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18 Ottobre 2018

Sempre più donne in Odontoiatria, tra ostacoli da superare e qualche marcia in più

Elvio Pasca

Correva l’anno 1740 e a Parigi si respirava illuminismo quando la ventisettenne Marie Françoise Calais, dopo un’ostinata battaglia legale, si vide riconosciuto il diritto di esercitare la libera professione di dentiste. Oggi, guardando le sue colleghe italiane, potrebbe essere fiera di aver aperto una strada sempre più larga e affollata, ma non certo in discesa. 

I dati elaborati all’inizio di settembre dalla FNOMCeO fotografano la situazione attuale e l’evoluzione dell’accesso delle donne alla professione.  Su 62 mila odontoiatri, 16 mila sono donne, il 26% del totale. L’altra metà del cielo, in odontoiatria, sembrerebbe insomma ridimensionata a un quarto di cielo, nuvole comprese. Quella percentuale sale, però, al 35% se si considerano gli iscritti solo all’Albo odontoiatri, mentre crolla al 16% per quanto riguarda le doppie iscrizioni, un primo indizio di come in realtà la situazione stia cambiando con l’iniezione di nuove leve. L’analisi per fasce di età conferma questa trasformazione. Tra gli odontoiatri con 50 anni e più, le donne rappresentano il 18% del totale, mentre tra gli under 50 sono già al 41%. Scendendo ulteriormente nel dettaglio, lo iato generazionale è ancora più evidente: al record positivo del 45% che si registra nella classe 45-49 anni, fa da contraltare il 7% tra gli ultrasettantenni.  

La situazione è comunque ancora lontana da quella dell’Albo dei medici, dove le donne già rappresentano il 44% del totale, mentre salgono al 60% tra gli under 50 con picchi del 64% nella fascia dai 35 ai 39 anni. Lì c’è il sorpasso, tanto che ormai c’è chi parla di “femminilizzazione della professione”.

Perché in odontoiatria non si corre agli stessi ritmi? 

“Credo che tra le ragioni principali ci sia il fatto che nove volte su dieci le nostre prestazioni vengono erogate in ambito libero professionale”, dice a Odontoiatria33 Eleonora Cardamone (nella foto), vicepresidente dell’AIO.

“Essere titolari di uno studio comporta ritmi e impegni che non è sempre facile conciliare con la vita privata, in particolare con la cura di una famiglia. Per chi lavora in uno studio associato la strada è meno in salita, visto che ha più possibilità di organizzare la sua presenza, ma bisogna comunque considerare cosa comportano lunghe assenze in termini di fidelizzazione dei pazienti”.  

Verrebbe da pensare che per una professionista che collabora con una catena odontoiatrica, senza preoccupazioni da titolare, potrebbe essere più facile conciliare gli impegni familiari.

La vicepresidente dell’AIO mette, però, in guardia da quello che definisce “un grande fraintendimento”: “Nel low cost, stando anche alle testimonianze che raccogliamo dai colleghi, le condizioni di lavoro sono spesso ancora più dure, con tante collaborazioni che si rivelano rapporti di dipendenza mascherati e impegnano fino a dodici ore al giorno, senza gratificazioni. Per una giovane donna che vuole farsi una famiglia, la situazione diventa ancora più complicata”.  

Cardamone vede passi in avanti nell’assistenza, a cominciare dall’apertura dell’ENPAM alle studentesse degli ultimi due anni dei corsi di Odontoiatria, che possono versare i contributi e quindi anche godere dell’indennità di maternità. Non sarà quello, però, a rendere davvero più facile la conciliazione tra vita e lavoro, per le dentiste come per tutte le altre: “Il discorso va allargato a tutto il sistema Paese, ci vorrebbe un welfare che sostiene davvero le donne lavoratrici. Fino ad allora, le mamme dentiste che vogliono andare incontro alle esigenze dei pazienti, lavorando soprattutto il pomeriggio e la sera, rischieranno di doversi portare i bambini nello studio”.  


Guardano evidentemente con speranza al futuro le aspiranti odontoiatre, che pure sono sempre di più. Come si scopre dall’Anagrafe Nazionale Studenti, il mega database gestito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nei nostri atenei il sorpasso è a portata di mano: nell’anno accademico 2017/2018 le iscritte ai corsi a ciclo unico in Odontoiatria e protesi dentaria erano 2831, il 48% degli studenti. Un decennio prima, la quota rosa delle specialistiche in Odontoiatria e protesi dentaria (DM 509/99) si fermava al 40%.  

Dal 1 novembre, la facoltà di Medicina e Odontoiatria dell'Università la Sapienza di Roma sarà guidata per la prima volta nella sua storia da una donna, la professoressa Antonella Polimeni, medico con specializzazione in Odontostomatologia e Ortognatodonzia. “Il trend di crescita delle studentesse di Odontoiatria c’è anche da noi, pur se non paragonabile a quello che vediamo per Medicina, che continua a essere più attrattiva”, conferma la neo preside. “Credo sia interessante notare anche come le donne si orientino non più solo a specializzazioni ‘tradizionalmente’ femminili, come ortodonzia o odontoiatria pediatrica, ma anche a quelle dell’area chirurgica”.  Polimeni suggerisce che sarebbe interessante studiare una serie storica di dati con gli esiti dei test d’ingresso.

“Non mi stupirei se scoprissimo che, come in altri aspetti degli studi, anche nell’accesso a Odontoiatria le ragazze hanno performance migliori rispetto ai ragazzi. Vedo tante studentesse che hanno grande preparazione e grande motivazione”.

E chissà se, una volta diventate professioniste, non avranno anche qualche altra marcia in più rispetto ai colleghi uomini: “Pur rifuggendo ogni generalizzazione, mi pare che le donne siano più portate alla comunicazione e all’empatia, doti sempre fondamentali per le professioni di area medica”.  

Alla Sapienza, le lezioni del nuovo anno accademico iniziano proprio in questi giorni.

La professoressa Polimeni manda un messaggio alle matricole: “L’impegno e la determinazione che caratterizzano il genere femminile siano un viatico importante per intraprendere questo percorso, che è lungo ma di grande soddisfazione. A patto che arrivino alla laurea con tre 'bagagli': sapere, saper fare e saper essere. L’ultimo, lo dimenticano in troppi”.

Come direbbe mademoiselle Calais, en marche!


I dati

 
 


ISCRITTI PER FASCIA D'ETA' ALBO E SESSO
FASCIA ETA'MEDICI MASCHIMEDICI FEMMINEODONTOIATRI MASCHIODONTOIATRI FEMMINEDOPPI ISCRITTI MASCHIDOPPI ISCRITTI FEMMINETOTALE FASCIA D'ETA'
MINORE UGUALE di 24127140024
TRA i 25 e i 299.70512.7821.8051.4161025.709
TRA i 30 e i 3412.62119.2132.5811.935231036.383
TRA i 35 e i 3910.61219.2132.5032.07230734.437
TRA i 40 e i 4411.34218.5043.0462.089391835.038
TRA i 45 e i 4911.12414.4073.0081.5591185130.267
TRA i 50 e i 5415.86215.5833.5801.5151.08038138.001
TRA i 55 e i 5926.02020.0302.6417894.3731.21655.069
TRA i 60 e i 6441.04623.9501.4263289.2731.92477.947
TRA i 65 e i 6938.10413.5408471375.79764359.068
TRA i 70 e i 7417.4243.494315391.58711022.969
MAGGIORE UGUALE di 7518.1322.836293289466622.301
TOTALE 211.993163.55422.05211.92123.2674.426437.213
ALBO MEDICI 375.547
ODONTOIATRI61.666
DOPPI ISCRITTI27.693
Elaborazione a cura del CED-FNOMCeO 5 settembre 2018


 
 

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