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25 Gennaio 2017

Albo degli odontoiatri, cresce il numero di iscritti ma con moderazione. Oltre il 40% dei nuovi iscritti è donna


Sembrano essere definitivamente finiti i tempi delle crescite a doppie cifre per gli iscritti all'Albo degli odontoiatri, infatti anche per il 2016 l'incremento è sotto all'1%: per l'esattezza dello 0,86%.

Stando ai dati che il CED FNOMCeO ha fornito ad Odontoiatria33, al 13 gennaio 2017 gli iscritti all'Albo degli odontoiatri sono 61.140 contro i 60.597 alla stessa data (per l'esattezza erano stati rilevati l'11 gennaio 2016) del 2015. In toale considerando gli iscritti all'Albo dei medici e quelli all'Albo degli odontoiatri sono 427.003.

1.018 i nuovi iscritti all'Albo degli odontoiatri nel 2016 di cui 413 sono donne mentre i professionisti che si sono cancellati sono stati 472 portando ad un saldo attivo di nuovi iscritti di 546 unità.

Continua, inesorabile, la riduzione del numero dei laureati in medicina che mantengono l'iscrizione sia all'Albo dei medici che a quello degli odontoiatri: nel 2016 erano 29.027, 27 i doppi iscritti con meni di 34 anni, certamente laureati in medicina che hanno poi conseguito anche la laurea in odontoiatria.

Per quanto riguarda i soli iscritti all'Albo degli odontoiatri (32.113 il numero totale) le donne rappresentato poco meno della metà: 11.112 le iscritte.

Sul fronte anagrafico i dati confermano di come la professione sia ancora "anziana" visto che il 50% degli iscritti ha più di 55 anni. La fascia di età più numerosa è quella tra i 60 ed i 64 anni con 12.183 iscritti seguono i dentisti con un età compresa tra i 55 e 59 anni (11.036). Altra conferma il dato degli iscritti con una età compresa tra i 65 ed i 69 anni (4.967), di fatto molto simile ai colleghi tra i 40 ed i 44 anni (4.186).
E stando a questi dati non è azzardato sostenere che uno dei temi cogenti della professione dei prossimi anni non sarà tanto la pletora ma il passaggio generazionale. Molti di questi studi saranno costretti alla chiusura in quanto non troveranno colleghi disposti a rilevarli, non tanto per la mancanza di pazienti ma perché non ci saranno abbastanza neo laureati disposti a subentrarci.

Norberto Maccagno

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