Via libera dal ministero della Salute all’ipotesi di proposta per l’istituzione e la definizione del profilo professionale dell’assistente di studio (Aso) - uscita dal tavolo con i sindacati degli odontoiatri, la Cao, il Collegio dei docenti, le associazioni professionali degli igienisti e le sigle Cgil, Cisl e Uil del comparto sanità e degli studi - che ora è stata trasmessa al Coordinamento interregionale sanità, per conoscere la posizione delle Regioni. Passaggio essenziale, quest’ultimo, perché il Ministero possa avviare l’iter per la formalizzazione di una proposta di accordo Stato-Regioni e arrivare alla ultimazione del processo legislativo.
La proposta rappresenta un passo avanti fondamentale per gli assistenti di studio odontoiatrico: allo stato attuale, infatti, il riferimento alla qualifica di Aso, con l’indicazione di un mansionario, è presente nei contratti nazionali del personale degli studi (la prima intesa è quella con i sindacati del 2001), ma non è mai stata regolamentata a livello nazionale, in particolare per quanto riguarda la definizione della professionalità e l’obbliga-torietà di un processo formativo - lasciato all’iniziativa regionale.
Con il documento inviato alle Regioni, invece, viene per la prima volta vincolata la definizione stessa di Aso al conseguimento di un percorso formativo che segua requisiti predeterminati a livello nazionale.
“Siamo molto soddisfatti del risultato” è il commento di Anna Girardi, presidente Associazione italiana assistenti di studio odontoiatrico, che ha partecipato al tavolo e ha fatto pressioni per arrivare all’approvazione del documento, “è un passaggio che stiamo chiedendo da tempo e a cui stiamo lavorando, insieme agli altri stake-holder del dentale, da un anno e mezzo. Ma devo dire che senza la determinazione del Ministero non si sarebbe potuti arrivare a questo punto”.
La proposta, continua la Girardi, “dimostra che è stata finalmente capita l’importanza per la salute dei cittadini di questa categoria, che riceve dall’odontoiatra grandi deleghe. Noi maneggiamo strumentari, abbiamo la responsabilità della disinfettazione e sterilizzazione, tutte operazioni delicate che possono davvero arrecare danno. Per di più l’Aso riveste un ruolo determinante anche nel rapporto con il paziente, soprattutto in un momento, come questo, di crisi. Pensare che la formazione possa non essere un momento obbbligatorio significa lasciare queste attività al buon senso del datore di lavoro. Con questo protocollo, invece, più nessuno potrà pensare che quella dell’assistente non sia una professione: l’Aso viene finalmente inserita in una logica di perfezionamento continuo, permettendo per altro una riflessione che va a incidere anche sulle scelte comportamentali ed etiche.”
I percorsi formativi
Tra le competenze che le Aso saranno chiamate a sviluppare, secondo il documento, ci sono contabilità, informatica, segreteria; psicologia e comunicazione; decontaminazione, disinfezione e sterilizzazione; ergonomia; materiali e loro preparazione.
Così, per esempio, l’Aso dovrà seguire un’iter formativo che fornisca cenni di anatomia e fisiologia (generale e dell’apparato stomatognatico), elementi di citologia e istologia (generale e del dente), una base di endodonzia, protesi, pedodonzia, ortodonzia, implantologia, chirurgia orale, conservativa. Ma anche un’infarinatura sulla radiologia e le normative di radioprotezione, elementi di rianimazione e Bls o anche qualche cenno sulle norme e le disposizioni a tutela della sicurezza dell’ambiente di lavoro, sui principi di “Total Quality Management”, sul diritto del lavoro - con particolare riferimento al rapporto dipendente -, sulla normativa fiscale e sulle assicurazioni sanitarie.
Ma tra i requisiti affermati dal documento, se dovesse essere approvato, c’è anche un principio fondamentale nell’ambito delle professioni sanitarie: quello della necessità di una formazione continua e permanente.
Passaggio alle norme di regime
Grande attenzione è stata poi attribuita alla salvaguardia dell’esistente, per venire incontro anche a chi già da tempo lavora come assistente in un studio: “Dato che il personale di servizio è stato assunto con una qualifica contrattuale specifica o, comunque, deve avere completato un periodo di apprendistato” si legge nella proposta “ne consegue che gli assistenti di studio odontoiatrico e coloro che abbiano positivamente superato il periodo di apprendistato non hanno alcun obbligo di conseguire il nuovo attestato di studio e di qualifica”.
L’eventuale attestato, continua il documento, verrà normato a livello regionale “prevedendo la valutazione di crediti formativi che tengano conto della pluriennale esperienza lavorativa documentabile nella qualifica presso gli studi odontoiatrici, dei corsi di aggiornamento già sostenuti, nonché delle modalità attuative della riqualificazione, che può espletarsi anche attraverso e-learning e tirocini presso lo studio. I diplomi per Aso, conseguiti a seguito di corsi di formazione autorizzati dall’assessorato regionale, prima dell’entrata a regime della nuova normativa, sono equipollenti all’attestato di Aso conseguente all’accordo Stato-Regioni”.
GDO 2011;11
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