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12 Gennaio 2015

Trattamenti estetici dal dentista: pazienti diffidenti, odontoiatri prudenti ma la richiesta c'è. I dati di una ricerca AIOP. Biscaro necessarie competenze specifiche


I trattamenti estetici praticati nello studio odontoiatrico da tempo fanno discutere e non solo dal punto di vista normativo.
AIOP, in collaborazione con Euromedia Research, ha dato vita ad uno studio, intervistando 400 dentisti (324 associati AIOP) attraverso un questionario inviato via web e 800 pazienti intervistati telefonicamente, ricerca presentata durante lo scorso XXXIII Congresso Internazionale.
L'obiettivo dell'indagine, spiegano da AIOP, è stato quello di scattare una fotografia dell'attuale scenario domanda-offerta in merito agli interventi di medicina estetica effettuati presso studi odontoiatrici.

"Oggi i pazienti hanno una visione allargata dell'estetica che comprende anche i tessuti periorali", dice ad Odontoaitria33 Leonello Biscaro presidente AIOP (nella foto). "Attraverso la ricerca abbiamo voluto fotografare un fenomeno richiesto dai pazienti necessario per completare la riabilitazione odontoiatrica estetica".
Secondo i dati Istat 2013 sarebbero oltre 3 milioni le persone interessate ad un trattamento di medicina estetica al volto.

Ma si farebbero "ritoccare" dal proprio dentista?

Segnalando che il 58% del campione non è a conoscenza della competenza dell'odontoiatra in medicina estetica, il 62,7% non condivide che i dentisti offrano ai propri pazienti questi trattamenti. Favorevoli, invece, i segmenti più giovani del target (quasi il 60,0% degli intervistati tra i 30 e i 44 anni), con una leggera prevalenza tra le donne (38,8% delle donne contro il 35,5% degli uomini) mentre diffidenti sono le perone in età più avanzata associata a un basso status socio economico e ad una condizione di inattività lavorativa.
Uno scetticismo che si ripercuote anche nella propensione a farsi effettuare un "ritocchino" (laser, biostimolazioni, botulino etc,). Secondo i dati presentati l'89% del campione non è interessato a trattamenti di medicina estetica proposti dal proprio dentista.
Non interesse confermato anche dal numero di pazienti che ha deciso di sottoporsi ad un trattamento nello studio odontoiatrico, solo 4,5% del campione lo ha fatto. Ma se si rapporta questa percentuale alla popolazione italiana sovrapponibile per target, è di circa un milione il numero di pazienti che hanno effettuato questi trattamenti nello studio odontoiatrico.
Secondo le esperienze riferite dai dentisti che le effettuano, il paziente che si avvicina alla medicina estetica è tipicamente una donna di età compresa tra i 45 ed i 54 anni. Tuttavia, quasi un dentista su tre sostiene che l'età media del paziente che si sottopone a trattamenti di medicina estetica sia compresa tra i 35 ed i 44 anni.

Ed i dentisti come si comportano?

Il 65,5% dei dentisti non iscritti ad AIOP dichiara di non condividere la possibilità per il dentista di effettuare trattamenti di medicina estatica nel terzo inferiore del volto. Diversa la posizione degli iscritti AIOP visto che il 57,7% di loro si dice favorevole.
"Gli iscritti AIOP professionisti i cui pazienti hanno aspettative estetiche elevate ed una volta terminata la riabilitazione protesica chiedono di perfezionare anche gli estetismi nella zona priorale, semplificando da sotto il naso", spiega il presidente Biscaro.
Nel complesso, i pareri più favorevoli ai legami tra le due discipline provengono dal target femminile, appartenente alle fasce più giovani (26-40 anni).
Sulla maggiore apertura verso la relazione tra odontoiatria ed estetica sembrerebbe influire anche una formazione specifica e un approccio alla professione più orientato alla multidisciplinarietà.

Queste le impressioni, ma nella pratica quanti sono gli studi che offrono questo tipo di prestazioni?

Dai dati presentati da AIOP, effettuano questo tipo di trattamento l'11,1% dei dentisti non associati ed il 21% di quelli associati.

L'offerta, spiegano dall'Accademia, di trattamenti di medicina estetica si rivela più diffusa nelle cliniche private polispecialistiche, che sono anche quelle più aperte allo sviluppo di nuovi legami tra le due discipline. Al contrario, gli studi privati monoprofessionali si rivelano quelli meno propensi ad offrire ai propri pazienti interventi di medicina estetica nel terzo inferiore del volto.
La giovane età del dentista risulta in generale la variabile determinante, unitamente alle dimensioni e all'impostazione/struttura dello studio: l'offerta di trattamenti estetici è maggiore nelle cliniche polispecialistiche e negli studi con oltre 3.000 pazienti.

Generalmente negli studi dei dentisti AIOP i trattamenti sono "suggeriti" dallo studio nel 41,2% dei casi mentre li richiede espressamente il paziente nel 57,4% e impegnano lo studio almeno una volta al mese. Prevalentemente vengono effettuati trattamenti filler (82,4%), biostimolazioni (36,8%), botulino (22,1%), peeling (19,1%), laser (1,5%).
Ad effettuare l'intervento, negli studi AIOP, è sempre un collaboratore specialista (39,7%), il titolare dello studio (33,8%), in alcuni casi uno specialista (17,6%), assistenti o altro personale dello studio (7,4%).

"Vi è indubbiamente un problema di competenze, appurato che l'odontoiatra è legittimato ad effettuare questi tipi di prestazioni", dice il presidente Biscaro.
"Competenze ma anche sinergia tra professionisti", continua. "Sicuramente l'odontoiatria non ha un percorso formativo che comprende i trattamenti estetici ma anche i medici che effettuano questo tipo di prestazioni non sempre hanno una preparazione specifica sulle questioni odontoiatriche". Indispensabile, quindi, una sinergia tra le due figure professionali e su questo un ruolo determinante, dice Biscaro, "potranno darlo le società scientifiche mettendo in campo una formazione specifica ed adeguata".
"La competenza, come per le altre prestazioni odontoiatriche -conclude il presidente AIOP-, deve essere alla base di ogni tipo di prestazione".

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