Una riflessione sulla strada da imboccare del Segretario Sindacale Nazionale Danilo Savini e Graziano Langone
Dopo l’approvazione della proposta di legge delega che stabilisce nuovi criteri di ammissione ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, AIO propone una serie di riflessioni.
La proposta delega il Governo ad adottare dei decreti attativi entro 12 mesi prevedendo un primo semestre comune e l’ammissione al secondo semestre subordinata al conseguimento dei crediti formativi ed ai posti disponibili. Per chi supera gli esami del primo semestre, verrà creata una graduatoria di merito sulla base dei crediti conseguiti. In caso di mancata ammissione al 2° semestre, chi ha superato comunque gli esami del 1° semestre sarà ammissibile a un corso di studi che ha indicato come seconda scelta. Ne abbiamo parlato in questo approfondimento.
“È ora di trovare un sistema di selezione adeguato, che consenta l’accesso al corso di laurea a tutti i candidati che abbiano una preparazione aderente al percorso di studi da intraprendere, e nel numero corretto. Ma è chiaro che più di un tot la recettività dei nostri atenei non può andare”, sottolineato sul sito AIO il Segretario Sindacale Nazionale Danilo Savini e con Graziano Langone, esperto per AIO sul tema. Già dal 2014, viene ricordato, l’Associazione si interroga sulla possibilità di superare alcune criticità della metodologia di selezione degli studenti per le facoltà a numero programmato, tema a cui fu dedicato un Congresso in collaborazione con l’UDU. La legge approvata in questi giorni, ricorda AIO, conferma la necessità che la programmazione del numero finale di Medici ed Odontoiatri vada calibrata sia sulle necessità del Servizio sanitario nazionale sia sulle possibilità di accoglienza degli atenei, così come richiesto dalla FNOMCeO e dalle principali sigle sindacali di medici ed odontoiatri.
“Bisogna inoltre evitare che chi non accede al secondo semestre blocchi gli insegnamenti con ricorsi o cerchi la laurea estera nelle stesse discipline”, sottolineano Savini e Langone. “La sfida più dura, però, riteniamo sia sulla modalità in cui s’intende stilare la graduatoria nazionale proposta dal testo base”. “Infatti, ritenere come unico criterio l’aver solo superato i crediti CFU previsti potrebbe risultare riduttivo e parziale. Ci preoccupa pensare che la graduatoria nazionale dipenda dall’esclusivo o parziale arbitrio di pochi docenti di materie di base, dotati di un potere enorme che potrebbe essere gestito in maniera diversa sul territorio nazionale o addirittura facilmente condizionato”.
“Proprio per questo -continuano- riteniamo che la soluzione più adatta potrebbe essere quella di proporre un esame unico nazionale, di fonte ministeriale dunque, basato sul programma delle materie del primo semestre, che garantisca a tutti gli studenti un metodo selettivo quanto più possibile oggettivabile e non condizionabile dall’esterno”.
Ultima considerazione, le conseguenze di questo meccanismo di selezione su altre professioni, come quelle infermieristiche o sanitarie di prevenzione, riabilitazione, diagnosi-terapia. “Chi non superasse il semestre, ad oggi, sembra possa trovare vie d’accesso preferenziali a questi corsi che però hanno già un sistema d’accesso predeterminato”. “Non stupiamoci –concludono Savini e Langone- se sorgessero inedite problematicità. AIO è pronta a fare la sua parte se verrà chiamata a dire la sua ai tavoli istituzionali”.
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