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19 Novembre 2015

ANDI alla Commissione Industria del Senato sulla concorrenza. Servono misure urgenti contro abusivi e catene low-cost ed aumentare la defiscalizzazione delle spese sostenute per le cure


Audizione, ieri 18 Novembre, per ANDI presso la Commissione Industria del Senato in merito al Disegno di Legge sulla concorrenza. Secondo quanto diffuso in una nota dall'Associazione, ad illustrare le richieste di modifiche al testo originario è stato il Vicepresidente Vicario Mauro Rocchetti (nella foto). Due quelle avanzate.

La prima riguarda l'abusivismo odontoiatrico. Siccome il Ddl Marinello che inasprisce le pene per il reato di abuso di una professione regolamentata è da tempo bloccato in Commissione Giustizia della Camera, ANDI propone che gli stessi articoli vengano inseriti nel DDL concorrenza, "che sicuramente godrà di una corsia preferenziale di approvazione".

"Gli esercenti abusivi -ha ricordato Rocchetti- oltre a creare gravi danni alla salute degli italiani, attuano una sleale politica sui prezzi in quanto, agendo nell'illegalità, sono quasi sempre evasori fiscali totali, causando danni economici allo Stato".

"Aumento delle sanzioni amministrative a carico dell'abusivo e quindi di chi agisce nell'illegalità; sequestro immediato delle attrezzature utilizzate che possono essere illegali, obsolete, e pericolose per la salute del cittadino e l'inasprimento del codice penale in materia lesioni personali colpose, art.590", le richieste di ANDI.

La seconda richiesta riguarda le catene odontoiatriche low cost. ANDI ritiene che "l'entrata delle società di capitali in tale settore ha trasformato la sanità in un business, gestito da investitori privati che quasi sempre non hanno nulla in comune con le regole etiche e deontologiche dell'odontoiatria e della medicina". Ricordando come questo mercato abbia attirato l'attenzione della criminalità organizzata.

ANDI ha evidenziato alla Commissione come "le società di capitali che operano aprendo franchising odontoiatrici a basso costo lavorano spesso attraverso una politica sleale dei prezzi, inglobando nei loro staff anche persone inadeguate a svolgere operazioni di competenza medico odontoiatrica (sappiamo che spesso i piani di cura e i preventivi sono addirittura redatti dai responsabili commerciali non medici) creando, in tanti casi, non solo cure inutili ma anche danni alla salute dei pazienti".

Per tutelare al meglio la salute del cittadino e la concorrenza ANDI chiede che "i soci di società operanti nel settore odontoiatrico, per almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto, devono essere iscritti all'Albo degli odontoiatri e quindi sottoposti al controllo dell'Ordine professionale; la sicurezza del paziente deve essere garantita dal ruolo del direttore sanitario delle strutture, che dovrà necessariamente essere un odontoiatra iscritto all'Albo e quindi esperto in materia. Questa disposizione potrebbe colmare un vuoto normativo che consente anche a soggetti non odontoiatrici di svolgere la funzione di direttore sanitario in una società che si occupa di cure dentali.

Ultima richiesta quella di aumentare "la detraibilità delle parcelle odontoiatriche per abbassare il costo delle prestazioni", richiesta che, però, già più volte la politica ha rimandato al mittente.

A questo link il testo presentato da ANDI in Commissione.

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