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11 Dicembre 2018

Odontoiatri aprono alla politica “una finestra sulla professione”. Santaniello (CAO Roma), servono soluzioni condivise per tutelare la salute dei cittadini


Si è svolto giovedì 6 dicembre nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani, il Corso di aggiornamento ‘’Una finestra sulla professione odontoiatrica’’ organizzato dalla Cao Roma (OMCeO Roma)  e coordinato dalla  dott.ssa Sabrina Santaniello, Consigliere Omceo Roma e Segretario Cao Roma. 

Il Convegno si è aperto con i saluti delle autorità presenti, ovvero il dott. Antonio Maggi,  Presidente OMCeO Roma, il dott. Raffaele Iandolo Presidente Cao Nazionale, il dott. Carlo Ghirlanda Presidente Andi Nazionale  e il dott. Giovanni Migliano per delega del dott. Fausto Fiorile Presidente Aio.   Prima di iniziare i lavori con la relazione del dott. Brunello Pollifrone, Presidente della Cao Roma, sui temi presenti in programma, anche il saluto del prof. Giuseppe Marzo, Componente Cao Roma, che nel suo intervento ha ribadito l’importanza della formazione universitaria aggiungendo la necessità di riportare il paziente al centro della professione medica, come sta già facendo la Cao Nazionale insieme alle principali associazioni di categoria.

A seguire  la Tavola Rotonda  in cui sono state affrontate le tematiche più cogenti della professione quali: l’accesso alle cure per i meno abbienti, bioetica delle virtù e volontariato, abusivismo professionale e cure low cost, turismo sanitario, la pubblicità in Odontoiatria, le detrazioni fiscali, i cambiamenti della politica dei fondi integrativi in Odontoiatria e  il futuro della professione legato alle prospettive dei giovani. Sono state presentate quindi ''Le proposte degli odontoiatri per la tutela della salute della bocca'' alla luce delle richieste emerse dai risultati dell'omonimo questionario somministrato a coloro che esercitano la professione odontoiatrica. 

Circa l’abusivismo sanitario, dai dati presentati dal dott. Marco Datti Maggiore dei Carabinieri Nas,  è emerso che questo fenomeno  continua ad essere una piaga per la salute e il portafoglio del cittadino, spesso costretto a curarsi due volte per rimediare ai danni di una prestazione non professionale.  Nel biennio 2016-2017  a fronte di 1348 controlli sono stati sottoposti a sequestro 116 studi odontoiatrici, con 448 persone denunciate. Per continuare a combattere l’abusivismo quindi è fondamentale la denuncia, possibile anche anche in forma anonima. La buona notizia, secondo le Forze dell’Ordine è che, dall’entrata in vigore della modifica della Legge contro l’abusivismo presente nel decreto Lorenzin, c’è un maggior potere deterrente grazie all’aumento delle sanzioni con multe da 10mila a 50mila euro e l’inasprimento delle pene con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. In caso di condanna per esercizio abusivo, infatti c’è la confisca dei beni e l’interdizione dalla professione da 1 a 3 anni per chi favorisce gli abusivi. Il Professionista sanitario, inoltre non risponde più di concorso al reato, ma è responsabile con reclusione da 1 a 5 anni con sanzioni che vanno da 15mila a 75mila euro. La Legge del 2018 ha inasprito anche le regole sull’omicidio colposo con pene da 3 a 10 anni,  maggiorate anche in caso di lesioni gravi e gravissime.

Diverse le proposte riguardanti la lotta all’abusivismo, tra queste quella della dott.ssa Sabrina Santaniello, Consigliere OMCeO Roma, riguardante la possibilità di rinnovo del Protocollo d’intesa tra l’OMCeO Roma e la Regione Lazio al fine di una maggiore collaborazione per il contrasto all’abusivismo e al prestanomismo. Il protocollo ha il fine di incentivare la denuncia dell’abuso professionale, o presunto tale, in ambito sanitario da parte dei cittadini all’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri che ne garantisce l’anonimato. Tra gli altri temi presenti nel Protocollo d’intesa con la Regione Lazio, la proposta di affissione (fuori o dentro la struttura ) dell’autorizzazione regionale dello studio odontoiatrico con una targa provvista di un QRcode consultabile dal paziente attraverso il suo smartphone. Il Qrcode permetterebbe di sapere il nome del titolare e dei Medici Odontoiatri che lavorano dentro la struttura, come collaboratori o consulenti, e la loro iscrizione all’ordine di appartenenza. L’iniziativa si affiancherebbe a quella di reinvestire  le somme derivanti dalle cause vinte dall’ordine, costituendosi parte civile contro gli abusivi,  in campagne di sensibilizzazione aventi caratteristiche affini alle “pubblicità progresso’’, per informare la cittadinanza del pericolo che si corre nel mettere la propria salute nelle mani di un abusivo.    

‘’L’abusivismo infatti è soprattutto - sottolinea la Santaniello - un fenomeno socio-culturale legato alla mancanza di informazione sanitaria corretta sulle qualifiche, le mansioni e le abilitazioni della professione odontoiatrica, all’utilizzo improprio dei titoli e alla questione delle tariffe, in quanto un paziente non è sempre in grado di percepire la qualità della prestazione a fronte di prezzi diversi’’. La Cao Roma ha già da tempo predisposto sul sito un modulo di segnalazione anonima che può essere scaricato sia dal cittadino che dal medico. 

Altro tema su cui occorre tutelare il paziente, ma non solo, è quello della pubblicità sanitaria. La commissione Bilancio della Camera ha approvato l'emendamento firmato dai deputati della Lega della commissione Affari sociali che esclude "qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestionale" dagli spot di strutture sanitarie private e "degli iscritti agli albi dei relativi ordini delle professioni sanitarie", comprese le società di Odontoiatri. Possibile solamente indicare gli elementi "funzionali" a garanzia della sicurezza dei trattamenti sanitari.  ''Se l'emendamento va in porto rappresenterebbe uno scudo per l’Odontoiatria - ha sottolineato Nicola Illuzzi Consigliere OMCeO Roma e Responsabile scientifico del convegno - dopo anni di annunci aggressivi iniziati a partire dalla Legge Bersani, di cui hanno approfittato soprattutto le società di capitali. Non bisogna annullare la pubblicità, ma sventolare il prezzo non è sintomo di buona odontoiatria''.   

L’ avv. Massimo D’Abaldo, Rappresentante AGCM Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato su concorrenza sleale e pubblicità scorretta,  ha ricordato che la tutela del consumatore esercitata dall’autorità riguarda la necessità che l’informazione sia veritiera e corretta. In questi anni, infatti si sono moltiplicate una serie di catene di operatori che praticano forme di pubblicità molto aggressive basate su tariffe basse e gratuità della prestazione. Spesso il consumatore si rende conto che le offerte non corrispondono a realtà, ma l’autorità prevede che le condizioni limitative debbano essere evidenti. Sulla concorrenza le sanzioni sono parametrate sui fatturati delle aziende, quindi sono altissime. Sulla pubblicità attualmente il massimo che si può erogare è una sanzione pari a 5 milioni di euro, ma il deterrente più grande resta  il danno reputazionale per le aziende.

Il futuro dei giovani odontoiatri è un altro tema che si lega anche alle grandi catene del dentale. Le ragioni sono state evidenziate dal dott. Salvatore Ranieri, Coordinatore Commissione Giovani Odontoiatri CAO Roma,  che ha descritto la situazione che si trova a vivere un  giovane neolaureato, costretto ad affrontare molte difficoltà tra costi e burocrazia per l’apertura di uno studio, ma soprattutto si trova a competere con realtà che anni fa non esistevano, esattamente le catene del dentale. Molti colleghi, vista la difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro, sono costretti a lavorare proprio per le grandi catene low cost dovendo rispettare condizioni contrattuali al ribasso a fronte di una grande mole di lavoro. Una situazione poco dignitosa che spiega cosa si cela dietro le famose tariffe al ribasso, ovvero il ricatto subito dai giovani odontoiatri che devono sottostare allo sfruttamento e ad essere sottopagati.

 Su questo tema la dott.ssa Santaniello ha ricordato che la situazione dei giovani rappresenta la sintesi delle problematiche che compaiono all’inizio del  percorso professionale. I Professionisti hanno quindi il compito di guidare e  formare i giovani anche su materie diverse dalla Medicina, già dall’Università perché oggi gli Odontoiatri devono avere anche competenze in materie extra-cliniche. ‘’Per aiutare i giovani - ha concluso il dott. Ranieri - bisogna alleggerire la burocrazia, favorire l’accesso al credito e proseguire il lavoro sull’equo compenso’’.

A seguire il focus sui fondi integrativi con il dott. Giuliano Ferrara, Coordinatore Commissione Fondi sanitari ed equo compenso CAO Roma, che ha evidenziato le criticità del sistema a partire dal fatto che, nonostante siano stati spesso incentivati, i fondi non riescono a conquistare diverse quote del mercato, ma soprattutto pagano con ritardo i professionisti e scatenano malcontento nei pazienti che spesso rinunciano perché non vengono rimborsati o spaventati dalla burocrazia. I fondi, infatti, sono solo un contributo alla spesa, non un completo rimborso. Un meccanismo che crea un clima di sospetto e di disistima nei sanitari che sono oberati dalla burocrazia e deontologicamente irregolari per la consapevolezza di sottoporre i pazienti ad esami che servono solo a dimostrare al fondo l’assenza di truffa. I fondi integrativi, inoltre vengono meno ad una loro funzione precipua non coprendo la prevenzione con la scusa che non è dimostrabile e che spesso viene usata per gonfiare le parcelle. Tutti questi fattori generano la necessità di fare grandi numeri da parte dei professionisti per ammortizzare i costi.  Oggi i fondi si stanno espandendo senza regole con l’unica logica di abbassare i costi e aumentare i profitti. Bisogna però sottolineare che i pazienti sono persone e non lavoro e come tali vogliono essere trattati. Il compito dell’Ordine è quindi quello di vigilare sulle lobby.

Partendo dal presupposto della centralità del paziente e che il dentista sente il suo dovere professionale come un impegno rivolto al cittadino, alla persona, si è discusso di Bioetica delle virtù e volontariato. Il prof. Gonzalo Miranda, Athaeneum Pontificium Regina Apostolorum, ha ricordato  che  secondo  Edmund Daniel Pellegrino, bioeticista americano, in ambito professionale un buon medico è colui che realizza bene la finalità della medicina, che è quella di favorire il bene del paziente attraverso le cure e la prevenzione. Il medico odontoiatra realizza questa finalità attraverso: la fedeltà e la fiducia tra medico e paziente, la benevolenza, la cancellazione del proprio interesse, la compassione e cura, l’onestà intellettuale, la giustizia, la non discriminazione e la prudenza. Se il medico è virtuoso, il paziente ne ricava un grande bene. A tale proposito il dott. Luigi Gallo, Coordinatore Commissione Bioetica e Biodiritto CAO Roma, ha spiegato che per un neolaureato che non deve essere proiettato subito nel progetto di business plane, una buona scuola di virtù può essere il volontariato. Crescere, abituarsi, sin da subito ad esercitare la virtù in ambito volontaristico può essere un percorso che avvia il giovane odontoiatra su questo importante aspetto.

Sul tema dell’accesso alle cure da parte dei meno abbienti, è stato ricordato più volte che ci sono diverse fasce della popolazione come gli anziani, i disabili e i migranti che si trovano in difficoltà e che vengono assistiti spesso solo grazie al volontariato. Anche i cittadini si trovano spesso costretti a rinunciare alle cure per problemi economici e in questo caso, come ha ricordato l' On.le Michele Pelillo,  Avvocato tributarista già componente Commissione Finanze della Camera dei Deputati,  l’aspetto fiscale è l’unico strumento per dare risposta al problema di grande portata per un paese che ha nella sua Costituzione il diritto alla salute. 

Nel vasto campo della medicina specialistica in Italia l’Odontoiatria, infatti, detiene largamente un primato: quello della sostanziale assenza di un sistema sanitario di copertura pubblica. Su un totale di spesa annua di 9 miliardi nel settore odontoiatrico, solo il 19 % è a carico del SSN. Su oltre 22 milioni di cittadini che almeno una volta all’anno ricorrono a cure odontoiatriche, solo poco più 3 milioni è stato curato in strutture pubbliche. In questo singolare contesto il tema della rinuncia alle cure per ragioni economiche è quantomai attuale e certamente costituisce un punto debole del sistema paese. Dati Istat rivelano che più di 6 milioni di Italiani hanno rinunciato negli ultimi anni, ogni anno, alle cure odontoiatriche per motivi economici, un dato che va considerato insieme ad altri due fenomeni:  il turismo odontoiatrico e il successo delle catene low cost. Da qualche tempo il mondo dell’Odontoiatria si interroga sulle soluzioni e sulle proposte da proporre al legislatore, sempre mettendo al centro l’esigenza del cittadino che, secondo questi dati non riesce a diventare paziente

L’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Roma ha il merito di aver commissionato l’unico studio Eures di analisi e di proposta  su questo argomento il cui titolo è  ‘’Valutazione dell’impatto economico e occupazionale dell’incremento della detrazione fiscale per i pazienti delle prestazioni odontoiatriche’’ che ha offerto spunti per una riflessione allargata. Lo studio concentra la sua attenzione sulla percentuale della detrazione fiscale, oggi ferma al 19% per tutte le spese sanitarie. Secondo lo studio una maggiore detrazione fiscale ridurrebbe significativamente il numero delle persone che rinunciano alle cure per ragioni economiche, allargherebbe la domanda di cure odontoiatriche, favorendo l’espansione del settore e del suo indotto e creerebbe maggior contrasto di interesse favorendo la riduzione dell’evasione fiscale. L’eventuale processo di aumento della detrazione fiscale dovrebbe essere graduale anche in base al tipo di cura offerta con precedenza a ortodonzia e cure riabilitative. Gli effetti sociali di un incremento massimo del 50% offrirebbe un aumento di domanda di 3,8 milioni di unità all’anno, con un incremento di 9mila addetti della filiera odontoiatrica. La detrazione ha però due limiti perché non è facile quantificare la copertura fiscale di questa misura e quindi i numeri del minor gettito, ma non solo. La detrazione fiscale non si riferisce a tutti i 6 milioni di italiani che rinunciano alle cure perché interessa solo chi paga le tasse, per cui lo strumento della detrazione non è sufficiente. Un sistema che potenzierebbe l’efficacia della leva fiscale, sarebbe l'integrazione o la sostituzione con la proposta di  voucher dispensati dalle ASL, preventivati ogni anno e spendibili liberamente anche dai meno abbienti con limiti di ricezione per ogni dentista.  La leva fiscale è sicuramente lo strumento adatto per combattere la rinuncia alle cure, si può propendere per un aumento della detrazione e affiancarlo ai voucher. ‘’La leva fiscale deve però essere affiancata anche ad un congruo potenziamento del sistema di cura del SSN, in questo modo l’effetto combinato, senza alcun dubbio, comincerebbe a ridurre il grave problema della rinuncia alle cure per problemi economici, cancellando gradualmente la lesione forse più grave al diritto alla salute dei cittadini italiani - ha ricordato Pelillo

Il dibattito si è concluso con gli interventi degli altri coordinatori delle Commissioni della Cao Roma intervenuti al convegno tra i quali il dott. Giuseppe Teofili (Coordinatore  Commissione Odontoiatria sociale) e il dott. Ettore Farcomeni (Coordinatore Commissione contro abusivismo e prestanomismo in sanità) .  

“Ritengo che i tempi siano maturi per proporre ai decisori, da parte degli stessi Odontoiatri esercenti la Professione, soluzioni concrete sui problemi più cogenti della categoria che coinvolgono non solo i dentisti e il comparto odontoiatrico, ma che ricadono soprattutto sulla  salute della cittadinanza”, evidenza il Consigliere Omceo Roma e Segretario CAO Roma Sabrina Santaniello. “Quello che è emerso stasera, in questo prestigioso contesto del Senato della Repubblica non può e non deve concludersi con il Convegno, ma piuttosto dovrebbe servire da cassa di risonanza per poter dare maggiore valore e forza alle nostre proposte’’.  

A cura di: Ufficio Stampa


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