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20 Settembre 2011

I depositi in Europa

di Norberto Maccagno


Sulla crisi italiana del settore dentale mol-to si è scritto e detto. Ma il fenomeno è presente anche nel resto d’Europa? Rispondono in parte a questa domanda i dati della ricerca annuale pubblicata dall’Adde, l’associazione dei depositi dentali europei, che rappresenta circa 1100 strutture, e dalla Fide (Federation of the European Dental Industry).
In linea generale, l’intera Europa nel 2010 ha segnato un incremento minimo del volume d’affari delle vendite, pari all’1,5% rispetto all’anno precedente. Il mercato dentale vale nella sua totalità circa 6724 milioni di euro (dal dato manca l’apporto di Bulgaria e Ungheria).
Per quanto riguarda le attrezzature, a fare la differenza sono Germania (445 milioni di euro), Italia (347 milioni di euro) e Francia (228 milioni di euro), che distaccano di molto gli altri Paesi: ammonta a 52 milioni di euro, per esempio, il volume di affari del Regno Unito, 42,5 per la Danimarca e 36,5 l’Austria. Stesso discorso per i materiali di consumo, dove la Germania (con 1166,5 milioni di euro) doppia Francia (540) e Italia (514).

I prodotti
Dalla ricerca emergono anche i valori dei fatturati del mercato principe, quello dei prodotti di consumo, dei vari Paesi. Tra i principali spicca la Germania (1142 milioni di euro), la Francia (540), l’Italia (423) e l’Inghilterra (279). Quanto al mercato di alcuni prodotti, si segnala quello degli impianti, che vale complessivamente 827 milioni di euro: in Germania ha un peso di 356 milioni di euro, 245 in Italia e 62 in Spagna. Mentre il settore dei denti artificiali registra un fatturato di 157,9 milioni di euro: in Germania 56,2, in Francia 32, in Italia 23, in Inghilterra 15,3, in Olanda 12.

Sotto la lente
Analizzando i dati in termini percentuali, il fatturato complessivo risulta così composto: prodotti di consumo (53%); attrezzature (24%); impianti (14%); servizi tecnici (6%); denti artificiali (3%).
E per la sola Italia: materiali di consumo (44%); attrezzature (30%); servizi tecnici (2,4%); denti artificiali (2%).
Tra i temi oggetto di analisi anche alcune “abitudini” dei dentisti europei. Sono i francesi i dentisti che utilizzano di più il computer per la clinica (lo utilizza il 90%), seguiti da inglesi (82%) e olandesi (72%). L’Italia è al quarto posto, ma dopo uno stacco non indifferente: nel nostro Paese l’uso del computer in studio per ragioni cliniche interessa solo il 55% dei professionisti.
Per quanto riguarda le vendite on-line è la Svizzera a segnare il primato, con l’80% delle vendite tramite l’e-commerce, seguita da Olanda (48%), Inghilterra (46%) e Danimarca (40%). In Italia solo l’8% delle vendite vengono effettuate con internet o l’e-mail.

Il settore in cifre
Per comprendere l’analisi dell’Adde e della Fide, è necessario collocare i dati nel contesto europeo. Ecco allora alcune cifre del settore: i dentisti sono, in Europa, 263.756, i laboratori odontotecnici 155.994, mentre gli igienisti dentali 21.360. Rispetto al 2009, per i professionisti vi è stato un incremento di 6580 unità. Da notare che l’Italia, con la Danimarca e la Svizzera, sono le uniche nazioni europee che segnano un calo di nuovi laureati rispetto all’anno precedente.

GdO 2011;10

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