione", ne consegue che il distinguo apparentemente limitante (... non solo...) sia, data la premessa, un suggerimento prioritario e stimolante.

Spiegazione. Quanto, del digitale, riguarda le procedure clinico-manuali, ha poco a che vedere con quella che è la vera "rivoluzione" della pratica professionale, quella comunicazionale. Questa, infatti, è solo secondariamente connessa con la rilevazione delle impronte, la realizzazione di una protesi, di un'otturazione o di un impianto, perché quanto citato riguarda materiali, strumenti e procedure operative che un tempo si gestivano con risorse "analogiche" e che oggi, invece, utilizzano risorse digitali: quanto a "comunicazione" con il paziente poco o nulla da aggiungere.

L'evoluta correttezza professionale integrale, invece, impone che il paziente oggi sia curato con una nuova visione clinica, quella olistica, che include la comunicazione, sempre tenendo costantemente presenti questi tre principi fondamentali, dall'acronimo PERCALLE:
• PERsonalizzazione,
• Contestualizzazione,
• ALLEanza terapeutica.
  
Ed è con questi tre condizionamenti ispiratori che entriamo in pieno nelle nuove tecnologie (NT).

Semplificando: tre sono i momenti in cui le NT influenzano maggiormente il dentista, con luci-ombre diffuse:
1. quando il dentista si informa e si aggiorna (1A e 1B)
2. quando il paziente si informa e si aggiorna
3. quando il dentista comunica, "digitalmente", con il paziente.

  1A. Oggi il dentista è in una situazione letteralmente insopportabile. Il bombardamento-Web, cui è quotidianamente sottoposto, dall'inesauribile quantità di informazioni, rende obbligatoria la capacità di selezionare ed escludere. Il particolare più sconcertante è che tutta l'informazione, anche la più corretta, è costantemente presentata entro un layout, dello schermo o del display, che impone, in modo inaccettabile (quasi televisivo !) la pubblicità. Il massimo di questo disagio si è concretato recentemente con pubblicità "pulsanti", che rendono faticosa e disturbata la lettura del testo.
  1B. ECM e FAD. L'obbligo all'ECM impone la frequentazione di corsi d'aggiornamento. Il dentista, ovviamente, cerca di assoggettarsi a questo dovere con la minor spesa possibile, di denaro e di tempo. E qui è obbligatorio il distinguo: mentre il massimo della "resa" di un corso è sempre il rapporto personale diretto ("eye-contact") con l'insegnante, il massimo del "risparmio tempo-denaro" è il FAD o l'Webinar (seminario via Web) fatto a (debita) distanza. Non ci si illuda, pertanto, che le NT siano, in questo campo, un indiscutibile elemento di scelta tecnico-educazionale: sono, piuttosto, un obbligato elemento di scelta tornacontista.

   2. Il paziente che si informa ed "impara" on line è il nostro tormento. La sua, ovvia, mancanza di profondo background medico, lo espone ad un carico pessimo e frastornante di informazioni (tipo Wikipedia) già di per sé imprecise, come recentemente anche Cochrane ha ufficializzato. Tocca poi al dentista, con defatigante investimento in tempo e pazienza, ricondurre nella giusta proporzione quanto il Web diffonde in modo disorganizzato e pericoloso.

   3. Infine, e concludendo in modo positivo, fa piacere rilevare come la videocamera, e, in misura minore, il sito, siano, invece, gli elementi di maggiore opportunità offerte dalle NT, specie quando se ne sappiano impostare e gestire integralmente le potenzialità di personalizzazione dovute alle loro caratteristiche di interattività.

A cura di: prof. Carlo Guastamacchia

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