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10 Luglio 2014

Il futuro della professione odontoiatrica al tempo della crisi. Il parere di Roberto Callioni Vicepresidente Confprofessioni


Se i pazienti non vanno dal dentista perché non possono permetterselo l'unica soluzione sembra essere puntare sul low-cost trascurando la qualità?

Abbiamo posto questa domanda a Roberto Callioni, Vicepresidente Confprofessioni - Coordinatore Servizio Studi ANDI.
 
Il fatto di avere uno studio all'avanguardia, sia strutturalmente che in termini gestionali e comunicativi, è un aspetto imprescindibile per poter (sperare e/o pensare di) giocarsi la partita della sopravvivenza professionale, della competitività.

Oggi più che mai, è indispensabile offrire ai pazienti dello studio, vecchi e nuovi che siano, le più moderne tecnologie tanto in termini di accertamenti diagnostici che di cura e sterilizzazione.
Importante poi l'aspetto comunicativo ma anche l'impatto percettivo (quasi di design) dello studio, la formazione del personale, il nostro aggiornamento oltre che la disponibilità all'ascolto a saper interpretare le richieste del
paziente.
Tutti questi fattori consentono di sperare di attrarre qualche nuovo paziente e di mantenere quelli di sempre.
Giocare questa partita, con queste regole, comporta scelte molto onerose a fronte di un rischio.

Chi se lo può permettere?

Certamente i dentisti senior che hanno un "portafoglio" pazienti adeguato e parecchi risparmi da parte. Poi anche le grandi reti/network odontoiatrici, anche perche' utilizzano strumenti pubblicitari aggressivi e molto spesso finanziatori esterni.
Insomma, parafrasando e distorcendo il titolo di  un celebre romanzo, posso affermare che "l'odontoiatria non è una professione per giovani", almeno in un'ottica di un proprio studio.

La domanda che mi pongo ora è: quanto illustrato è una garanzia di successo stante la crisi socio economica del paese?

La risposta è no, perchè se è vero che quanto precedentemente scritto è indispensabile per rimanere competitivi, è altrettanto vero che la gestione degli studi moderni deve, oggi più che mai, passare da una gestione finanziaria ed amministrativa che contenga i centri di costo. Per poter offrire onorari il più possibile accessibili ai pazienti, mantenendo una disponibilità ad offrire uno spettro di cure e riabiliazioni molteplici e flessibili.

Non dobbiamo dimenticare, inoltre, per avere una visione complessiva della professione,  di considerare come è mutata la volontà di spesa del cittadino, il valore dato agli investimenti dei propri risparmi, spesso in beni futili.
In questo quadro il paradigma di qualità delle cure odontoiatriche, rischia di essere travolto dalle derive semplificative della società d'oggi, un paziente non necessariamente alla ricerca, come un tempo, di una riabilitazione protesica "per sempre", ma incline a scegliere possibilità di cura, soprattutto per quanto riguarda scelte riabilitative, con materiali meno costosi che consentano, estremizzando, di "vivere alla giornata"."Poi un domani si vedra", pensano.

Alla stessa domanda hanno risposto:

Tiziano Caprara: epserto di gestione studio odontoiatrico. Vai al commento

Roberto Rosso: Presidente Key-Stone. Vai al commento

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