Sono troppi i posti indicati dal MIRU per medicina ed odontoiatria o sufficienti a garantire il ricambio generazionale tra un decennio?
Se per il presidente FNOMCeO Filippo Anelli non servono più medici ma più specialisti, il sottosegretario del Salute, Luca Coletto difende la scelta fatta dal MIUR sottolineando come l'aumento dei posti per le matricole individuato dal decreto Miur sia in linea con i fabbisogni individuati dalle Regioni nell’accordo approvato oggi dalla Conferenza Stato-Regioni.
“L’aumento dei posti a Medicina per il prossimo anno accademico non è poi così importante da far pensare all’eliminazione del numero chiuso, ma, in parte, va a compensare quelli che sono gli abbandoni “fisiologici” da parte degli studenti durante il corso di studio”, ha commentato il sottosegretario aggiungendo.
“Anzi, il numero delle matricole è per la prima volta allineato con le necessità esposte dalle Regioni e dunque non c’è motivo di criticare l’operato del ministro Bussetti, che anzi va ringraziato insieme al ministro della Salute Grillo per la sensibilità e l’attenzione posta alla concreta soluzione del problema della mancanza dei medici rispetto al quale i precedenti governi sono stati assolutamente miopi”.
Ma quanti sono i posti che le Regioni hanno indicato per soddisfare il fabbisogno dei professionisti della sanità?
A svelarlo è stato ieri 27 giugno il Vice Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Giovanni Toti (Governatore della Liguria) che in una nota annuncia l’accordo Stato-Regioni che definisce il fabbisogno per il Servizio sanitario nazionale, per l'Anno Accademico 2019-2020.
Stando alle tabelle divulgate, il fabbisogno per i medici è stato individuato in 11.255 unità, per gli odontoiatri 1.357, per gli igienisti dentali 616.
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